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Incas SSI SCHÄFER per MEF: una promessa mantenuta

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Questo articolo nasce da una promessa mantenuta, anzi due. La prima è la promessa che Il Giornale della Logistica ha fatto a MEF nel 2021: quando abbiamo visitato la piattaforma logistica di Campi Bisenzio, Firenze, tanti erano i progetti per il futuro e ci siamo ripromessi di vederli concretizzati. A distanza di tre anni siamo quindi tornati a scoprire gli investimenti fatti e l’impatto che hanno avuto sulla logistica di questa realtà specializzata nell’ambito della distribuzione di materiale elettrico – membro di Würth Electrical Wholesale (WEG) – e abbiamo così potuto constatare che un’altra e più importante promessa è stata mantenuta: quella frutto di un impegno costante da parte di MEF per offrire ai propri clienti un servizio sempre più rapido, completo ed efficiente, sviluppando soluzioni innovative insieme ai propri partner tecnologici. Una promessa mantenuta grazie al nuovo magazzino automatico per la gestione dei cavi sviluppato da Incas SSI SCHÄFER e attivato a marzo 2023.

Ripensare il magazzino per la crescita presente e futura

Il polo logistico di Campo Bisenzio è il punto focale di un network distributivo che raggiunge e rifornisce quotidianamente 45 punti vendita in Toscana, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Lazio e Umbria. Avviato nel 2015, conta oggi una superficie complessiva coperta di 17.200 mq e ha la capacità di movimentare oltre 80mila articoli/anno grazie alla collaborazione di circa 130 operatori.

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Come nasce il progetto del nuovo magazzino cavi? “L’obiettivo che ci guida da sempre è migliorare costantemente il livello di servizio ai nostri clienti”, premette Marco Conti, Direttore Logistica di MEF. “Per compiere un ulteriore passo in questa direzione, avevamo maturato due necessità più pressanti: da un lato ottimizzare le operazioni di stoccaggio e taglio dei cavi che sono, per loro natura, un’attività particolarmente energivora a livello di tempo/operatore, dall’altro ottimizzare l’utilizzo dello spazio in magazzino così da poter ridisegnare il layout inserendo nuove soluzioni di automazione.

Abbiamo individuato Incas SSI SCHÄFER come partner nel progetto perché conosceva molto bene la nostra realtà – fin dall’attivazione del nuovo polo logistico con l’integrazione del WMS Easystor e del sistema di trasporto colli – e perché ci ha proposto una soluzione disegnata sulle nostre specifiche esigenze, aperta al cambiamento e in grado di stimolare e supportare la crescita futura”.

Una soluzione tagliata su misura

“Il nuovo magazzino cavi sorge su una superficie di 1.200 mq che rappresenta un’estensione rispetto all’immobile originario”, illustra Dario Bartolini, Responsabile del Centro Logistico di Campi Bisenzio. “Ha una capacità di stoccaggio di 4.300 bobine o pallet. E già in questa sua versatilità troviamo un elemento distintivo del progetto, concepito in ottica modulare e scalabile, in grado di gestire referenze con differenti esigenze di stoccaggio e movimentazione. Oggi gestisce esclusivamente i cavi, ma un domani vi si potrebbero stoccare altri prodotti con lo stesso livello di efficienza. La capacità complessiva dell’intera piattaforma logistica diventa così di oltre 14.500 posti pallet.

L’impianto automatico alto 16 metri è organizzato con stoccaggio a doppia profondità, asservito da due trasloelevatori in grado di effettuare ciascuno 28 cicli combinati orari che corrispondono a 112 bobine movimentate ogni ora (56in/56out). Attualmente il sistema è equipaggiato con 2 stazioni di svolgimento e taglio automatico che assicurano una produttività di 16 tagli/ora/operatore, performance che potranno essere ulteriormente ottimizzate introducendo altre 2 stazioni per le quali è già stata prevista la predisposizione. Oggi il magazzino cavi ha un livello di saturazione pari al 50% della capacità complessiva e ospita circa 450 referenze”.

