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Movus Logistics: la vera logistica? È customizzata

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Da un lato abbiamo un mercato in rapidissima e imprevedibile trasformazione, caratterizzato da incertezza e discontinuità che impongono la massima reattività e capacità di ripensare strategie e processi. Dall’altro, vediamo grandi player che, alla ricerca di economie di scala, si strutturano adottando una standardizzazione spinta dei processi che lasciano poco o nessun margine di personalizzazione del servizio. Nel mezzo, vi è una domanda di servizio customizzato e in grado di evolvere velocemente che resta, molto spesso, disattesa. Rispondere a questa domanda è la mission di Movus Logistics in Italia, così come ci hanno raccontato Alessandro De Domenico, Country Sales and Operations Manager e Edoardo Piella, Warehouse Manager della branch italiana del provider logistico internazionale.

Movus Logistics, infatti, è una start-up che nasce come joint venture partecipata da big player internazionali che, nata nel 2021, offre servizi a valore aggiunto lungo la catena logistica. Attualmente il Gruppo è attivo in Europa con 9 sedi in 6 Paesi: oltre all’Italia anche Francia, Germania, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito, per una superficie complessiva dedicata alla logistica di 70.000mq multitemperatura.

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Una piattaforma in piena evoluzione

In Italia l’headquarter di Movus Logistics è a Truccazzano, dove il provider dispone di una piattaforma logistica all’interno del parco logistico AKNO Business Park, alle porte di Milano. L’hub, che si sviluppa su una superficie di 11.000 mq ambient, è dotato di 10 baie di carico/scarico e ha una capacità di 11.000 posti pallet a scaffale e dispone di un’area di 1.000 mq circa, dedicati ad attività a valore aggiunto quali co-packing, labeling e master data creation. Il polo è dotato sia di area doganale sia di certificazioni tra cui quella per la gestione di prodotti food&beverage bio.

A livello europeo il network di Movus Logistics ha sviluppato competenze trasversali, con un focus principale sul mercato e-commerce. È questo un ambito”, racconta Alessandro De Domenico, “che ha permesso al gruppo di valorizzare la propria attitudine di apertura al cambiamento e la capacità di intercettare esigenze specifiche, rispondendo con un elevato livello di personalizzazione del servizio.

Nata come realtà logistica monoclient, Movus Logistics a partire dal 2023 ha iniziato ad evolvere aprendosi alle nuove opportunità del mercato, forte dell’expertise raccolta sul campo e di una forte spinta all’innovazione. Anche le nostre strutture si sono evolute di conseguenza. Lo stesso magazzino di Truccazzano, che ha avviato la sua attività nel 2022 con un’operatività basata su picking a terra e flussi molto tesi per alimentare una distribuzione di medio raggio e last mile, oggi ha un nuovo layout che combina un’area scaffalata ad alta densità dove operano carrelli trilaterali per una capacità di oltre 11mila bancali e una zona modulare e flessibile riservata ad attività di customizzazione a valore aggiunto.

Dall’analisi al progetto customizzato

“Appartenere a un gruppo internazionale quale è Movus Logistics significa essere integrati in una rete che catalizza e condivide esperienze e know how. Allo stesso tempo, però, il gruppo adotta un modello dinamico che consente a ogni unit imprimere la propria impronta all’organizzazione e alle operations”, tiene a sottolineare Edoardo Piella. “Come team italiano, infatti, abbiamo potuto adottare la nostra specifica vision in termini di definizione dei processi e strategia di squadra. In particolare, allestire un magazzino e di costituire un team calibrato sulle reali necessità, ma in grado di supportare sviluppi futuri, assicurando resilenza al cambiamento e capacità di cogliere nuove opportunità. Questo approccio è risultato premiante in termini di performances, tanto che l’Italia è risultata negli scorsi anni il Paese più profittevole tra le consociate europee”.

Come è stato possibile raggiungere questo risultato? “Adottando la strategia che utilizziamo nell’approccio di ogni nuovo progetto”, spiega Piella, “ossia partendo da un’analisi accurata a 360° che ci permetta di disegnare soluzioni ad hoc e di arrivare al go live avendo già anticipato e risolto possibili criticità o anomalie. Un approccio che si rivela oggi ancora più differenziante dal momento che ci si trova ad operare in un contesto generale pieno di incertezza, in cui flussi si rivelano particolarmente volatili”.

Ogni progetto nasce dalla collaborazione

“È proprio questo il punto di forza su cui vogliamo puntare e che vogliamo mostrare al mercato: la capacità di creare soluzioni altamente customizzate per quella tipologia di clienti che ha esigenze logistiche molto particolari”, si inserisce a confermare De Domenico. “Siamo in grado di costruire un sistema logistico efficace, sostenibile e aperto al cambiamento, intorno al nostro cliente. Secondo questa strategia, non è il cliente che si deve integrare all’interno della nostra infrastruttura, ma siamo noi che disegniamo per lui processi su misura di presente e di futuro”. “È qui che vogliamo fare la differenza”, afferma con il giusto orgoglio Piella, “perché in un mercato dove la maggior parte degli operatori lavora secondo standard rigidi e difficilmente investe in customizzazione, avere come partner un provider logistico che invece riesce ad intrepretare al meglio le specifiche esigenze e a personalizzare il servizio fin nei minimi dettagli si traduce per i clienti in un’importante leva competitiva. Il tutto monitorando attentamente flussi e processi, grazie a una reportistica puntuale, basata su KPI condivisi, che assicuri trasparenza, tracciabilità e reattività. Nulla è lasciato al caso, ma ogni progetto è frutto di un attento lavoro di outsourcing engineering”.

