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CLS iMation – ricerca e innovazione: il futuro è già qui

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Sempre più attiva nell’ambito dell’automazione, la parola d’ordine per CLS è oggi integrazione, in una tensione costante all’innovazione in risposta alle esigenze di un mercato in trasformazione

Rino Melone, responsabile marketing e prodotto dal 2019, riassume entusiasticamente l’evoluzione che CLS ha avuto negli ultimi anni e che ha vissuto in prima persona. Evoluzione che lo stesso Melone definisce esponenziale: “Dopo undici anni trascorsi in CLS con diversi ruoli nella direzione tecnica, nella divisione ricambi e come service manager in diverse filiali – esordisce – da quando ho intrapreso il mio nuovo ruolo come responsabile marketing, CLS ha compiuto un grande balzo in avanti, accrescendo notevolmente la sua capacità di sviluppare innovazione, un’evoluzione che ha esercitato su di me – come su altri professionisti del settore – una forte attrazione a livello personale e professionale”.

Il cambiamento a cui fa riferimento Melone è il percorso che l’azienda ha intrapreso a far data dal 2017: “Grazie alla spinta impressa dall’evoluzione tecnologica, la crescita dell’azienda non è più stata lineare, ma esponenziale – prosegue – La vera svolta è stata la creazione di CLS iMation, la quale ha dato avvio a uno sviluppo molto rapido”.
CLS iMation costituisce una vera e propria business unit che ha come oggetto l’automazione: grazie a un team di ingegneri focalizzato sui servizi “Intelligence Solutions for Logistics Automation”, CLS propone oggi una serie di nuove tecnologie e soluzioni che sposano la filosofia dell’automazione e dell’integrazione tra prodotti in ambito logistico: “L’obiettivo è fornire ai clienti soluzioni che permettano di automatizzare e quindi di ottimizzare i processi – chiarisce Melone – Il mercato oggi chiede soluzioni innovative, in alcuni casi uniche. Con la nostra nuova business unit siamo pronti a rispondere alle più diversificate esigenze”.

La forza del Gruppo

Nella crescita di CLS, società di servizi italiana con 70 anni di esperienza nella logistica tradizionale, il cui core business è la vendita, il noleggio e l’assistenza di macchine, carrelli, attrezzature, c’è la volontà di restare tra i primi: “L’evoluzione di CLS verso l’innovazione tecnologica la definirei un’evoluzione naturale – fa notare Melone – CLS opera in un segmento, quello della logistica, in cui ci sono diversi competitor, molti dei quali costruttori di altissimo livello. Per restare un punto di riferimento era necessario guardare al futuro”.
L’esperienza del Gruppo internazionale Tesya di cui CLS fa parte e la sua solidità, anche economica, di sicuro hanno giocato un ruolo importante: “Il Gruppo Tesya a sua volta è cresciuto tanto – riferisce Melone – Tra Italia, Spagna, Portogallo e area Balcanica oggi siamo quasi tremila persone. L’obiettivo del Gruppo è fare in modo che ogni società sia e resti il player di riferimento per il settore in cui opera”.
E pertanto la parola d’ordine è guardare avanti: “In questo contesto CLS sta cercando di andare oltre a quelle che sono le necessità del cliente: l’idea che ci guida, oggi, è anticipare, ossia fare apprezzare ai clienti quelle soluzioni che ancora non sentono come strettamente necessarie perché, semplicemente, non le conoscono ancora”.

La voglia di fare la differenza

Settore alimentare, chimico-farmaceutico, automotive, manifatturiero, sono questi, in particolare, i settori in cui CLS può fare la differenza, ossia in quegli ambiti in cui c’è parecchia movimentazione di colli leggeri: “Non è che non possiamo arrivare all’industria pesante – precisa Melone – Ma, allo stato attuale, le macchine automatiche arrivano fino a una certa portata. Anche perché è nei flussi veramente intensivi che fanno la differenza, perché aumentano l’efficienza e diminuiscono sensibilmente gli errori”.
Per percorrere nuove strade, CLS ha allargato il team. E lo ha fatto puntando sui giovani: fanno parte del team CLS iMation nove ingegneri con una età media di 26 anni, con alle spalle formazione accademica e un po’ di esperienza nel mondo dell’innovazione: “Sono figure professionali che portano linfa vitale al settore della logistica”, spiega Melone.
La riprova che la direzione intrapresa sia quella giusta, è il successo dei tre eventi su invito di cui CLS è reduce: sono oltre 150 le aziende intervenute ed è sicuramente interessante il dialogo che molte di queste hanno intrapreso post evento: “Una gradita conferma, un successo che ci ha inorgoglito”, commenta il manager.

Una spinta propulsiva che amplia gli orizzonti

CLS dallo scorso anno si è aperta anche al mercato europeo: è infatti dealer Agilox anche per Spagna, Portogallo, Francia e Benelux: “Ci siamo indirizzati verso nuovi mercati – spiega Melone – E lo abbiamo fatto forti di un prodotto non soltanto innovativo, ma direi quasi unico nel suo genere”. Il riferimento è all’IGV di Agilox, il cui acronimo sta per veicoli a guida intelligente, ossia macchine in grado di muoversi autonomamente senza i punti di riferimento di cui hanno invece bisogno gli oramai quasi tradizionali AGV: “I tempi di commissioning degli AGV sono molto più elevati rispetto agli Agilox – precisa Melone – Si tratta di un punto a favore importante delle nostre soluzioni”.
“L’espansione in Europa ci sta facendo toccare con mano quanto i mercati possano essere diversi – racconta Melone – Lo sviluppo di determinati settori, anche in Italia, rende le aziende del territorio più pronte a recepire tecnologia innovativa, basti pensare ai distretti. All’estero, poi, ci si deve confrontare con alcuni aspetti culturali talvolta ancora ignoti”. Da qui la necessità di inserire, nei vari Paesi in cui CLS opera, professionisti locali in grado di decodificare i comportamenti del territorio: “CLS in Italia è conosciuta, all’estero siamo nella fase in cui occorre creare una brand awareness. Negli ultimi due anni stiamo lavorando proprio su questo, nello studio di questi mercati grazie anche al lavoro di due key account manager per la Francia e per il Benelux. L’idea è di continuare a far crescere la nostra rete in tutti i Paesi dove siamo presenti”.

Emanuela Stifano

Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di dicembre 2021 de Il Giornale della Logistica


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