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Quattro chiacchiere con… Laura Bertulessi – Italtrans: pragmatismo e passione

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Attenzione nel costruire solide basi e capacità di proiettarsi nel futuro con visione e capacità di cogliere i mutamenti in atto: così Laura Bertulessi guida Italtrans spingendo sull’acceleratore della passione

È stata definita una “donna del fare” per il suo approccio al business caratterizzato da grande concretezza, rapidità di reazione e visione. Si riconosce?

Concretezza e rapidità sono effettivamente nelle mie corde. Sono una persona cui piace “andare forte”, correre.

Come si traduce tutto ciò nell’attività quotidiana?

Concretezza e rapidità in ambito professionale si combinano a una capacità di visione che, a dire il vero, è frutto dell’impegno personale, ma anche dell’attitudine al confronto e alla condivisione di idee e responsabilità nella gestione quotidiana dell’azienda. Italtrans è una vera squadra.

Reattività è stata la parola chiave per affrontare l’emergenza Covid-19. Operando al servizio della filiera alimentare, vi siete trovati catapultati da subito in prima linea. Come avete reagito?

L’emergenza sanitaria ci ha messi duramente alla prova e nello stesso tempo ha valorizzato proprio la capacità di agire insieme. Abbiamo saputo restare compatti, grazie allo sforzo e al senso di responsabilità di tutte le persone che lavorano in Italtrans, ciascuno con responsabilità diverse, ma tutti con un obiettivo comune: fare bene il proprio lavoro.

Come ci siete riusciti?

Siamo stati consapevoli di dover garantire un servizio essenziale per il Paese e questo ha offerto una motivazione in più per fare al meglio le cose di tutti i giorni.

Nell’emergenza vi siete impegnati per fornire supporto non solo in ambito food, ma anche rispondendo a bisogni e urgenze in ambito sanitario. Che progetti avete attivato?

Abbiamo ricevuto richieste di aiuto e supporto da diverse realtà e abbiamo cercato di fare quanto possibile per rispondere con efficacia. Ci siamo trovati a trasportare bombole di ossigeno e affiancare la Protezione Civile per portare nelle case i presidi sanitari indispensabili per affrontare l’emergenza.

La logistica ha fatto la differenza?

Proprio il senso di responsabilità ci ha portato a considerare cosa potevamo fare non solo per assicurare il servizio ai nostri partner, ma anche per dare un contributo al nostro territorio, così duramente colpito dalla prima fase della pandemia. Abbiamo destinato fondi importanti all’ATS di Bergamo, sostenuto progetti della Croce Rossa e di altre associazioni, contribuito per quel che potevamo ad arginare l’emergenza. Lo abbiamo ritenuto un dovere civico.

Nell’affrontare la crisi è stata fondamentale gestire al meglio le risorse umane impegnate in attività di trasporto e logistica. Italtrans conta oltre 1.000 collaboratori: come avete agito per tutelarli e motivarli?

Naturalmente il nostro personale è stato al centro delle preoccupazioni. Non è una frase di circostanza quella per cui sosteniamo che le persone sono la prima risorsa della nostra azienda. In concreto in questi mesi abbiamo fatto tutto il possibile perché in Italtrans si potesse lavorare in sicurezza.

In che modo?

Abbiamo distribuito e curato i dispositivi di protezione individuali, igienizzato costantemente gli ambienti, favorito lo smart working, tutelato l’occupazione. Abbiamo anche attivato azioni di sostegno all’impegno eccezionale richiesti ai nostri lavoratori, come ad esempio l’opportunità di avere a disposizione la spesa per le famiglie. In generale abbiamo anche cercato di promuovere una comunicazione efficace, così che tutti potessero sentirsi protagonisti dell’attività aziendale.

Si è parlato tanto di new normal, ma la normalità tarda a consolidarsi. Come state affrontando questa incertezza per il futuro?

È vero che la normalità sembra ancora lontana e questo è un peso per tutti. Per quanto ci riguarda, però, la filiera della GDO chiede di superare le incertezze e garantire una programmazione logistica e di approvvigionamento sempre all’altezza.

Come si costruisce allora il futuro?

Guardando avanti e investendo sia nei depositi, sia nell’ambito del trasporto in modo da rispondere al meglio alle esigenze dei nostri partner, con un servizio di qualità, come ci è sempre riconosciuto.

Nei periodi di crisi il rischio è che si inneschi una guerra di prezzi. Come tutelate il valore del vostro lavoro?

