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Osservatorio Contract Logistics 2015. La logistica sale sul red carpet

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Come in uno di quegli esperimenti fotografici in cui uno scatto all’anno dello stesso soggetto segna il passare del tempo, il Convegno per la presentazione dei dati dell’Osservatorio Contract Logistics, è una perfetta cartina di tornasole che rivela l’evoluzione di un comparto reattivo e complesso come quello della logistica. L’edizione 2015 della survey condotta dal Politecnico di Milano è infatti una foto in corsa: una corsa veloce quanto lo sono i cambiamenti – nel mercato, nell’organizzazione aziendale, nelle abitudini d’acquisto dei consumatori, nello sviluppo prepotente dell’e-commerce – che la logistica è chiamata a gestire. L’aspetto più immediato ed evidente che arriva dal convegno è innanzitutto la consapevolezza di sé, del proprio ruolo e delle proprie potenzialità che il comparto della logistica italiana sta finalmente maturando: le persone in piedi a seguire i lavori in una sala, l’aula magna dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, in grado di ospitare circa 800 posti a sedere sono un segnale chiaro in questo senso.

Globalizzazione e digitalizzazione

“La globalizzazione e la digitalizzazione hanno cambiato il mondo” – ha dichiarato il responsabile scientifico dell’Osservatorio Gino Marchet in apertura dei lavori. “Dopo l’annus horribilis del 2013 la crisi sta allentando la sua presa e ora la logistica è di fronte alla sfida di gestire un mercato in crescita,non solo esercitandosi sul paradigma dell’efficienza , ma soprattutto riscoprendo la sua capacità di supporto allo sviluppo di nuovi mercati e di nuovi servizi. Qualcosa sta cambiando nello scenario nazionale: il costo della manodopera in questi ultimi anni è progressivamente aumentato e questo contribuisce a scardinare le logiche in cui si era rifugiata il comparto. Il tempo della logistica semplificata e a basso costo è terminato ed giunto il momento in cui sarà possibile, finalmente, effettuare investimenti per troppo tempo rimasti nel cassetto. Ci sarà tanto da fare nei prossimi anni e tanta complessità da gestire.”
Una posizione condivisa da Carlo Mearelli, presidente di Assologistica (con la cui collaborazione si svolger appunto l’Osservatorio) che però non vuole cadere in un facile ottimismo. “Non siamo fuori dalla crisi. I mercati sono timidamente in crescita e permeati da una certa positività ma le aziende continuano a non vedere i giusti ricavi di commessa e sono in crisi nel conto economico e finanziario. L’Italia è l’ottavo Paese più industrializzato al mondo, ma a differenza di Paesi come la Germania, gli Stati Uniti, la Francia e la Gran Bretagna, dove i fornitori di servizi logistici si siedono al tavolo con i committenti per valutare il giusto costo del servizio, le nostre aziende devono quotidianamente fare i conti con una strettissima marginalità. Soprattutto le realtà di piccola e media dimensione si fanno la guerra rilanciando al ribasso e avanzando in questo modo a grandi passi verso la chiusura”. La responsabilità, è evidente, ricade anche sulla committenza “Non è certo con la politica dell’abbattimento della dignità aziendale che si può raggiungere il benchmarck nel livello di servizio al cliente. È evidente che sia proprio il contrario.”

Osservatorio Contract Logistics: lo scenario

I numeri confermano la difficoltà delle piccole e medie aziende a navigare in acque difficili. Con un calo in termini reali rispetto al 2012 del 3,1% che ha fatto scendere il fatturato della contract logistics a 75,8 miliardi di euro, il 2013 è stato infatti un annus horribilis soprattutto per le aziende con un fatturato inferiore ai 50 milioni di euro, che hanno visto ridimensionarsi il giro d’affari del 5,9% in termini reali, a fronte di una contrazione dello 0,6% patita dai big del mercato. Coerente con queste premesse è la continua diminuzione degli attori nel comparto della Contract Logistics, calati dal 2009 al 2013 del 14% secondo un trend che nell’ultimo anno ha colpito maggiormente i padroncini (-5,3%) e le piccole aziende di movimentazione logistica (-10,5%).
In questo contesto, nel 2013 la logistica terziarizzata rappresenta il 39,1% del valore totale della logistica italiana (109 miliardi di euro tra costi in house e in outsourcing) e corrisponde a 42,6 miliardi di euro (il fatturato degli operatori al netto del valore del sub appalto). Il mercato della contract logistics è cresciuto quindi dell’1,6% dal 2009 al 2013, mostrando tassi di sviluppo più marcato nello Strategic Outsourcing, ossia la terziarizzazione di una parte rilevante del processo logistico a un unico fornitore, aumentato in quattro anni del 4,6% e passato dai 7,5 miliardi di euro segnati nel 2009 agli 8,5 miliardi di euro del 2013 e con un tasso di incidenza stabile al 20% rispetto all’80% del mercato rappresentato dall’approccio Commodity, che prevede l’affidamento ad un operatore delle singole attività logistiche elementari.
Dopo il calo registrato nel 2013, nel 2014 il settore della Contract Logistics ha toccato i 77,3 miliardi di euro, mostrando una crescita parziale (+1,8% in termini reali rispetto all’anno precedente) che, secondo le previsioni, si confermerà anche nel 2015 (+1,4% con 78,3 miliardi di euro) e continuerà nel 2016 (+1,8% sull’anno precedente con un valore di 80,9 miliardi di euro).
Nel 2015 in particolare, soprattutto i top player potranno giovare della ripresa del mercato e anche di un andamento positivo del costo logistico grazie a un trend di crescita costante del costo della manodopera derivante dagli adeguamenti contrattuali, al calo del costo del carburante e del denaro (rispettivamente del -12% e -23% in termini normali rispetto al 2014).

L’articolo completo è stato pubblicato sul numero di dicembre 2015 del Giornale


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