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Brico io e CLO: una logistica costruita su misura

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Società completamente italiana, Brico io è stata fondata nel 1986 da alcuni imprenditori privati, con esperienza nell’ambito della grande distribuzione. Il primo punto vendita viene attivato nel 1988 e l’anno successivo Coop Lombardia entra nel capitale sociale dell’azienda, acquisendone successivamente il controllo totale.

Oggi, all’insegna fanno capo oltre 100 punti vendita sparsi in tutta la penisola e specializzati nel fai da te di medie dimensioni, sia a gestione diretta che in affiliazione (28 negozi).

Presso i punti vendita, caratterizzati da una localizzazione urbana di prossimità al cliente e da una superficie di vendita compresa tra i 1.500 e i 3.000, sono disponibili all’acquisto da 25.000 a 35.000 articoli che coprono tutti i segmenti del bricolage: hobby, piccola edilizia, manutenzione e decorazione della casa e del giardino.

Un posizionamento peculiare

L’offerta di Brico io si rivolge più al bricoleur che non all’utente professionista. Da qui la scelta di una presenza capillare sul territorio, attraverso una fitta rete di punti vendita di dimensioni contenute, rispetto alla media del settore.

A livello logistico, questo assetto si traduce in una polverizzazione degli ordini e, quindi, in una maggiore complessità da gestire.

Proprio per far fronte alle necessità di rifornimento della reta vendita, nel 2009 il management di Brico io ha avviato, insieme al partner logistico CLO, un progetto di riorganizzazione dell’assetto logistico.

“Il nostro obiettivo era quello di aumentale il livello di servizio alla rete dei punti vendita, alleggerendoli dall’onere di gestire uno stock locale fortemente condizionato dalle esigenze della produzione, in molti casi disallineate da quelle dei negozi” ci spiega Paolo Micolucci, consigliere delegato di Brico io oltre che promotore e acceleratore e del progetto di riorganizzazione logistica.

Brico io e CLO

“È stata un’esperienza molto forte e importante”, queste le parole usate da Micolucci per descrivere “l’impresa”, condotta insieme a CLO che ha accompagnato il committente in ogni fase di definizione e ingegnerizzazione dei processi. “Siamo partiti letteralmente da zero, un sogno per ogni logistico, – chiosa Lorenzo Borgi, della direzione logistica di CLO – costruendo e ottimizzando un sistema completamente progettato sulle esigenze e sulla particolari caratteristiche del business di Brico io”.

Obiettivo: svincolare i negozi dai minimi d’ordine e di imballo

In precedenza, il modello di rifornimento prevedeva che ogni singolo punto vendita emettesse gli ordini direttamente ai fornitori, nazionali e internazionali, – secondo modalità definite centralmente dalla funzione acquisti – i quali consegnavano l’ordinato ai diversi punti vendita con tempistiche non ottimizzate, poiché legate all’evasione di piccoli quantitativi d’ordine, né omogenee sul territorio.

“Il nuovo modello adottato doveva innanzitutto liberare i negozi dai vincoli connessi con i minimi d’ordine e di imballo fissati dai fornitori e ridurre in modo sensibile, rendendoli standard, i tempi di consegna dei materiali richiesti che, nel nostro settore, sono piuttosto lunghi, compresi tra una a due settimane per i punti vendita del Sud Italia e con il problema delle chiusure estive e natalizie” spiega Micolucci.

Le gestione della merce in conto deposito

Il primo step è stato quello di centralizzare nel magazzino CLO di Lacchiarella lo stoccaggio dei prodotti altovendenti e altovolumetrici e, nell’ottica di aumentare i volumi e ottimizzare il sistema, avviare contestualmente una campagna di affiliazione dei fornitori che prevedeva l’affidamento della merce in conto deposito all’operatore logistico, responsabile delle fasi di allestimenti ordini e di consegna secondo una tariffa logistica e compresa nel prezzo di vendita stabilito dal fornitore per Brico io.

“L’emissione degli ordini da parte dei negozi alla logistica, attiva il processo di preparazione della merce in nome e in conto del fornitore con destinazione Brico io e, una volta emessa la bolla di consegna, la trasmissione della fattura a negozio” spiega Micolucci.

I vantaggi del nuovo assetto sono subito evidenti e riguardano la possibilità, per i punti vendita, di effettuare riordini anche al pezzo, abbattendo lo stock periferico, secondo un calendario definito e con consegna garantita entro 48 – 72 ore.

Oltre che dal deposito di Lacchiarella, hub di partenza delle consegne per il centro – nord Italia, la rete vendita Brico io del centro sud è servita attualmente da un secondo deposito, localizzato ad Ascoli Piceno, ma è in programma una riorganizzazione del sistema: “per evitare ridondanze e diseconomie dovute a una duplicazione dello stock, ritorneremo al modello centralizzato, con un unico polo logistico attivo a Lacchiarella” sottolinea Micolucci.

La logistica oggi

Nel 2009 la logistica di Brico io occupava uno spazio a magazzino di 1.000 mq, nel 2020 lo spazio è salito a 16.000 mq. “Presso il magazzino di CLO sono gestiti oggi sia i prodotti di nostra proprietà, sia quelli in conto deposito e i fornitori che hanno scelto questa modalità hanno la migliore rotazione del nostro assortimento” conferma Micolucci.

Il processo di riordino

Come detto, i negozi hanno un giorno fisso per emettere gli ordini e un giorno stabilito per riceverli. Se nel 2009, durante la fase pilota, la trasmissione avveniva attraverso la compilazione di un modulo excel e tante e-mail, oggi le informazioni sono gestite da un sistema web access che collega l’ERP di Brico Io con il Gestionale di magazzino di CLO.

Il processo di allestimento ordini così come i carichi, la programmazione dei trasporti e la tariffazione dei servizi sono gestiti da un moderno WMS (EasyStore e GDO di Incas Group) fortemente personalizzato per soddisfare le particolarità logistiche connesse al servizio per Brico io.

Tra questi il kitting di codici che arrivano divisi dal fornitore ma unici nell’ordine dei punti vendita (è il caso, per esempio, delle casetta da giardino) e che quindi vanno “spacchettati” in fase di allestimento e successivamente riuniti in bolla di consegna; la gestione del copackaging previsto per alcune tipologie di prodotti e la preparazione della fase di trasporto con l’emissione delle bolle di carico e il calcolo della volumetria per la saturazione dei mezzi.

Ma la particolarità più grande consiste nel fatto che il singolo negozio fa ordini diversi a fornitori diversi e CLO crea un “superordine” con unica missione di prelievo mono-cliente ma multi-fornitore ottimizzando così la preparazione su pallet e la saturazione dei mezzi di trasporto.

Alice Borsani

Estratto dell’artiocolo pubblicato sul numero di maggio 2020 de Il Giornale della Logistica


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Giornale della Logistica
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