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Dritti al centro: smart working, un alleato per la business continuity

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Tutelare i lavoratori mantenendo le stesse performance operative: una quadratura del cerchio che solo lo smart working in molti casi è riuscito a garantire durante i mesi di emergenza.

Bianchi & C. e Brigl Group ci hanno raccontato la loro esperienza. Denominatore comune: la tecnologia cloud di Nova Systems

La risposta di Brigl

“Per operare al loro meglio le aziende hanno bisogno di certezze, purtroppo molte direttive diramate in queste settimane sono contrastanti e vengono modificate con frequenza: gestire questa variabilità all’interno del microcosmo aziendale è un grande problema.”

Andreas Goggi, amministratore delegato del Gruppo Brigl, realtà altoatesina attiva da 95 anni nel mondo delle spedizioni nazionali e internazionali in settori differenti (alimentare, industriale, parts) non ha dubbi: una delle sfide principali della Fase 2 e della nuova normalità sarà proprio fare i conti con uno scenario volubile che richiede alle aziende la massima flessibilità.

“Nel mese di aprile i traffici di groupage sono calati del 75%, ora iniziamo a vedere una ripresa, soprattutto nell’internazionale, anche se lo scenario rimane a macchia di leopardo”. Dall’inizio dell’emergenza coronavirus Brigl non ha mai fermato l’operatività e, per riuscirci, ha modificato la propria organizzazione, introducendo nuove prassi, come lo smart working.

Lo smart working in Brigl Group

“Siamo stati costretti ad attivare lo smart working spinti dall’emergenza e senza compiere tutte le verifiche che, in altre circostanze, avremmo reputato inderogabili” spiega Goggi. Da un giorno all’altro 25 persone su 85, prevenienti da tutti i reparti, sono state messe nelle condizioni di lavorare da casa propria: “Abbiamo investito in nuovi computer portatili e attivato connessioni dove necessario.

La proprietà è stata molto presente e attenta alle esigenze e alla tutela dei dipendenti. Superati rapidamente gli inevitabili problemi tecnici, la situazione non solo si è stabilizzata, ma ha rivelato interessanti potenzialità. In questo contesto il supporto del nostro partner tecnologico Nova Systems è stato fondamentale e l’ERP cloud BeOne ha confermato la sua efficacia anche in una situazione di complessità aumentata”.

Bianchi Group: sicurezza e continuità

L’emergenza Covid-19 non ha fatto sconti neppure a Bianchi Group, azienda attiva da quasi un secolo nel settore trasporti internazionali con una specializzazione nei comparti di fashion, illuminazione, chimica, industriale, hi-tech, preziosi, eCommerce e Automotive: nelle settimane più dure del lockdown, l’operatore logistico comasco ha infatti assistito a un calo verticale (-75%) delle spedizioni giornaliere (2.500 missioni a regime) che solo dall’inizio della fase 2 ha invertito la tendenza.

Nonostante questo, il gruppo ha sempre mantenuto operative tutte le proprie filiali (Como, Firenze, Modena, Padova) e Business Unit (trasporto terrestre, mare ed aereo, logistica).

“Garantire la sicurezza del nostro team e la continuità di servizio ai nostri clienti, soprattutto in ambito internazionale, erano le nostre priorità, per questo, abbiamo deciso, da subito e in anticipo sulle indicazioni dei Decreti Ministeriali, di attivare lo smart working” dichiara l’amministratore delegato Fulvia Zatti.

La manovra ha riguardato oltre 70 collaboratori, su un totale di 130 dipendenti, attivi nei reparti di Customer Service, Ufficio Commerciale, Ufficio Fatturazione, Divisione Mare & Aereo, Ufficio IT, mente parte delle risorse operative dei reparti Import, Export e Nazionale hanno – a rotazione – operato da remoto per supportare le attività delle risorse in sede.

Le sfide tecniche

“Dotare 70 persone, nell’arco di poco più di 48 ore, degli strumenti e delle tecnologie necessarie per lo svolgimento delle attività in modalità agile (laptop, connessione VPN…) e configurare un sistema che fosse sicuro e al tempo stesso performante è stato molto sfidante” spiega Simone Ferloni, project manager della società.

Fondamentale, affinché la comunicazione a tutti i livelli non smettesse di circolare, si è confermata l’adozione di strumenti di social collaboration, che hanno permesso a tutta l’organizzazione di mantenere le abituali forme di interazione, seppur in modalità differente.

I cambiamenti organizzativi

“Lo smart working si basa su un patto di fiducia che Bianchi, senza esitazioni ha deciso di stringere con i propri collaboratori: una scommessa che, ormai a distanza di quasi tre mesi dall’avvio del progetto, riteniamo di aver vinto, grazie alla grande collaborazione di tutto il team” sottolinea Ferloni.

Per raggiungere questo risultato è stato necessario compiere interventi di carattere organizzativo: “il lavoro agile funziona quando è figlio di un’organizzazione del lavoro che “pensa” in modo smart, ovvero che organizza il lavoro non per fasi ma per compiti, obiettivi da raggiungere singolarmente.

Proprio grazie alla collaborazione di tutti i dipendenti e alla capacità dell’azienda di adattarsi ad un contesto radicalmente trasformato in un tempo brevissimo siamo riusciti nell’impresa di continuare a raccogliere la fiducia e la stima dei nostri clienti, anche in un periodo così complesso” sottolinea Zatti.

Nova Systems: sempre a fianco dei clienti

“Offrendo soluzioni e servizi in cloud in cloud, per noi il passaggio allo smart working è avvenuto con naturalezza e ci siamo messi completamente a servizio dei nostri clienti per la risoluzione di tutte le possibili problematiche che hanno riscontrato nel passaggio alla nuova modalità” spiega Barbara Avesani, international sales manager di Nova Systems, softwarehouse specializzata in soluzioni cloud per logistica, spedizioni, trasporti e dogana basate sulla piattaforma BeOne.

Il primo step è stato quello di mettere a disposizioni le licenze gratuite necessarie ad abilitare i terminali di chi lavorava da casa al collegamento con il data center presso la server farm di Verona.

Poi l’allestimento di una vera e propria task force di supporto ai clienti: “Nelle prime settimane di lockdown il nostro team di IT manager ha supportato il reparto IT dei nostri clienti o, nel caso delle realtà meno strutturate, si è sostituito ad esso nel contatto costante con gli operativi in difficoltà e risolvendo le principali problematiche, molte delle quali connesse con la debolezza delle reti domestiche.”

Nuove frontiere della digitalizzazione

Paradossalmente, il distanziamento ha favorito la comunicazione e questo ha semplificato il superamento degli inevitabili ostacoli.

“Sono saltate tutte le gerarchie: la connessione trasversale a tutti i livelli ci ha permesso di valorizzare ulteriormente il apporto con gli utenti della nostra soluzione” sottolinea Mario Miriamoli, direttore commerciale di Nova Systems.

“Gli utenti hanno avuto modo di sfruttare a pieno tutti i moduli e quindi tutte le potenzialità della nostra soluzione, e stiamo assistendo alla nascita di un nuovo modo di lavorare che resterà anche quando questa emergenza sarà finalmente alle spalle”.


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Giornale della Logistica
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