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Quattro chiacchiere con Umberto Ruggerone, Assologistica: trovare un approccio nuovo

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Parlare di logistica con Umberto Ruggerone, presidente di Assologistica dallo scorso giugno, amministratore unico di Malpensa Intermodale e Malpensa Distripark è un viaggio nello spazio e nel tempo che apre porte inaspettate e pensieri laterali che hanno l’obiettivo di trovare soluzioni, o meglio, approcci nuovi a problemi radicati. Obiettivo? Preparare la logistica del futuro

Dal suo curriculum salta subito all’occhio l’intensa frequentazione alla vita associativa. Cosa significa per lei essere giunto alla presidenza di Assologistica?
Io sono contentissimo di essere Presidente. Credo molto nel valore dell’associazionismo e attribuisco alla partecipazione associativa un senso piuttosto alto.

Cioè?
Ritengo sia un modo preciso di affrontare il quotidiano. Ho scelto di dedicare parte del mio tempo al lavoro e parte al confronto e alla riflessione per capire come funziona ciò che mi ruota intorno.

Lo scambio in associazione serve quindi a questo?
Esattamente. Io sono entrato in Assologistica venti anni fa per cercare di capire le dinamiche del settore in cui si stava sviluppando la mia carriera lavorativa.

Lei è anche consulente del Gruppo Logistica Trasporti ed Economia del Mare di Confindustria, Presidente della Commissione innovazione digitale di Confetra e membro del Freight Leaders Council.
Si sta chiedendo perché tutto questo? Non sarebbe la prima a farmi questa domanda.

E la sua risposta è sempre la stessa?
Sì. Tutto serve per comprendere i meccanismi di un settore complesso. Partecipare a realtà diverse, tra cui, a volte, ci sono anche delle idiosincrasie permette di creare degli spazi, aprire delle opportunità di incontro.

Sulla base di queste premesse, quali sono gli obiettivi del suo mandato?
Non ho mai voluto essere un presidente “da convegni” per questo ho definito un programma coinvolgendo l’attuale squadra di vicepresidenti (Pamela Calderoli, Riccardo Fuochi, Andrea Gentile, Massimiliano Montalti, Renzo Sartori e Marco Spinedi, N.d.R.). Il programma è stato condiviso e sulla base di questo il Consiglio direttivo ha votato, dando fiducia non solo a me ma all’intero Comitato di Presidenza.

Da dove nasce questa esigenza di collegialità?
L’assetto organizzativo che abbiamo adottato riflette quello che secondo me è il DNA di Assologistica. Non siamo un’associazione di categoria, ma rappresentiamo una filiera. Rappresentiamo un insieme, una complessità. Mi piace sottolineare quanto la complessità sia un elemento fondante la nostra identità.

Cosa invece non le piace?
Diffido di chi sale su un palco, reale o figurato, dicendo: “vi spiego il concetto in due parole”. In due parole o in centoquaranta caratteri non si spiega proprio mai niente. Banalmente, non è possibile.

È possibile invece trovare soluzioni semplici a questioni complesse?
Non credo. Per esperienza e per formazione sono convinto che il progresso non possa prescindere da un percorso basato sulle tappe di tesi, antitesi, sintesi. Solo dal confronto, anche radicale, tra idee diverse è possibile creare una nuova idea.

Puntando sulla dialettica hegeliana non c’è il rischio di rimanere in una sfera troppo, diciamo, teorica?
È proprio il contrario: quando diventano concreti, i progetti sono sempre la sintesi di ciò che è possibile fare in quel momento.

Di recente ha dichiarato: credo nell’importanza degli approcci prima che dei processi. Cosa significa?
Le racconto una cosa.

Prego.
Una delle regole di San Benedetto dice: quando nell’abbazia c’è un problema, parlatene con tutti e per ultimo parlatene con il monaco più giovane, perché essendo arrivato per ultimo non ha contribuito a creare il problema.

Significa che bisogna cercare un punto di vista diverso?
Questa è la cosa più complicata, ma anche la più preziosa perché, e questo lo diceva invece Albert Einstein millequattrocento anni dopo, è difficilissimo risolvere un problema se non si cambia la procedura con cui quel problema è stato creato.

Cosa fare quindi?
Per prima cosa è necessario superare un limite che è comune e condiviso. Evitare cioè di dire: abbiamo sempre fatto così, quindi continuiamo a fare in questo modo.

Scendiamo nel concreto: cosa fare per l’intermodalità ferroviaria?
Come ho detto, detesto le semplificazioni, ma se l’obiettivo è quello di rendere efficace il trasporto intermodale in questo Paese, quando tutti i sacri testi dell’intermodalità spiegano che – rebus sic stantibus – il trasporto su ferro è pagante su lunghezze superiori a 300 – 400 km e tra Genova, il principale Porto Italiano e Milano, il più grande bacino d’utenza ci sono “solo” 140 km, è evidente quanto serva fare qualcosa che scardini l’assetto attuale. È insomma necessario cambiare la regola.

