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Quattro chiacchiere con Guido Nicolini, Confetra: la corsa della logistica

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Domanda d’obbligo: qual è, finora, la conta dei danni dell’emergenza Covid per il settore?
Rispondo con i ‘numeri’ che abbiamo segnalato al Governo: nel 2020, l’export è calato del 9%, l’import del 15%: il Paese ha movimentato oltre 60 milioni di tonnellate in meno di merci.

Con che ripercussioni sulle aziende?
Hanno cessato le attività quasi 6mila imprese e il settore ha perso 5 miliardi di fatturato con dei picchi drammatici in alcuni segmenti.

Quali in particolare?
Il cargo aereo, il trasporto su gomma b2b interno, il traffico portuale prevalentemente in ambito passeggeri e crociere.

Cercando di guardare il bicchiere mezzo pieno: ci sono scenari nuovi aperti dalla crisi che offrono potenzialità di crescita per le aziende del settore?
Vorrei concentrarmi su ciò che ‘dobbiamo’ fare.

Prego.
Il Paese ha una grande occasione grazie al PNRR. La Missione 3 del Piano, dedicata alle Infrastrutture sostenibili ed alla logistica, ha contenuti importanti. 28 miliardi di euro per opere ferroviarie e Smart road, mobilità di trasporto sostenibile per eccellenza. 3 miliardi per rendere i nostri porti green e per sostenere la crescita tecnologica e dimensionale della logistica nazionale.

Ora o mai più insomma…
Se non affrontiamo ora queste priorità assolute non faremo mai un vero salto di qualità. Il nostro settore rappresenta il sistema circolatorio dell’economia reale: circa 100 mila imprese, 80 miliardi di fatturato, oltre 1,5 milioni di addetti, quasi il 9% del Pil del Paese.

La crisi ha segnato un prima e un dopo: cosa è definitivamente cambiato per il comparto, nel bene e nel male?
La pandemia, soprattutto nella sua prima parte di evoluzione, è stata come uno tsunami sul settore dei trasporti e della logistica. Tenga conto che noi non ci siamo mai fermati, non c’è lockdown che tenga. Così facendo abbiamo assolto a due ruoli.

In che senso?
Abbiamo fatto il nostro lavoro di ‘accompagnatori’ della merce su e giù per l’Italia, ma abbiamo anche evitato una crisi sociale dai riflessi imprevedibili, assicurando quotidianamente, 24 ore su 24, i beni primari sugli scaffali.

E questo ruolo strategico, va detto, è stato finalmente riconosciuto alle aziende del settore.
Mi piace ricordarlo, perché non vorrei che la memoria corta giocasse brutti scherzi. Ora, pur con tante perdite di vite umane, tante chiusure di aziende, tanta povertà, abbiamo davanti la grande occasione di ripartire.

In che modo e verso che direzione?
Siamo consapevoli che la sfida è nella sostenibilità, nella tutela dell’ambiente: e siamo pronti alla giocarcela. Quindi riassumo così: paghiamo un prezzo enorme alla pandemia, ora dobbiamo raccogliere la sfida della ripartenza su basi nuove e competitive. C’è parecchio lavoro da fare.

Lei ha dichiarato di recente “Chiudiamo la stagione dei ristori e apriamo quella delle riforme. Non solo degli ammortizzatori sociali”, quali le più urgenti?
Le semplificazioni. Senza dubbio. Non è possibile che lo Sportello Unico Doganale e dei Controlli, Legge dal 2016, dopo 5 anni sia ancora in attesa del DPCM attuativo.
Oppure che i nostri spedizionieri internazionali debbano far riferimento ad articoli del Codice Civile del 1942. O, ancora, che ogni porto adotti per i propri Terminalisti una diversa regolamentazione per le concessioni demaniali.

C’è tanto lavoro da fare…
Non sono chiacchiere queste, sono punti di PIL che vanno in fumo perché il Sistema diventa meno “certo”, meno attrattivo per gli investimenti e quindi meno competitivo.

Cosa mi dice sull’ex-works?
Che è un altro problema da aggredire. Un problema che riguarda logistica e industria produttrice. In Germania l’ex-works è tra il 20 e il 25%, idem in Francia. In Italia pesa tra il 70 e il 75%.
Per questo abbiamo chiesto la creazione di un tavolo con Mise, Agenzia delle Dogane, Ice per trovare soluzioni che ci aiutino a superare questa modalità.

