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Rivalta Spedizioni: perché la logistica sia sempre “giusta”

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“La logistica giusta – ossia equa, sostenibile ed efficiente – si paga di più, ma nel bilancio complessivo costa meno”. Non ha paura di dire quello che pensa Franco Traverso, titolare di Rivalta Spedizioni, azienda che nasce nel 1994 con uffici a Genova e a Rivalta Scrivia e che oggi offre servizi di assistenza doganale, logistica, trasporto e pratiche amministrative a aziende manifatturiere, spedizionieri, importatori ed esportatori.
“Siamo nati e cresciuti come spedizionieri doganali all’interno dell’Interporto di Rivalta Scrivia”, ricorda l’imprenditore. “Nel tempo ci siamo evoluti: nel 1995 abbiamo aperto il primo ufficio a Genova e poi, seguendo i flussi delle merci e le richieste dei clienti, abbiamo presidiato anche La Spezia. Nel 2009, con l’apertura di RT Logistica, siamo diventati anche trasportatori. Ci siamo basati a Tortona (Alessandria), per via della vicinanza con i porti liguri, l’obiettivo era fornire un servizio locale efficiente. È stata una buona intuizione: dai 4 camion con cui siamo partiti oggi abbiamo una flotta di 90 mezzi e 30mila metri quadrati di piazzali”.

Trent’anni di esperienza

Rivalta quest’anno festeggia un importante anniversario – compie 30 anni – e lo fa con numeri rilevanti: 130mila metri quadrati di magazzini gestiti, oltre 200 dipendenti e due società di spedizioni acquisite, la GST di Genova e la LM di Tortona. Non mancano i nuovi progetti: la recente inaugurazione del polo a Tortona con 50.000 metri quadrati di superficie complessiva di cui 15mila mq dedicati ai freschi, freschissimi e ibernati e l’acquisizione di un’azienda genovese con 5mila metri quadrati di magazzino: “Una location strategica – precisa l’imprenditore – Siamo in un momento in cui tutto è il contrario di tutto, bisogna essere sempre pronti a cogliere l’attimo”.

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La logistica è un asset strategico

“La logistica è stata bistrattata per anni – argomenta – per molto tempo è stata vista come un accessorio, come un male necessario, ma oggi è chiaro che si tratta di un asset strategico capace di dare competitività sul mercato e pertanto si vagliano tutte le soluzioni. Non c’è una linea comune”.
“Sul trasporto ferroviario il sistema paese è indietro, il treno è efficiente sulle lunghe percorrenze, ma sulle tratte brevi allunga i tempi – analizza – D’altro canto l’Italia è lunga e stretta e le linee ferroviarie non hanno mai brillato. Quanto al trasporto su strada, noi facciamo trasporto container, e pertanto la soluzione più efficiente e sostenibile resta il diesel di ultima generazione. L’elettrico presenta ancora troppi limiti, ma lo stiamo monitorando con attenzione e in generale siamo attenti alle opportunità che si presenteranno”.
La pandemia, conferma Traverso, ha contribuito a mutare gli scenari: “Se prima la tendenza era quella dei grandi hub, oggi si preferiscono quelli piccoli, ma capillari sul territorio: noi durante la prima ondata avevamo i magazzini che esplodevano, ma grazie a una squadra solidissima abbiamo colto l’opportunità e siamo cresciuti”.

Il fattore H

Le persone, le cosiddette Human resources, per Franco Traverso sono il pilastro della logistica giusta: “L’efficienza del servizio, la linearità, l’impermeabilità alle interferenze esterne si pagano – argomenta – Oggi stiamo assistendo a un cambiamento epocale, la differenza nella logistica la fanno i costi, più si è bravi a ottimizzare, più si è competitivi. Ma occorre fare delle riflessioni di più ampio respiro, a cominciare dall’importanza delle persone. Noi, per esempio, non ci appoggiamo più da anni alle cooperative, una bolla che a mio avviso sta scoppiando, ma solo a personale assunto. Penso che il mercato prima o poi premierà le aziende logistiche che si distinguono per trasparenza e la serietà, negli ultimi tempi vediamo che nei contratti è sempre più frequente la richiesta di informazioni circa il personale impiegato. Ritengo che sia un importante passo avanti per il settore: il nostro più grande vanto sono i nostri collaboratori, i quali portano in azienda idee, innovazione, confronto, esperienza. Chi lavora in Rivalta fa parte di un progetto: il Gruppo è un virus benefico che entra nel dna di chi ci lavora, puntiamo soprattutto sui giovani, che troviamo seri e preparati: li “coccoliamo” e li plasmiamo a nostra immagine e somiglianza”.
La formazione interna è dunque un aspetto irrinunciabile e pertanto è stato creato Rivalta Lab, un’Academy interna per la formazione continua del personale. “Si tratta di un percorso a step per tutti i livelli, dalla prima linea agli stagisti – puntualizza – Coinvolgiamo anche aziende esterne, i nostri clienti, un modo per stimolare il confronto tra i diversi attori della filiera e per conoscerci meglio. Riteniamo infatti fondamentale l’interscambio: il risultato è l’insegnamento reciproco”.
Data anche la vocazione alla logistica del territorio, sul fronte della formazione Rivalta collabora con altri due progetti formativi, uno con l’università di Genova – con la quale fa training mirato – l’altro con vari istituti tecnici della regione che hanno attivato corsi specifici sulla logistica: “Per noi è importante poter contare su risorse locali adeguatamente formate”, commenta l’imprenditore.

