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Dritti al centro: CLO per il sociale, la logistica che fa bene

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Come tutti gli operatori logistici attivi nell’ambito della filiera agroalimentare, da febbraio a oggi CLO Servizi Logistici (CLO è l’acronimo di Cooperativa Lavoratori Ortomercato , dove è nata nel 1937 ndr ) non si è mai fermata, anzi ha dovuto cambiare marcia ma lo ha fatto tenendo fede allo spirito cooperativo di cui è espressione da oltre ottant’anni.

“ All’inizio c’è stata la paura e l’esigenza, fortissima, di tutelare i soci della cooperativa, obbiettivo imprescindibile per garantire anche la continuità del servizio ai nostri clienti ” ci spiega il vicepresidente Ettore Autunno.

“Siamo partiti da un presupposto: a tutti va garantito un lavoro e va erogato un salario. Come molte aziende anche noi abbiamo fatto ricorso alla cassa integrazione in deroga, ma prima abbiamo cercato, dove possibile, di ricollocare i lavoratori nei reparti e negli impianti interessati da un picco di attività.

E dove non è stato possibile, la Cooperativa ha anticipato la cassa integrazione per garantire la continuità salariale ai soci rimasti a casa.”

Un prima e un dopo

Che l’emergenza sanitaria sia ormai un momento storico che segna un prima e un dopo è evidente anche dal fatto che tutti si ricordino che cosa stessero facendo nel weekend di fine febbraio che ce ne ha dato la prima consapevolezza.

Per Lorenzo Borgi, direttore logistico di CLO e vicepresidente di Multiclo, per esempio, sarà difficile dimenticare le telefonate di domenica 23 febbraio da parte di un cliente che chiedeva, in tempo zero, la disponibilità di 20.000 mq di magazzino come backup nel caso in cui quello in uso si fosse scoperto in zona rossa e, quindi, fuori dai giochi.

“In questi mesi abbiamo potenziato il nostro servizio ma nelle prime fasi dell’emergenza ci siamo trovati nella condizione di doverlo garantire” ammette Borgi.

Fortunatamente quel magazzino continuò ad operare ma il 40% della squadra, abitando nella zona rossa, fu impossibilitato a recarsi al lavoro e l’altro 60% versava, comprensibilmente, in una condizione psicologica delicatissima.

“Abbiamo investito tante ore e tanta energia nelle assemblee organizzate per trasmettere serenità ai nostri ragazzi e far comprendere quanto il loro contributo fosse importante non solo per l’azienda, ma anche per il Paese che, senza i servizi essenziali garantiti dalla logistica, sarebbe andato in tilt.”

Assicurazione per i lavoratori

Tutela dei lavoratori è il concetto chiave che la Cooperativa ha saputo declinare in modi differenti. Tra questi il potenziamento dell’assicurazione Insieme Salute, già riservata ai soci, e l’attivazione di un’assicurazione specifica che tutelasse i lavoratori in caso di contagio, tramite l’erogazione di una diaria per il ricovero e un forfait di rimborso qualora si rendesse necessario il passaggio in terapia intensiva.

“In CLO convivono 92 nazionalità: molto spesso le persone sono sole e le famiglie senza rete” sottolinea Ettore Autunno.

“Per questo abbiamo pensato di estendere la garanza di assistenza anche dopo le dimissioni, tramite un’ulteriore assicurazione che offra ai soci servizi quali: la visita di un medico generico a domicilio, il rimborso del servizio di ambulanza, il trasporto a casa dall’ospedale, l’invio di una collaboratrice famigliare per la gestione dei figli al di sotto di 13 anni (con servizio di babysitting e accompagnamento a scuola), consegna della spesa a domicilio e anche servizio di pet-sitting”.

Competenza messa a sistema

CLO collabora da anni con Banco Alimentare tramite la raccolta delle eccedenze del mercato agroalimentare di Milano, che vengono inviate al centro di raccolta di Muggiò e da qui distribuite alle varie società e agli enti di beneficienza.

Durante l’emergenza l’impegno di CLO in questa direzione è aumentato: da un lato sono infatti cresciuti i quantitativi raccolti, dall’altro sono state messe a disposizione di Banco Alimentare persone e competenze.

“Visto che l’aumento dei traffici ha infatti mandato in congestione il centro logistico di Muggiò, con Multiclo, e in accordo con il Banco Alimentare, abbiamo deciso di inviare personale qualificato per migliorarne l’assetto al fine di aumentarne la produttività e migliorare le performance distributive” riferisce Autunno.

Gestire i picchi

“Oltre alla mobilità strutturale che abbiamo sempre utilizzato per gestire i picchi di lavoro, la scorsa primavera abbiamo dovuto drenare i lavorati impegnati nei reparti che hanno subito un rallentamento verso quelli che invece hanno avuto un’impennata” spiega Lorenzo Borgi.

“Non sempre il matching è riuscito per via della distanza tra impianti e, in alcuni casi, è stato necessario ricorrere alle agenzie di somministrazione o alla ricerca diretta, limitata dall’impedimento di farla in presenza.” Sono stati oltre 100 i soci ricollocati nelle prime settimane.

Pulito è meglio

Nella galassia di aziende che fanno capo al Gruppo CLO, che conta nel 2020 oltre 2.500 addetti e circa 115 ml di fatturato, Multiclo è la società partecipata nel settore del facility management che offre servizi di pulizie, portierato, manutenzione del verde e, da marzo 2020 anche sanificazione.

Un’aggiunta che ha fatto impennare il fatturato, complici chiaramente i protocolli di sicurezza i quali hanno avuto, come effetto collaterale, quello di portare all’attenzione dei clienti un tema in precedenza (purtroppo) sottovalutato ma chiave per garantire dignità del lavoro: quello della pulizia e della sanificazione degli ambienti di lavoro, soprattutto in ambito industriale.

La sicurezza è lavoro complesso

Oltre cinquanta sono i documenti elaborati da Giulia Donno, responsabile sicurezza di CLO, che coordina un ufficio di quattro persone, per tradurre i DPCM emessi fino a ottobre (mese in cui si è svolta questa intervista, n.d.r.) in procedure da attuare nei magazzini in accordo con le disposizioni: un faro che ha guidato clienti nei mesi più complessi dell’emergenza.

Un grande lavoro di “messa a terra” che ha riguardato anche le numerose e diverse ordinanze regionali (CLO è attiva in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Liguria, Veneto, Trentino Alto Adige e Marche). Oltre a questo, il team della sicurezza ha avuto la responsabilità di reperire i DPI, di elaborare e predisporre informative e visual, in diverse lingue, da allestire nei magazzini.

Alice Borsani

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di Novembre 2020 de Il Giornale della Logistica


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Giornale della Logistica
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