Come si combatte il miss-match tra domanda e offerta di lavoro, particolarmente sentito nel settore della logistica e dei trasporti?
Riconoscendo il ruolo strategico del settore. E quindi agendo anzitutto sulla cultura e sul messaggio, sul profilo della nostra funzione economica e sulla sua narrazione.

E la scuola?
Servono interventi di rafforzamento degli ITS, più sostegno ai progetti di alternanza scuola – lavoro, un grande programma nazionale per la formazione ed il placement degli autisti autotrasportatori, ma anche dei macchinisti delle locomotive ferroviarie. Insomma, gli interventi utili sarebbero tanti e di diversa natura.

La formazione è indispensabile per la crescita del settore: l’emergenza ha messo un freno al pensiero (e agli investimenti) sul futuro?
Assolutamente. Pensi a tutta la partita della logistica 4.0: blockchain, IoT, I.A., cybersecurity, gestione degli Smart data e 5G. In questo senso, dicevo dobbiamo reinventare una narrazione sul nostro ruolo, sul nostro lavoro, sulla nostra funzione.

Cambia la logistica, ma soprattutto i suoi protagonisti.
Non possiamo essere identificati con una visione antiquata e stereotipata del camionista, del facchino, o del portuale, degli anni Ottanta o Novanta. Ogni segmento del nostro lavoro è vitale e importante dentro la lunga filiera che accompagna un prodotto da origine a destino, e ognuno di essi – anche le mansioni più semplici – sono state oggetto di importanti fenomeni di innovazione digitale, tecnologica, meccanica o organizzativa.

Digitalizzazione dei processi. A che punto siamo?
Dobbiamo correre.

Ci può dare qualche dato?

Certo: nella logistica si contano oltre 400 procedimenti amministrativi di controllo in capo a 35 diverse pubbliche amministrazioni. La media in Europa è tra 60 e 70 disposizioni, e quasi sempre coordinate unicamente nei Custom Office nazionali. Senza digitalizzazione non andiamo da nessuna parte.

 

  • Nome e cognome: Guido Nicolini
    Data e luogo di nascita: 15 marzo 1954 a Salsomaggiore Terme (PR)
    Esperienze lavorative: Nato professionalmente come spedizioniere, dal 1971 al 1978 ha lavorato presso la Transitalia di Milano, per passare poi in G.Righi a Bologna. Dal 1981 al 1987 è agente della C.Ia Messina di Navigazione per l’Emilia Romagna. Nel 97 è entrato in T.C.F.-Trasporti Combinati Ferrostradali e diventa amministratore delegato della neonata Logtainer, carica che detiene tuttora. Logtainer svolge attività di trasporto intermodale nel settore container e controlla sia Norditalia Logistica, proprietaria di 30 automezzi attiva nel trasporto via container, sia Terminal Rubiera, società che svolge attività di terminal intermodale a Rubiera (RE) da dove nel 2020 sono stati movimentati 300.000 container ed effettuati oltre 3.300 treni da e per i principali porti del nord Tirreno, Vado Ligure, Genova, La Spezia, Livorno. Nicolini è amministratore delegato di entrambe le società.
    Intensa anche la vita associativa, che lo vede presidente di Assoferr dal 2010 al 2015, vicepresidente di Confetra da fine 2010 con la presidenza di Fausto Forti e quindi nominato vicepresidente vicario della Confederazione dal successivo presidente Nereo Marcucci. Nicolini è presidente di Confetra da luglio 2019.
    Informazioni personali: Sposato dal 84 con un figlio.
    Hobby e passioni: Guido Nicolini vive in campagna, in provincia di Modena, dove si diletta in cucina e con i lavori di giardinaggio. Ama la lettura e le passeggiate, soprattutto in montagna.

  • Confetra, costituita il 13 aprile 1946, rappresenta a livello politico, economico, sociale e sindacale le categorie imprenditoriali operanti nei settori del trasporto, della spedizione, della logistica e del deposito delle merci, nonché in settori a questi connessi ed ausiliari. Il sistema organizzativo confederale è composto dalla Confetra, da 22 Federazioni nazionali di settore e da numerose Associazioni territoriali. Confetra assiste le Federazioni Nazionali nella stipula dei contratti collettivi di lavoro dei settori rappresentati e sottoscrive accordi e protocolli interconfederali e governativi su tutti i principali argomenti di politica del lavoro. Inoltre Confetra è presente direttamente o tramite le proprie associate, nei principali organismi pubblici e governativi e fa parte di numerosi Enti collaterali Nazionali ed organismi di rappresentanza internazionale.

Alice Borsani

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di marzo 2021 de Il Giornale della Logistica


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Giornale della Logistica
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