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Dal prato libero alla nostra tavola: la logistica del Gruppo Amadori

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6 mangimifici, 7 incubatoi, 6 stabilimenti di produzione, 19 centri di distribuzione in tutta Italia, 3 piattaforme logistiche primarie, oltre 800 allevamenti sia di proprietà che in convenzione, più di 7.600 collaboratori cui si aggiungono 350 agenti, oltre 360 imprese di trasporto primario e secondario e tutto l’indotto.

Sono i numeri del Gruppo Amadori, fra i leader nel settore agro-alimentare italiano.

La logistica del Gruppo Amadori

Per capire cosa unisce migliaia di polli che razzolano a terra in oltre 800 strutture organizzate e la tecnologia informatica più sofisticata, il vostro umile cronista si è recato presso il quartier generale della società, a Cesena, dove tutto è cominciato negli anni Trenta del secolo scorso e dove una tradizione famigliare consolidata (chi non ricorda lo spot con Francesco Amadori che “ci mette la faccia” – e la parola – sulla qualità delle sue carni) ha infine trovato felice sintesi con una managerializzazione che ha trasformato l’impresa costituita, con il suo attuale profilo, nel 1969.

A farci da guida Sandro Salvigni, responsabile IT & Digital Transformation, idee chiarissime su quanto l’IT sia fondamentale per la logistica e le operations del terzo millennio.

“Negli anni siamo passati da una gestione dove la carta e i fogli Excel erano gli unici supporti all’esperienza e alla capacità delle persone – ci spiega – ad una progressiva digitalizzazione e ammodernamento delle attività con soluzioni MES (Manufacturing Execution System – NdR) di ultima generazione integrate con l’ERP, a sua volta centro stella verso un TMS (Transportation Management System – NdR) a presidio delle attività di pianificazione dei trasporti e, nel prossimo futuro, con sistemi per il tracking delle consegne, passando attraverso la gestione dei consumi energetici e la supervisione delle linee produttive.

Il minimo comune denominatore? Non fermarsi mai nella ricerca di nuove soluzioni, nella voglia di innovare, nel traguardare nuovi obiettivi”.

Se questo è l’esordio

Se questo è l’esordio, immaginatevi il resto.

Il “resto” si materializza nella presenza di Fabio Piraccini, Claudio Gambetti e Gabriele Cavina, rispettivamente CEO, responsabile dell’area industriale e tecnico commerciale industria della Onit di Cesena, impresa specializzata nell’offerta di soluzioni IT per l’industria : “la scelta del partner adeguato è fondamentale – dice Salvigni -: lavoriamo con Onit da tempo e dialoghiamo costantemente alla ricerca delle migliori soluzioni.

Il plus decisivo? La capacità di immedesimarsi nei nostri problemi, di offrire un apporto decisivo in termini di competenza, di metterci nelle migliori condizioni per decidere”.

In Onit ogni cliente è affiancato da una squadra di professionisti pronti a fornire qualità ed innovazione. “Siamo nati e cresciuti nel settore ICT”, dice Fabio Piraccini, fondatore dell’impresa, serissimo al primo approccio salvo poi aprirsi ad un largo sorriso quando parla delle sue persone (“l’autentica ricchezza di un’impresa”) e sintetizza il metodo: “Specializzazione spinta. Per aree di business, per prodotti, per sfera di competenza. E puntare su scelte difficili, sfidanti, mai accontentarsi dell’ovvio e del banale: avere coraggio porta a fare cose innovative. E il cliente percepisce questa passione e non ricordo, in tanti anni, un solo progetto fallito nella logistica”.

Un MES evoluto

“Un’azienda così complessa – dice Salvigni – necessitava di un MES evoluto, all’altezza di sfide sempre più importanti che potesse supportare l’azienda in un percorso di sviluppo e presidio dei processi molto puntuale. Chiedemmo ad Onit di affiancarci nella soluzione del problema”.

Si crea così una squadra compatta, di partnership vera dove si ragiona costantemente assieme per perseguire il miglioramento continuo: “si è creata un’empatia – conferma Gambetti – fatta di professionalità, disponibilità ma anche di complementarietà.

Come abbiamo “conquistato” Amadori? Sapevamo di poter contare su soluzioni tecnologicamente avanzatissime già attive presso altre imprese del mondo food.

Sapevamo di poter proporre una soluzione eccellente che necessitava solo di essere configurata sulle loro necessità, quindi anche economicamente vantaggiosa.

Abbiamo proposto ad Amadori visite, demo e simulazioni. Nessuno ha avuto fretta, pur nel rispetto di scadenze sfidanti: abbiamo iniziato ad implementare il software su uno stabilimento e su alcune aree.

Un passo alla volta ma sapendo bene qual era il traguardo finale: la completa digitalizzazione dei processi, il presidio delle attività”.

Dal MES al WMS

Quindi il punto di partenza: l’inserimento del software MES On Plant di Onit completo anche del modulo per la gestione della qualità.

“La qualità in Amadori è al centro di tutto il nostro processo – spiega Salvigni -. Il MES, con i moduli di controllo qualità e HACCP, rappresenta un salto di qualità nella gestione armonizzando processi che in precedenza erano frammentati fra diversi sistemi e dove l’utilizzo della carta o degli strumenti di office automation era ancora preponderante”.

Ma non di solo MES vivono l’uomo e il logistico: contestualmente Amadori ed Onit inseriscono anche un WMS (Warehouse Management System) utile per gestire informaticamente il ricevimento dei prodotti intragruppo e dai fornitori esterni (controlli accettazione inclusi) fino alle diverse movimentazioni nelle molteplici aree di lavorazione.

Coraggio e prudenza romagnole: l’obiettivo è governare il totale, ma si parte da un limitato numero di referenze, si testano i risultati e, settimana dopo settimana, vengono coinvolti un numero sempre più elevato di codici, di depositi, di stabilimenti: poco più di un anno dopo, il roll-out della soluzione si è estesa ad altri stabilimenti del Gruppo.

E venne l’ora del TMS

Alla fine del 2017 è il momento di introdurre anche un TMS nella pianificazione delle consegne del mangime. Il sistema integrato con l’ERP aiuta gli operatori a pianificare tenendo conto di vincoli sia logistici che di prodotto. Ad oggi sono gestiti con questo sistema quattro mangimifici del gruppo.
È degli ultimi mesi il progetto di estendere la soluzione On TMS anche alla pianificazione delle consegne dei prodotti finiti in particolare delle tratte secondarie (circa 25k consegne giornaliere ai punti vendita) sostituendo una precedente soluzione che sente un po’ il peso degli anni.

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di maggio 2019 de Il Giornale della Logistica

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