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Inchiesta sul trasporto: Massimo Berti di Cab Log, gestire la flessibilità nel rispetto della normativa

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Come spiega il direttore generale Massimo Berti, Cab Lob sta affrontando questo momento complesso gestendo la necessità di flessibilità in maniera strutturata.

“Nonostante in Italia viga la deregulation dell’impiego della manovalanza, il che genera equilibri instabili, Cab Log non ha mai messo in secondo piano la normativa, soprattutto quella inerente la sicurezza – argomenta Berti – Pertanto sono state create delle società captive di proprietà per la gestione del magazzino.

Certo non si tratta della ricetta che risolve tutti i problemi, ma possiamo dire di avere rapporti distesi ed equilibrati con il personale”.

Incentivi per restare

Sul fronte degli autisti, per contrastare la carenza generata anche dal rientro di molti, a causa della pandemia, nei paesi di origine, Cab Log ha agito in tre direzioni: con incentivi per restare, creando una academy interna per formare e ri-creare il parco autisti e creando una flotta diretta, con due consorzi che lavorano in maniera continuativa e che sottostanno a delle regole precise e condivise.

“La supply chain è una catena di acciaio, ma i trasporti e la logistica sono un anello di plastica: utilizzo questa metafora per sottolineare che le problematiche non possono restare solo nel settore.

A monte i produttori, a valle la distribuzione, dovrebbero a nostro avviso contribuire a migliorare e a rendere più efficiente il nostro segmento: i camion fermi ore e ore per scaricare sono insostenibili, la Gdo dovrebbe investire per organizzarsi meglio”.

Sul fronte del caro-carburante, Berti ricorda il processo di conversione avviato e poi stoppato a causa del gas alle stelle del parco veicoli: “I veicoli non arrivano – precisa – e il gas non è più competitivo”.

Il processo di innovazione è avviato

Quanto alla digitalizzazione, spiega: “Abbiamo avviato un processo di innovazione dei sistemi, il 70% della nostra flotta è controllata da Gps, con il restante 30%, appartenente a terze parti, lavoriamo con le app, l’obiettivo è la full visibility della filiera logistica.

Inoltre stiamo lavorando sull’automazione, non esasperata, dei magazzini: l’obiettivo non è eliminare le persone, ma integrare le macchine nei processi”.

“Ma – conclude – per elevare l’azienda non serve solo rivedere la parte hardware e software. Occorre infatti anche portare in quota il personale, attrarre i giovani, lavorare con le Università. Il futuro pensiamo che passi dall’intermodalità, dalla digitalizzazione, dall’interconessione. Stiamo lavorando in questa direzione”.

Emanuela Stifano

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di giugno 2022 de Il Giornale della Logistica


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Giornale della Logistica

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