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Quattro chiacchiere con Massimo Marciani – Freight Leaders Council: la felicità al potere

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“Dobbiamo pensare ad un modo resiliente per garantire il mantenimento del nostro stile di vita senza compromettere il futuro dei nostri figli”. Parole e musica di Massimo Marciani, presidente del Freight Leaders Council, uomo vero e consapevole, al lavoro per contribuire a creare nuove forme di logistica. Ecco come

I convegni sono tornati ad affollarsi. Da dove nasce questa voglia di ritrovarsi?
Dalla cultura della condivisione che ha soppiantato la cultura dell’autoreferenzialità. Dieci anni fa un relatore saliva sul podio per dimostrare quanto fosse bravo. Oggi si dialoga su un piano di parità alla ricerca di soluzioni

Un fatto di cultura, di maturità…
Non solo: siamo passati da un’economia di tipo lineare ad un’economia circolare, da una produzione di massa (mass market) ad una personalizzazione di massa (mass customisation). La logistica è sotto pressione, chiamata a garantire servizi migliori ad un costo più basso. Tutto è diventato più complicato. Nessuno può avere l’ambizione di trovare, da solo, le soluzioni necessarie.

La vita del logistico è diventata più difficile.
La collaborazione di filiera è diventata una scelta strategica e la consapevolezza dei fenomeni e dei problemi che impattano sulla supply chain è ormai ampiamente diffusa tra gli addetti ai lavori. È il momento di avviare una nuova fase di diffusione della cultura logistica.

Cosa intende dire?
Dobbiamo raggiungere il consumatore finale, quella che una volta si chiamava “la casalinga di Voghera”, perché sono e saranno sempre di più le scelte dell’individuo, purché informato e consapevole, a condizionare le scelte delle imprese.

E come si fa?
I dibattiti salottieri di alta cultura non servono a niente. Ricordano gli inizi di una certa cultura ambientalista che ottenne il risultato, tuttora diffuso in certi ambienti, di far considerare l’ecologia un problema “da ricchi”. Bisogna partire dai fondamentali, magari ricorrendo a iperboli dal forte impatto emotivo.

Per esempio?
Si sono aboliti i sacchetti di plastica quando sono state diffuse immagini e filmati che dimostravano l’impatto dell’uso della plastica sull’ambiente marino. Ecco che anche la “casalinga di Voghera” ha fatto proprio il problema e ha modificato i propri comportamenti pretendendo un sacchetto biodegradabile in luogo di uno di plastica.

Cambia anche il ruolo del logistico?
Moltissimo. Il logistico ha le competenze per trasporre in studi di fattibilità un problema specifico, individuando soluzioni da tradurre in un capitolato tecnico coerente ed esaustivo.

Lei spesso traccia un collegamento tra umanesimo e tecnica, capacità di visione e soluzioni operative. Come si conciliano ideale e reale?
È l’ideale che ci deve guidare nelle scelte strategiche mentre la vita reale ci obbliga a quelle tattiche. Ci vogliono da un lato idee chiare sugli obiettivi finali e, dall’altro, il coraggio della pazienza nel tradurre una strategia di lungo periodo in piccoli successi parziali, coerenti con il traguardo finale.

Come nasce una strategia?
Dalla capacità di porsi le domande giuste. Per esempio: come sarà il mercato dei beni alimentari tra dieci o vent’anni? Da una domanda così elementare esplodono una serie di problematiche: come gestire le eccedenze alimentari? Come coniugare consumi di massa con consumi di nicchia o di altissima qualità in un territorio, come l’Italia, ricco di centinaia di prodotti DOP o IGP?

Quale il ruolo delle Associazioni di settore e del Freight Leaders Council in particolare?
Agire da catalizzatori delle conoscenze, essere generatrici di opportunità per le comunità di riferimento. Il Freight Leaders Council (FLC – NdR), è chiamato in particolare ad agire da vero e proprio think tank (letteralmente: serbatoio di idee) in sinergia con altre associazioni verticali “amiche”: TTS Italia per la tecnologia, SOS Logistica per l’ambiente, Confetra, Assologistica, Anita, AilogFedit, Fai eccetera più quelle con cui dovremo stabilire dei rapporti privilegiati nel settore ferroviario, marittimo, aereo…

Lei ha detto: occorre partire dai problemi quotidiani in un’ottica strategica. Per esempio?
L’autista. Il carrellista. Il facchino. Tre figure che spesso si muovono senza sapere dove andare, cosa fare e perché lo fanno. È ora di cambiare i modelli di lavoro labour intensive, cioè caratterizzati da grandi volumi di ore lavorate da manodopera non specializzata, quindi ad elevato rischio marginalità e illegalità. Occorre individuare e circoscrivere le attività alienanti e ripetitive, che dovranno essere svolte dalle macchine, e concentrarci a formare operatori specializzati in grado di gestire flotte di robot o di veicoli autonomi.

  • Nome e cognome: Massimo Marciani
    Luogo e data di nascita: Magliano Sabina (Rieti), il 12 marzo 1965
    Dati anagrafici e personali: Massimo Marciani è sposato e ha due figli. Vive a Roma.
    Curriculum di studi: Massimo Marciani si è laureato in Scienze Statistiche Demografiche e Attuariali presso l’Università di Roma La Sapienza
    Attività professionale: dopo attività presso imprese quali TMT Pragma e Italiamondo, fonda nel 1997 la FIT Consulting, società di consulenza nel settore logistico, mobilità e trasporti.
    Incarichi accademici e istituzionali: Professore a contratto presso la Link University di Roma e, in precedenza, la Luiss Business School. Presidente della Commissione Trasporti Merci presso la CNI-AIPCR (Associazione Internazionale Autostrade a Pedaggio). Coordinatore Gruppi di Lavoro presso il Ministero dei Trasporti. Consulente Albo dell’Autotrasporto e ANCI. Componente di Comitati e comitati scientifici di più organismi nazionali ed europei, relatore presso meeting e convegni, Massimo Marciani ha collaborato a numerosi progetti di ricerca e consulenza a favore di enti pubblici e privati a livello nazionale ed internazionale. Dallo scorso novembre è presidente del Freight Leaders Council.
  • Il Freight Leaders Council (già Freight Leaders Club) è una libera associazione, privata e apartitica, fondata nel 1991 con l’intento di riunire le imprese della filiera logistica generando opportunità di incontro e approfondimento sui principali problemi del settore. L’Associazione persegue i suoi scopi interagendo con le altre Associazioni e Istituzioni interessate, pubblicando i Quaderni monografici contenenti studi e ricerche, partecipando ovvero organizzando studi, assemblee, workshop e seminari sul settore dei trasporti e della logistica.

Maurizio Peruzzi

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di marzo 2019 de Il Giornale della Logistica


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