Risultati raggiungi e nuovi obiettivi

La realizzazione del nuovo magazzino cavi ha consentito a MEF di conseguire gli obiettivi che si era prefissa in termini di ottimizzazione degli spazi e miglioramento dei livelli di servizio, oltre che di abilitare nuove opportunità di crescita. “Il nuovo impianto ci ha permesso di recuperare circa 500 mq di aree in piazzale e 1.500 mq in magazzino, spazio prezioso dove andremo a realizzare un nuovo magazzino automatico a cassette che speriamo di poter vedere in funzione a partire da giugno 2025. In più, abbiamo migliorato le nostre prestazioni in termini di qualità e sicurezza delle operazioni di taglio, con un incremento produttivo del +220% per oltre 300 tagli/giorno medi. Un dato già di per sé significativo”, tiene a sottolineare Conti, “ma che acquista ancor più valore se consideriamo il contesto operativo. La preparazione degli ordini, infatti, è condensata in una finestra di lavoro particolarmente ristretta: il cut-off time per la ricezione degli ordini di materiale elettrico e cavi interi è alle 19, mentre per i cavi al taglio è anticipato alle 18:00 per consentire la preparazione delle spedizioni entro le 22:00 e assicurare così la consegna notturna puntuale nei 45 punti vendita della rete”.

“La maggior parte degli ordini arriva a fine giornata e questo trend è diventato ancora più marcato dall’attivazione del servizio e-commerce nel 2020, perché chi utilizza questo canale concentra le proprie ordinazioni in prossimità dell’orario di chiusura dei cantieri e dell’attività giornaliera svolta. In meno di due ore”, si inserisce a dettagliare Bartolini, “ci troviamo a gestire il picco massimo della nostra attività giornaliera. Anche gli ordini arrivati alle 19:00 devono esse consegnati nella notte, al più tardi la mattina successiva alla riapertura del negozio. È un impegno sfidante, per questo ci stiamo strutturando al meglio per mantenere alti i livelli di servizio. L’attivazione del nuovo magazzino cavi ci ha consentito di ottimizzare l’attività stringendo i tempi e i clienti hanno dato riscontro del miglioramento introdotto. In meno di un anno siamo riusciti a guadagnare un incremento di market share del 2% in questo segmento”. “Il risultato ottenuto”, sintetizza Conti, “è frutto di un vero e proprio cambio di strategia che ha coinvolto le differenti funzioni aziendali – dagli acquisti al commerciale, dalla logistica fino al customer care – frutto di un progetto concepito in ottica di supply chain. E proprio questa visione più ampia ci consente di fissare nuovi obiettivi più ambiziosi: già con la dotazione attuale nel magazzino cavi possiamo arrivare a un numero di tagli superiore all’attuale, nell’ordine di 18-20 tagli/ora per operatore. In più, lavorando sui processi, vogliamo ulteriormente posticipare il cut-off time per la ricezione degli ordini arrivando, gradatamente, a uniformarlo per tutte le classi di prodotto fissando il tempo limite alle 20:00. Si tratta di un percorso da fare passo passo, ma stiamo già procedendo in questa direzione grazie alle novità introdotte”.

Attenzione ai dettagli

Innovazione e versatilità sono due parole che tornano frequentemente nella descrizione del progetto. “L’aver sviluppato una soluzione innovativa per la gestione di un segmento, quello dei cavi, caratteristico del nostro settore ma difficile da rendere performante, ci permette di essere ancor più competitivi in un mercato sempre più sfidante”, racconta Marco Conti. “Nello realizzazione di questo progetto, che ha preso avvio a metà 2022 e ha richiesto un investimento di 5 milioni di euro, abbiamo dovuto dare risposta a tre elementi particolarmente critici: rendere versatile l’automazione di una lavorazione tanto specifica; far fronte alle avversità metereologiche – partendo da green field il tempo atmosferico è stata una variabile importante nel timing del progetto – e le complessità burocratiche e amministrative, in particolare nell’ottenimento delle certificazioni antincendio. Tre elementi critici che hanno potuto essere superati in modo efficace grazie alla collaborazione tra tutti gli attori in gioco e al supporto dei nostri partner tecnologici, fin dalle primissime fasi. Con Incas SSI SCHÄFER siamo partiti dall’analisi delle esigenze specifiche e dei possibili scenari operativi per formulare ipotesi di progetto condivise. Così, per esempio, siamo arrivati alla definizione delle UdC all’interno del magazzino cavi. La grande varietà di bobine da stoccare – con diametri dai 600 mm ai 1250 mm e peso fino a 15 quintali – implicava un ampio range di supporti da utilizzare; una variabilità che, però, si sarebbe tradotta in una complessità potenzialmente farraginosa. Grazie a un lavoro di progettazione condivisa, siamo invece arrivati a sviluppare – dopo varie fasi di prototipazione e test – un unico supporto adatto alle differenti tipologie di bobine e cavi, un elemento di standardizzazione che si è rivelato vincente nell’ottica di creare una soluzione scalabile e versatile”.

Francesca Saporiti

Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di gennaio-febbraio 2024 de Il Giornale della Logistica

 


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