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Beta 80 Group per Holyart: l’e-commerce del sacro punta tutto sulla logistica

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Presepi, crocifissi, rosari, statue religiose, ceri, incensi, prodotti alimentari e cosmetici realizzati da artigiani e monasteri in Italia e in Europa. C’è tutto questo e molto altro tra le referenze commercializzate da Holyart, e-commerce di articoli religiosi e arte sacra che nel 2022 ha chiuso con un fatturato di oltre 15 milioni di euro, in crescita di oltre l’8% rispetto all’esercizio precedente.

La forza di Holyart

“Possiamo dire di essere un vero e proprio punto di riferimento in Europa nel nostro settore”, spiega Stefano Zanni, CEO e co-fondatore di Holyart insieme a Gabriele Guatteri. Holyart è nata nel 2006 da un’intuizione di Zanni e Guatteri, che sono partiti dalla necessità di gestire le rimanenze di un negozio di articoli religiosi che andava in chiusura. “Abbiamo intuito le potenzialità dell’online e abbiamo avuto quasi subito i primi riscontri su un mercato che si è sempre confrontato con un modello tradizionale di commercio, quello degli store fisici, collocati in luoghi di culto o al centro delle città, solitamente di fianco alle dimore dei vescovi – continua Zanni -. In poco tempo siamo passati da 30 ordini l’anno a una crescita progressiva a doppia cifra, che ci vede spedire in più di 160 Paesi circa 600 ordini giornalieri, con una base di oltre 70mila articoli gestiti in magazzino e una giacenza complessiva di 1,2 milioni di pezzi”.

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“Il nostro slogan è “Vogliamo fare del bene e vogliamo farlo bene” – illustra il CEO – e la nostra forza è quella di veicolare una gran varietà di prodotti Made in Italy per lo più artigianali, diversi per dimensione, forme e materiali”.

Un nuovo magazzino automatico

La necessità di gestire una gamma così ampia di prodotti e il successo ottenuto sul mercato hanno portato l’azienda alla realizzazione di un nuovo magazzino.

“Un magazzino costruito da zero a Reggio Emilia, lungo l’autostrada e a pochi chilometri dal precedente – interviene Pietro Ferrari, Direttore Operations di Holyart -: 10mila metri quadrati, con una torre di stock e di picking di 4 piani su 2mila metri in pianta. Un hub che si è reso necessario per gestire i volumi crescenti, la complessità delle transazioni e un progetto di crescita futura”.

“I primi anni abbiamo gestito il magazzino a vista, con delle codifiche interne, manovrando principalmente carta o strumentazioni manuali. Nel 2014 – prosegue il Direttore Operations – abbiamo introdotto un gestionale di magazzino profilato secondo le nostre necessità: in quel momento facevamo poco più di 1 milione di euro di fatturato. Tutto ciò ci ha aiutato ad arrivare al 2022, quando si è affacciata la necessità di gestire maggiore complessità. Abbiamo deciso di investire in un nuovo magazzino ad alta automazione, dotato di: un impianto automatico per la movimentazione dei colli, un macchinario per la creazione di packaging sostenibile su misura e un traslo elevatore per la gestione di un buffer di accumulo delle cassette di ordini non pronte per la spedizione”.

La scelta di Beta 80 Group

Con la nascita del nuovo magazzino automatico, per Holyart è sorta l’esigenza di ampliare l’infrastruttura logistica con una tecnologia in grado di integrarsi con sistemi automatici diversi.

“Avevamo bisogno di un partner che potesse subentrare in una logistica già esistente -all’epoca avevamo già 50mila referenze -, in un magazzino tradizionale prima e che gestisse poi la transizione con le automazioni rispetto a questi sistemi di movimentazioni degli articoli e delle cassette nel nuovo magazzino. Dopo una software selection – prosegue Ferrari -, abbiamo individuato in Beta 80 Group il partner giusto, per la sua esperienza in progetti logistici in ambito e-commerce e per la flessibilità della piattaforma WMS rispetto all’integrazione con sistemi automatici eterogenei”.

Fianco a fianco nella transizione

Dopo un’attenta analisi dei processi logistici esistenti, Beta 80 Group, di cui Alessandro Annibaletti è Direttore della Business Unit Supply Chain & Warehouse Management, ha supportato Holyart nel suo processo di migrazione verso Stockager Suite, un WMS moderno, efficiente e scalabile. “Avevamo necessità di effettuare il go live senza interruzioni – dice Ferrari – e non abbiamo avuto neanche un giorno di fermo. Beta 80 si è adoperata nell’integrazione del suo WMS nel magazzino manuale esistente, a partire da luglio 2022, e poi nell’implementazione dello stesso nella nuova sede ibrida. Il nuovo magazzino ha avuto le prime transazioni nel febbraio 2023: i primi sei mesi, dunque, sono stati di avviamento nel vecchio magazzino, dove sono stati sviluppati anche una serie di applicativi profilati alle nostre esigenze, legati principalmente alla user experience degli operatori. Sono state sviluppate delle maschere personalizzate sull’applicativo Stockager Suite per aiutarci nella gestione della complessità dei nostri articoli, come l’inserimento delle foto dei prodotti, visto che spesso l’artigiano non replica lo stesso articolo nello stesso modo. Il nuovo magazzino ibrido è stato pienamente operativo a maggio di quest’anno”.

“Per evadere le richieste di Holyart abbiamo utilizzato tutti e due i moduli della nostra Stockager Suite per la gestione del magazzino: StockMatic e StockMan”, interviene Fabio Vinci, Project Manager di Beta 80 Group.

Gabriella Grillo

Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di Ottobre 2023 de Il Giornale della Logistica


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