CONTRACT LOGISTIC header banner dal 15 ottobre al 21 novembre 2019
GEP – Header banner dal 1 al 31 ottobre 2019
CLS – Header banner dal 1 settembre al 31 dicembre 2019
riempitivo gdl header

La logistica sotto il tetto: Jungheinrich per il magazzino di Tegola Canadese

0
LOGISTIC FORUM GUBBIO – newsbanner dal 23 settembre al 23 ottobre 2019
LPR – newsbanner dal 1 settembre al 30 Novembre 2019
BAOLI – newsbanner dal 1 ottobre al 31 ottobre 2019

La logistica in Tegola Canadese – specializzata in soluzioni per il “sistema tetto” – è al servizio di clienti (cantieri edili, costruttori, rivenditori, grossisti, distributori) attivi in tutto il mondo, con altissime pretese in termini di qualità del prodotto e di eccellenza nel servizio: “La prassi – spiega Ezio Arnosti, Chief of Logistics Department – è l’ordine a tempo zero. Il cliente ordina, magari dal Cile o dall’Australia, e vuole la merce subito, subitissimo, e non si tratta di sole tegole ma di tutto quanto è necessario per realizzare il “sistema tetto”. La prassi è l’invio di container multi – referenza, dalla tegola – e qui ne esistono decine di varianti per tipologia e colore – agli accessori (scandole, chiodi, aeratori, sfiati, membrane, reti, adesivi eccetera) e l’errore non è contemplato. Non è ammissibile che manchi anche una sola scatola da cento chiodi”.

Che il cliente sia al centro è principio oggi universalmente accettato. Non lo era nel 1977 quando la società venne costituita ed entrarono in funzione a Vittorio Veneto, dove ci troviamo, il primo stabilimento e il primo magazzino: “la tegola canadese era un prodotto che, in Italia, praticamente non esisteva – dice Marco Tomasella, marketing manager di IWIS, la holding capogruppo – ed era monopolio di alcuni grandi produttori americani. L’intuizione fu di proporla sul mercato nazionale, ma aggiungendo una ricerca particolare in termini di qualità, affidabilità, fantasia, gusto italiano”.

L’impresa brucia le tappe

La formula è vincente: in pochi anni l’impresa brucia le tappe: “fu decisivo proporsi come fornitore globale – prosegue Tomasella -. Il cliente, in Tegola Canadese, trova tutto quanto gli è necessario, dalla consulenza sul progetto alle migliori soluzioni a tutto quanto necessario per la realizzazione sino ai corsi di formazione per i posatori. Là dove i competitor si fermavano alla semplice offerta della tegola, spesso componente “povero” di edifici iconici e sofisticati, Tegola Canadese garantiva la consegna sul cantiere, chiavi in mano e con tempi celerissimi, di tutto quanto era necessario e tutto di altissima qualità, una qualità tale da contribuire a connotare lo standing dell’edificio”.

È la genesi di quell’attenzione totale al cliente che perdura tuttora: “la logistica è la “disperazione” del nostro responsabile amministrativo e finanziario – dice scherzando ma non troppo Arnosti -: il magazzino, per scelta aziendale, dispone di tutte le referenze in modo tale che sia possibile reagire con tempi zero all’ordine. Un immobilizzo finanziario giustificato dalla ricerca della massima qualità nel servizio”.

Il servizio al cliente è il mantra aziendale: lo si capisce analizzando la composizione della holding aziendale, la IWIS, non una holding meramente finanziaria, ma soprattutto operativa: “IWIS – spiega Tomasella – coordina 18 stabilimenti, 11 filiali commerciali, distributori e rivenditori in 70 Paesi. Il minimo comune denominatore è garantire la disseminazione interna ed esterna delle competenze (non a caso qui definiscono IWIS una “Thinking Holding” – NdA) mantenendo al centro il cliente: il cliente espone un problema, IWIS coordina le proprie imprese e conoscenze proponendo la soluzione su misura”.

Dove la logistica ha una rilevanza straordinaria

Si intuisce quindi come la logistica assuma una straordinaria rilevanza: “il magazzino è lo snodo cruciale” – ammette Arnosti. Si tratta di un sito di circa 16mila metri quadri di cui 4.200 metri quadri coperti caratterizzati da una struttura di 45 corsie di scaffalature compattabili a marchio Jungheinrich assistito da una flotta di 23 carrelli (EFG 425k e EFG 430k compatti – interasse a 1.575 mm – a quattro ruote con montante a sei metri) che operano in sinergia con il WMS a suo volta coordinato con l’ERP aziendale: “nella ricerca del fornitore – spiega Arnosti – abbiamo seguito la stessa logica che caratterizza i rapporti con i nostri clienti. Individuare un solo interlocutore che padroneggiasse tutte le tecnologie necessarie, dagli scaffali ai sistemi di movimentazione ai WMS e ai carrelli, con una storia importante di forniture ad alto valore aggiunto”.

Il Presidente Luciano Mazzer e Arnosti nei primi mesi del 2017 ritengono infatti maturi i tempi per un revamping dell’impianto. Gira, chiede, si informa. Sul territorio gli viene segnalata la filiale di Padova di Jungheinrich Italiana. Entra in contatto con Alessio Destro (responsabile Sistemi Logistici) e Pierluigi Marcato (Area Sales Manager). Espone il problema, ascolta le possibili soluzioni, otto mesi di analisi, verifiche, progetti. Nel novembre del 2017 viene firmato il contratto per il sistema di scaffalature compattabili che oggi caratterizza il magazzino. Il 30 giugno dell’anno successivo l’impianto è consegnato. A inizio 2019 subentra la fase due che concerne la fornitura della flotta dei carrelli, tecnologici e interconnessi.

“Ricordo bene gli inizi della trattativa – rievoca Marcato –. Mi colpì la competenza dell’interlocutore e la chiarezza su obiettivi e priorità: sicurezza, rispetto delle norme anti sismiche (Vittorio Veneto è in zona sismica 2 – NdR), coerenza con i principi dell’Industry 4.0, capacità di garantire valore aggiunto nella consulenza, consegna chiavi in mano, impegni sul raggiungimento di obiettivi sfidanti in termini di produttività e tempistiche di consegna, garanzie totali per quanto concerne l’assistenza ordinaria e straordinaria”.

“Il magazzino – chiosa Arnosti – è strategico perché strumento della centralità del servizio. La funzione logistica ne coordina le diverse fasi: acquisizione delle materie prime; ricezione e stoccaggio dei prodotti in uscita dai diversi stabilimenti ovvero dei materiali da fornitori terzi, tipicamente accessori e complementi. Il tutto coordinato dal WMS aziendale e assistiti dalla mappatura globale del deposito e delle attività degli operatori che scannerizzano i barcode in ogni fase sino alla preparazione delle spedizioni”.

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di settembre 2019 de Il Giornale della Logistica


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Giornale della Logistica
Condividi

Lascia un commento