Ci sono variabili che non dipendono da noi e di fronte alle quali occorre, di volta in volta, prendere le misure giuste. Dal canto nostro procediamo come sempre, cioè curando la qualità del servizio, l’attenzione scrupolosa alle esigenze dei nostri partner, l’affidabilità sia per quanto riguarda lo stoccaggio e la gestione delle merci, sia per quanto riguarda il trasporto. Questo, accompagnato allo sforzo di miglioramento continuo, al passo delle nuove tecnologie, confidiamo che possa continuare a garantirci una posizione da leader sul mercato.

Italtrans è una realtà che ha continuato a crescere ed investire anche in anni difficili. Qual è la benzina nel motore di tale crescita?

La passione, anzitutto. Quella che ci metto personalmente, quella che ci mette la proprietà tutta, in prima linea: mio marito Claudio e mio cognato Germano Bellina. La passione che dimostrano ogni giorno le tante persone che lavorano in Italtrans, a cominciare dal gruppo dei dirigenti, nei diversi settori per arrivare a tutti i livelli, negli uffici, nei magazzini, nelle officine, sui camion.

Una passione contagiosa

Sì e che ha ormai coinvolto anche i nostri figli, piano piano inseriti nell’azienda, con responsabilità e ruoli diversi, ma uguale entusiasmo. Anche questo è un investimento per il futuro e aiuta a cementare la nostra squadra.

Una delle strategie vincenti messe in atto da Italtrans è la creazione di grandi poli logistici multicliente dove sviluppare servizi condivisi in logica win-win. Come siete arrivati a questo risultato?

La nostra politica è quella di attuare sempre una vera partnership con chi si rivolge a noi per i servizi di logistica e di trasporto. Azioni condivise, obiettivi comuni: questo è sempre più un orizzonte di successo nel nostro ambito lavorativo. Con i nostri partner questa mentalità è cresciuta nel tempo e ha permesso di sviluppare servizi sempre più efficienti ed efficaci.

Servizi condivisi mettendo, però, ogni cliente al centro: com’è possibile?

L’offerta al singolo cliente, la partnership che si viene a realizzare, è sempre su misura. Per ognuno è riservata un’attenzione speciale, anche perché le esigenze sono spesso molto differenti. Ci impegniamo ogni volta e siamo in grado, con chi si rapporta con noi, di costruire insieme le soluzioni migliori.  Questo ci ha fatto apprezzare sempre di più nel tempo.

Crede che sia possibile implementare ulteriormente la collaborazione di filiera?

È un obiettivo. Ottimizzare la filiera, migliorare i servizi… lavoriamo in questa direzione

Per il vostro sviluppo state puntando molto su sostenibilità e sicurezza: concretamente questo come si traduce?

In questi anni siamo cresciuti molto nella consapevolezza della responsabilità sociale, convinti che sia la strada da seguire per il futuro. Abbiamo investito nell’ambito della sostenibilità, puntando sulle energie rinnovabili e sulla riduzione delle emissioni. Abbiamo impianti fotovoltaici di grandi dimensioni, che garantiscono un supporto energetico significativo, mezzi elettrici sempre più performanti, una flotta di camion a metano liquido e altri curati per ridurre al massimo le emissioni.

La rotta è tracciata?

Per questo abbiamo avviato il primo bilancio di sostenibilità, per rendicontare quanto fatto nel 2019 e nello stesso tempo per stimolarci a migliorare nel tempo a venire. Siamo convinti che non si possa fare business isolandosi dalla realtà territoriale e sociale nella quale si è inseriti e senza guardare al futuro del pianeta.

  • Nome e cognome: Laura Bertulessi
    Luogo e data di nascita: 24 febbraio 1962 a Levate (BG)
    Informazioni personali: sposata, Laura Bertulessi ha tre figli: Paola, Lucrezia e Andrea rispettivamente di 33, 28 e 19 anni, inseriti in azienda.
    Attività professionale: da sempre imprenditrice con il marito, Claudio Bellina ed il cognato Germano Bellina con i quali ha fondato Italtrans. Grazie alla sua vision e capacità realizzativa ha saputo sviluppare e strutturare nel tempo le tre business units dell’azienda: trasporto, logistica e e-commerce.
    Oggi nella sua posizione di amministratore delegato coordina e controlla la parte di back office dell’azienda.
    Particolare attenzione pone sulla qualità e crescita delle risorse umane in azienda, che ritiene elemento differenziante per il successo di un’azienda.
    Passioni extra-lavorative: Motomondiale, viaggi , architettura

Francesca Saporiti

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di gennaio-febbraio 2021 de Il Giornale della Logistica


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Giornale della Logistica
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