Il nuovo magazzino

Il core business di Rivalta è il food: “Siamo specializzati in questo settore da sempre, siamo dal 2012 il più grande magazzino ad atmosfera modificata di Europa – sottolinea Traverso – Oggi abbiamo fatto un ulteriore passo avanti e abbiamo inaugurato, a Tortona, un nuovo hub composto da 15mila metri quadrati di ibernato (50mila la superficie totale della piattaforma, di cui 30mila dry open) per un totale di 9 celle e da 2mila posti pallet cadauna” che si vanno ad affiancare alle già esistenti 15.
La scelta della location non è stata casuale: “A livello logistico Tortona resta il crocevia, siamo vicini a Milano, Genova, Torino, Piacenza – sottolinea – Inoltre i costi di costruzione sono ancora abbordabili e lineari, più ci si avvicina al porto genovese, più i prezzi lievitano e le location sono anguste”.
Lo sviluppo del nuovo magazzino, battezzato RS 2.0, è iniziato alla fine 2021, subito dopo la fase acuta della pandemia: “Se è vero che con il Covid il food non si è mai fermato, con la ripartenza è stato il delirio – riferisce Franco Traverso – I volumi sono esplosi, tutti volevano tutto, senza sape-re che cosa precisamente. Per tamponare abbiamo preso in locazione due magazzini temporanei da 20mila metri quadrati, nel frattempo abbiamo progettato la nuova piattaforma”.
Costruita su misura in base alle specifiche esigenze del Gruppo, in fase progettuale si è puntato sulla personalizzazione del servizio, considerando i flussi specifici. Il risultato è una piattaforma multi-cliente, multi-temperatura – si va da +5 a -30 gradi – con grande predisposizione a ospitare tutti i prodotti alimentari, dall’ortofrutta al vino: “Per quest’ultimo l’attenzione allo stoccaggio corretto è crescente – rileva l’imprenditore – RS 2.0 è il nostro fiore all’occhiello, uno spazio di cui sentivamo la necessità, soprattutto da quando siamo entrati nel business delle crociere”.

Il food è il core business, ma c’è molto di più

L’approccio al mondo del cruise risale al 2017. Rivalta si occupa di rifornire le navi in porto di cibo e bevande: “Un mondo nuovo, a cui ci siamo avvicinati con la consapevolezza di poterlo gestire – precisa Traverso – Vi è infatti una forte componente doganale, ambito in cui sappiamo co-me muoverci: di fatto, far salire la merce su una nave, equivale a spedirla all’estero. E poi occorre essere tempestivi e precisi con i trasporti, i tempi sono stabiliti: l’avventura delle crociere ci ha regalato nuove competenze, in primis la gestione (veloce) dell’ultimo miglio”.
Rivalta Spedizioni è poi specializzata nel business dello zucchero, che tratta dal 2017: “Siamo partiti con un magazzino di 4mila metri quadrati a Tortona dotato delle tecnologie necessarie per trattare lo zucchero in tutte le sue varianti, da quello grezzo a quello bianco, passando per quello da barbabietola da zucchero – riassume Traverso – E’ una merce che ha le sue peculiarità, che viaggia in big bags e che necessita di mulini rompigrumi all’interno della piattaforma, la specializzazione del magazzino è molto alta. Nel tempo siamo cresciuti anche in questo segmento e proprio alla fine di marzo abbiamo terminato l’ultimo ampliamento, in un nuovo sito a Castelnuovo Scrivia e siamo arrivati a quota 25mila metri dedicati a questo business”.
A proposito di specializzazione non è da meno il magazzino da 6mila metri quadrati di Tortona che gestisce tubi in acciaio destinati all’industria aerospaziale. “La piattaforma è nata dalla collaborazione con un cliente olandese, ci siamo dovuti dotare di macchinari specifici, il nostro lavoro consta nel tagliare i tubi a seconda delle esigenze specifiche, imballarli in casse su misura e spedirli al cliente finale, ossia la Nasa, Boing, ecc. Per entrare in questo business è stato necessario moltissimo training per imparare a usare le macchine, è stato molto appagante e stimolante, nonché molto professionalizzante per i nostri operatori”.
Crediamo nella qualità del servizio e nelle nuove sfide – conclude Traverso – E soprattutto crediamo nella logistica, quella giusta”.

Emanuela Stifano 

Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di aprile 2024 de Il Giornale della Logistica


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