Per operare in così stretta sinergia, la parola chiave è collaborazione. “Sicuramente”, spiega Piella, “è indispensabile condividere non solo dati e informazioni operative, ma anche soprattutto obiettivi e visione. Solo così si cresce insieme. È quanto stiamo realizzando con alcuni clienti già consolidati che, partendo con piccoli volumi stanno via via accrescendo le proprie quote. È importante che il cliente riconosca il valore di questo approccio e, infatti, al momento, ci siamo focalizzati principalmente in segmenti verticali che prestano particolare attenzione alla personalizzazione, mercati dove la qualità del servizio logistico è parte integrante del prodotto e ne contribuisce al valore, come avviene nell’e-commerce per i prodotti luxury, sia food sia non food”. Per comprendere nel concreto cosa s’intenda è bastato vedere come sotto Natale il magazzino di Truccazzano si sia trasformato in uno scrigno di ghiottonerie: vi si potevano trovare panettoni di Cracco o bottiglie di vino di Bastianich, stoccate e preparate per la spedizione per conto di Cosaporto Società Benefit, che operando nel settore e-commerce, funge oltre che da market place per gli amanti del buon cibo, anche da vetrina per i brand di lusso”.

Le persone al centro, davvero

Se la capacità di offrire un servizio customizzato e di qualità è il nostro elemento distintivo, il nostro capitale è rappresentato dalle nostre risorse umane”, spiega Alessandro De Domenico, “per questo, per noi una formazione accurata e continua è parte integrante del percorso professionale di ogni elemento della nostra squadra, a tutti i livelli. Oggi le persone sono e devono essere al centro di ogni progetto, perché a fare davvero la differenza è la capacità di ogni singolo collaboratore – da pickerista al vertice – di comprendere un progetto, sposarlo e portarlo a compimento, mettendoci la medesima cura di un imprenditore che gestisce la propria impresa. E nei mercati di nicchia in cui noi operiamo questo si rivela ancor più fondamentale”.

In questa strategia si inserisce anche la scelta di Movus Logistics di operare solo con risorse dirette. È Edoardo Piella a chiarirne le ragioni: “avere delle persone motivate dal senso di appartenenza a una squadra ci dà una marcia in più. Inoltre, non ricorrere a subappalti per la gestione di servizi e risorse umane ci assicura di non avere zone grige e non incorrere in storture e criticità che purtroppo affliggono altre realtà della logistica”.

“In questa fase di cambiamento e trasformazione abbiamo lavorato per mantenere le nostre persone quanto più possibile competenti e flessibili”, spiega Giulia Scarfia, HR Manager di Movus Logistics Italy, “e questo ha rappresentato un valore sia per noi sia per i nostri collaboratori perché in un mercato caratterizzato da forti discontinuità e con un problema di shortage per molte figure chiave del settore, noi ci siamo assicurati continuità che si è tradotta, lato cliente, in affidabilità. Lavorare sulla formazione delle persone le motiva perché vedere che l’azienda investe su di loro è il miglior messaggio che si possa dare pensando sia all’oggi che al domani. E crediamo che questo sia un elemento di attrattività verso una realtà in crescita come la nostra”.

“L’attenzione che poniamo alle persone e alle relazioni al nostro interno è la stessa che riserviamo alle realtà con cui collaboriamo esternamente, non solo clienti ma anche partner e fornitori. Per le attività di trasporto”, esemplifica De Domenico, “abbiamo scelto di integrare realtà che ci assicurassero la massima qualità e trasparenza e che siano impegnate in ottica di sostenibilità ambientale, perché, tengo a ribadirlo, il nostro servizio concorre al valore del prodotto e dell’immagine stessa dei nostri clienti.

L’approccio green non è per noi di Movus Logistics una questione “cosmetica”, ma sostanziale, già nel DNA di casa madre. A livello di Gruppo, infatti, privilegiamo i trasporti con carburanti alternativi e spingiamo molto sull’intermodalità, in particolare marittima. Essendo una realtà di origini turche, molti nostri clienti a livello europeo sono società che dalla Turchia si stanno espandendo sviluppato nuovi mercati in Europa e nello sviluppare i nostri progetti logistici includiamo sempre alternative al trasporto su gomma. Tra i progetti che il Gruppo sta portando avanti, vi è anche la realizzazione del Bilancio di Sostenibilità”.

Francesca Saporiti

Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di aprile 2024 de Il Giornale della Logistica


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