Come si fa a cambiare la regola con chi la detiene?
Non si fa: è impossibile. Per questo è importante guardare le cose anche da un altro punto di vista, mettendo in conto che, in ogni caso, qualcuno, per fortuna o purtroppo, dovrà perdere delle rendite di posizione.

È difficile quando ognuno cerca di salvare il proprio orticello, soprattutto in ambito associativo.
Le racconto un’altra cosa: durante la discussione di una proposta per risollevare il tasso di intermodalità (in Italia siamo al 6% mentre la media europea è intorno al 20%) mutuata da un provvedimento adottato con successo in Francia mi sono sentito dire, in prima battuta: “non siamo d’accordo perché questo non va a vantaggio dei nostri associati”. Ma secondo lei un mercato con tassi di crescita a prefisso telefonico è un vantaggio per gli associati? La realtà è che qualcosa di diverso ai nostri associati dovrà succedere perché altrimenti il sistema, che ha generato il problema, non si cambia.

E com’è finita?
Che ci siamo seduti attorno al tavolo, ne abbiamo discusso e abbiamo trovato una sintesi che ci ha messi d’accordo. La verità è che mai come oggi c’è bisogno di teste che abbiano la capacità di immaginare cose. E il bello è che le teste non dobbiamo cercarle: i logistici sono professionisti che tutti i giorni risolvono un sacco di problemi. Pensi cosa potrebbero immaginare se avessero la possibilità di pensare senza vincoli. C’è bisogno di qualcuno che abbia voglia, se ci fosse il foglio bianco, di mettersi in gioco.

  • Nome: Umberto Ruggerone
    Data e luogo di nascita: Novara, 30 Maggio 1971
    Informazioni personali: Umberto ha due figli, Camilla e Michelangelo
    Studi: Scienze politiche con indirizzo storico politico internazionale, Scienze aziendali e organizzazione d’impresa, Master in gestione immobiliare
    Curriculum professionale: Ha iniziato la sua carriera al C.I.M. Interporto di Novara, diventandone il responsabile Sviluppo e Gestione. Nel 2018 è entrato nel gruppo FNM, di cui è dirigente, assumendo la carica di amministratore unico di Malpensa Intermodale e Malpensa Distripark. Da sempre molto attivo in ambito associativo, Ruggerone è stato Vice Presidente di Assologistica dal 2014 ed è attualmente consulente del Gruppo Logistica Trasporti ed Economia del Mare di Confindustria, oltre che Presidente della Commissione innovazione digitale di Confetra. Da giugno 2021 è Presidente di Assologistica.
    Hobby e passioni: Appassionato di storia, Umberto è, da trent’anni, il frontman dei Golpe: un gruppo rock che negli anni Novanta infiammava i palchi nei club del Nord Ovest d’Italia e che oggi è ancora in attività.
  • Assologistica è la realtà associativa delle imprese di logistica, dei magazzini generali e frigoriferi, dei terminalisti portuali, interportuali ed aeroportuali. Assologistica rappresenta oltre 250 aziende associate che operano in Italia: con 70.000 dipendenti diretti ed indiretti, con 22 milioni di metri quadrati di aree interne coperte, con 4,5 milioni di metri cubi di celle frigorifere e con 60 milioni di metri quadrati in terminal marittimi e inland terminal. Con l’istituzione delle proprie rappresentanze territoriali e con l’incontro tra i gestori delle infrastrutture per la logistica e gli operatori terzisti che le utilizzano, Assologistica garantisce un’integrazione logistica a 360°.
  • Malpensa Intermodale S.r.l. è una società posseduta al 100% da FNM S.p.A. È stata costituita a dicembre 2018 per svolgere servizi terminalistici nel settore del trasporto intermodale. L’oggetto sociale include attività di studio, promozione, coordinamento, svolgimento, gestione e commercializzazione legate al settore del trasporto merci. Malpensa Intermodale opera presso il terminal di Sacconago nel Comune di Busto Arsizio. Malpensa Distripark, società al 100% di FNM Spa, è stata costituita nell’ottobre 2019 e si occupa di tutte le attività che riguardano la gestione di strutture per la movimentazione delle merci, l’organizzazione logistica e la distribuzione fisica dei prodotti. Tra le altre attività possibili, lavori di riordino territoriale e opere di urbanizzazione e infrastrutturazione necessarie alla propria attività oltre che realizzazione, sviluppo e gestione di centri intermodali, interporti, autoparchi, piattaforme logistiche e centri merci.

Alice Borsani

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di Novembre 2021 de Il Giornale della Logistica


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