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Quattro chiacchiere con Andrea Gentile, Assologistica: “parlare di meno, fare di più”

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Andrea Gentile, al secondo mandato quale presidente di Assologistica, si conferma uomo del fare più che del dire. I risultati conseguiti negli ultimi due anni sono solo un punto di partenza per nuovi obiettivi. Ecco quali

Come risolvere i problemi della logistica nazionale?
Parlando di meno e facendo di più. Non è possibile che passino anni tra l’idea di un progetto, di un’infrastruttura, di un intervento legislativo e la sua realizzazione.

Quali le maggiori soddisfazioni dal suo primo mandato (2017 – 2018 – NdR)?
La riforma portuale è andata nella giusta direzione anche per il contributo che Assologistica ha saputo portare sui tavoli che contano. Il mondo imprenditoriale e politico hanno finalmente preso coscienza dell’importanza della logistica per il nostro Paese.

Perché la logistica è così importante?
Perché l’Italia è un Paese importatore di materie prime, componenti e semi-lavorati da un lato ed un esportatore di prodotti finiti dall’altro. La logistica assume un ruolo fondamentale in entrambi i processi. Non a caso presso l’industria manifatturiera nazionale i logistici assumono un’importanza sempre maggiore e gli investimenti sulla Supply Chain un rilievo sempre più significativo.

Quali gli obiettivi prioritari del suo secondo mandato (2019 – 2020)?
Al primo posto porrei l’aggiornamento della disciplina dei magazzini generali e l’introduzione della figura dell’operatore logistico nel Codice Civile.

Perché è così importante?
Perché nel primo caso si tratta di aggiornare il Diritto alla realtà, profondamente mutata rispetto ai tempi di prima emanazione della norma. Nel secondo di far corrispondere ad una figura che ha assunto un enorme rilievo sul piano economico una pari autonomia e importanza sul piano giuridico.

Lei è molto attento agli aspetti giuridici. Perché questa attenzione?
Per la complessità della logistica che pretende competenze importanti non solo sotto il profilo tecnologico ed organizzativo, ma anche per quanto concerne gli aspetti legali, assicurativi e di gestione del rischio. Non a caso lo scorso maggio, a Milano, abbiamo organizzato un convegno, in collaborazione con ANRA , proprio per porre a disposizione dei nostri Associati aggiornamenti importanti per quanto concerne l’identificazione e la gestione dei rischi connessi alla Supply Chain.

Anche questa è politica del fare…
Il nostro dovere è interpretare la logistica in tutti i suoi aspetti. E poche altre discipline hanno un così forte impatto sulla realtà.

Che cosa manca per un salto di qualità?
Che la politica sappia pronunciare con chiarezza dei sì, soprattutto per quanto concerne le infrastrutture, assumendosi le sue responsabilità. In tutti i Paesi del mondo le infrastrutture si progettano e si realizzano in pochi anni. In Italia tra il pensiero di un’opera e la sua realizzazione passano lustri. Assologistica chiede tempi celeri e certi.

Il presidente di un importante hub mi ha confessato di aver impiegato cinque anni per ottenere una rotonda stradale.
Appunto. Un sistema di infrastrutture, grandi e piccole, è fondamentale per la competitività del Paese. Altrimenti, tanto per citare il caso più eclatante, i container continueranno a essere sbarcati nei porti del Nord Europa invece che in Italia.

Lei parla di container, eppure è uno dei pochi che da sempre evidenzia l’importanza delle rinfuse.
Lo dicono i numeri: il 78% delle merci in ingresso nel nostro Paese arriva via mare e di questi volumi l’80% è costituito da rinfuse. Tutte le merci sono importanti: container, rinfuse solide e liquide, colli, coils eccetera. Tutte hanno pari dignità.

Purtroppo, in Italia, molto spesso parlare di infrastrutture equivale a parlare di rischi dell’infiltrazione della criminalità organizzata.
Mi rifiuto di pensare che un Paese come il nostro non sia in grado di organizzare uno sviluppo infrastrutturale nel perimetro della correttezza e della legalità. Se si ha il sospetto che un’impresa sia collusa esistono tutti gli strumenti per verificarlo in tempi certi, con procedure rapide ed efficaci.

È anche un problema di cultura, di crescita manageriale, di attenzione ai segnali deboli.
Assologistica da sempre investe in cultura e non è certo un caso che uno dei suoi bracci operativi sia Assologistica Cultura & Formazione.

Perché questa attenzione alla cultura?
Perché l’industria manifatturiera nazionale, i retailer, il sistema Paese necessitano di logistici formati e aggiornati. Assologistica ritiene di contribuire in maniera importante a questo traguardo ed è consapevole di non essere sola.

  • Nome e cognome: Andrea Gentile
    Dati anagrafici e personali: Andrea Gentile ha 57 anni ed è nato a Ravenna, dove vive.
    Curriculum di studi: dopo il diploma conseguito presso il Liceo Scientifico si laurea in Economia e Commercio presso l’Università di Bologna.
    Attività professionale: Andrea Gentile inizia la sua attività professionale presso il Consorzio Agrario Provinciale di Ravenna che lascia nel 1997 conseguita la carica di Dirigente della Segreteria Generale e Societaria e Affari Legali. Quindi entra in Docks Cereali di Ravenna (il più grande terminal portuale del Mediterraneo attrezzato per lo stoccaggio e la movimentazione di cereali, sfarinati e materie prime per la produzione di mangimi) in qualità di Direttore Generale.
    Incarichi istituzionali: Andrea Gentile è al secondo mandato quale presidente di Assologistica, è presidente del Gruppo Porto Confindustria Romagna e Consigliere della Giunta Esecutiva di Confetra. È inoltre membro dell’Organismo di partenariato dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro Settentrionale nonché della Commissione Logistica della Camera di Commercio di Ravenna.
    Hobbies e passioni: lo sport attivo. Ha praticato per anni il triathlon, categoria Iron Man, la più impegnativa in assoluto (3,8 chilometri a nuoto, 80 in bicicletta, 42,2 chilometri di corsa da completare consecutivamente entro 17 ore).
  • Assologistica è la realtà associativa delle imprese di logistica, dei magazzini generali e frigoriferi, dei terminalisti portuali, interportuali ed aeroportuali. Rappresenta oltre 250 aziende associate che operano in Italia: con 70.000 dipendenti diretti ed indiretti, con 22 milioni di metri quadrati di aree interne coperte, con 4,5 milioni di metri cubi di celle frigorifere e con 60 milioni di metri quadrati in terminal marittimi e inland terminal. Con l’istituzione delle proprie rappresentanze territoriali e con l’incontro tra i gestori delle infrastrutture per la logistica e gli operatori terzisti che le utilizzano, Assologistica garantisce un’integrazione logistica a 360°. Il sito di riferimento è www.assologistica.it

Maurizio Peruzzi

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di Giungo 2019 de Il Giornale della Logistica


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