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LCS Group per Bulloneria del Toce : un “miracolo” in magazzino, grazie al Service

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2 ottobre 2020: tutto il Piemonte è colpito da precipitazioni di eccezionale intensità, con particolare insistenza nelle zone dell’alta val Tanaro, biellese, vercellese e nel verbano.

3 ottobre 2020: il picco delle precipitazioni si sposta nella zona del verbano, provocando l’esondazione del fiume Toce e causando allagamenti in diverse zone.Tra queste, l’area industriale di Baveno dove sorge Bulloneria del Toce  che si è trovata con lo stabilimento, e in particolare il magazzino automatico, sommerso da oltre un metro di fango, acqua e detriti.

4 ottobre 2020: LCS Group, partner di Bulloneria del Toce nella fornitura e assistenza dei sistemi di automazione, riceve un “SOS” dall’azienda e predispone un sopralluogo.

5 ottobre 2020: i tecnici LCS si recano a Baveno per una prima stima dei danni.

6 ottobre 2020: iniziano i lavori di ripristino e manutenzione dell’impianto automatico composto da due trasloelevatori e un impianto di trasporto per pallet con 50 motori.

23 ottobre 2020: iniziano le operazioni di riattivazione dell’impianto.

28 ottobre 2020: le attività di Bulloneria del Toce riprendono a pieno regime.

La cronistoria sopra riportata può avere diverse chiavi di lettura.

Da un lato, racconta una storia a lieto fine di buone pratiche e collaborazione fra aziende che si sono scelte e, negli anni, hanno saputo costruire una partnership proficua.

Dall’altro spiega come un’azienda gravemente colpita da una catastrofe naturale, avvenuta nel bel mezzo di una pandemia, abbia potuto risollevarsi con rapidità contando solamente sulle forze proprie e dei propri partner privati. Infine può essere considerata un esempio di come dovrebbe essere strutturato e agire il “service”, molto spesso (troppo) sottovalutato da aziende che investono in sistemi di automazione intralogistica.

Da qualsiasi prospettiva la si guardi però, questa esperienza racconta la storia di un “piccolo” (ma neanche tanto) miracolo di efficienza che, in meno di un mese, ha riportato alla vita un impianto gravemente compromesso, consentendo all’azienda proprietaria di risollevarsi e contenere i danni da un colpo che, altrimenti, avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.

La conta dei danni

“La situazione che ci siamo trovati a gestire era veramente complessa, se non drammatica” spiega Fabio Zucchini, Service manager R&D di LCS Group.

“Il fango aveva compromesso in pratica tutti i punti sensibili dell’impianto: i motori dei 50 trasportatori portapallet che compongono il sistema di movimentazione (collocati a 40 cm. da terra e quindi completamente sommersi), il motore dei due trasloelevatori, la blindosbarra dove passa la corrente a 400 volt che alimenta le macchine, tutti i cavi elettrici con relative centraline, senza dimenticare ruote di ghisa, ingranaggi, sistemi di lurbificazione…
Il primo delicatissimo step di intervento ha riguardato proprio la conta dei danni: era necessario capire cosa si poteva salvare e cosa no.”

Un lavoro certosino

Facile a dirsi, più difficile a farsi, dal momento che, per capirlo, i tecnici LCS impegnati nella valutazione hanno dovuto smontare e verificare, motore dopo motore, sensore dopo sensore, centralina dopo centralina, fotocellula dopo fotocellula, l’intero impianto.

Un lavoro certosino dove, a fare la differenza, sono stati know how ed esperienza: “ogni motore elettrico è stato aperto, sono state smontate le scatole di giunzione, verificati i cavi elettrici, controllata l’ossidazione e l’arrugginimento delle parti metalliche e il deterioramento delle parti magnetiche.

Il tutto per cinquanta elementi del peso di circa 60 kg ciascuno che, insieme ai motori dei traslo (300 chili l’uno) sono stati inviati ad un’officina specializzata nel ripristino e quindi rimontatati e riavviati.

Una particolare attenzione è stata dedicata alle componenti elettriche: abbiamo controllato le guaine che avvolgono i cavi metallici e pulito i sezionatori in ogni centralina per garantire la sicurezza della rimessa in attività dell’impianto. Il tutto, non va dimenticato, secondo modalità lavorative condizionate dalle procedure anticovid e cercando di fare il prima possibile per consentire al cliente di riprendere l’operatività”.

Una scommessa vinta

Una scommessa vinta, dal momento che il 23 ottobre sono iniziati primi collaudi, ancora una volta elemento per elemento, prima in manuale e poi in automatico e cinque giorni dopo, il 28 ottobre, l’impianto di Bulloneria del Toce è tornato completamente in funzione.

La rapidità è solo uno dei risultati centrati dal service, l’altro, ugualmente importante per il cliente, riguarda l’impatto economico dell’intervento di ripristino, decisamente inferiore rispetto ad una eventuale sostituzione degli elementi deteriorati

“Bulloneria del Toce è uno dei nostri clienti storici (in particolare usufruisce del servizio di assistenza dal 2005, n.d.r.): il pronto intervento e le nostre competenze in ambito elettromeccanico e in automazione hanno fatto sì che l’emergenza rientrasse in tempi rapidi e con il minor dispendio possibile per l’azienda”.

Un risultato niente affatto scontato, reso possibile, nel caso specifico, dall’efficacia di un’attività di service che, per il system integrator LCS, attivo sul mercato da oltre trent’anni, rappresenta un vero e proprio fiore all’occhiello, anche grazie al lavoro di riorganizzazione del reparto compiuto negli ultimi due anni.

Un Service strutturato

Principale artefice di questa trasformazione è appunto Fabio Zucchini, in LCS dal 2001 come project manager, poi responsabile tecnico commerciale e quindi, dal 2019, divenuto responsabile Service.

“I clienti erano tanti e si è reso necessario passare da una gestione “artigianale” del servizio, che vedeva ogni cliente come un caso unico da gestire in modo completamente dedicato e di pertinenza di un tecnico specifico, ad un assetto più strutturato, con l’obiettivo di offrire un servizio più efficace in termini qualitativi e maggiormente competitivo sotto il profilo dei costi”.

Una standardizzazione che permette oggi a LCS di offrire ai clienti un modello di offerta caratterizzato da standard omogenei, ma scalabile e quindi personalizzabile sulle diverse esigenze espresse dai clienti.
Nello stesso tempo, la nuova impostazione “industriale” del servizio, basata su controllo dei costi e della reddittività dei contratti di manutenzione, ha permesso alla business unit di crescere in modo continuo e progressivo, diventando sempre più strategica per il gruppo. “Oggi circa la metà dei nuovi clienti arriva proprio da questo canale” conferma Zucchini.

Il reparto di Service infatti, non si rivolge solo ai clienti attivi di LCS, ma anche alle aziende che, negli anni, hanno implementato sistemi di automazione di fornitori diversi e cercano un partner in grado di gestire l’impianto a 360 gradi, sia dal punto di vista della manutenzione elettromeccanica, sia da quella software, ad ogni livello.

Alice Borsani

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di marzo 2021 de Il Giornale della Logistica


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Giornale della Logistica
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