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Quattro chiacchiere con Paolo Vadalà, Direttore Supply Chain di Conad Nord Ovest: innovare per creare vera sostenibilità

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Entriamo subito nel vivo: cosa sta accadendo nel mondo della GDO?

Il comparto si trova a far fronte a una situazione quasi paradossale con un incremento dei fatturati di vendita ma un calo dei volumi. È il risultato della complessa congiuntura economica in cui ci troviamo, in cui le difficoltà di approvvigionamento, i rincari delle materie prime e un’inflazione alle stelle, come non si vedeva da anni, hanno completamente cambiato le carte in tavola.

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In che modo?

Da un lato i clienti hanno rivisto il proprio carrello della spesa: modificano abitudini di acquisto consolidate, variano la scelta dei prodotti e in generale riducono le quantità. Dal canto loro le insegne hanno tentato di assorbire i costi crescenti, ma poi hanno necessariamente dovuto alzare i prezzi, seppur con strategie differenti. Tutto ciò si è tradotto in una grande volatilità nei volumi.

Vale per tutti?

Il contesto ha acuito la competizione tra le aziende della GDO. Il canale discount ha preso il volo, nonostante sia quello che ha applicato i rincari maggiori a livello percentuale. Le private label e il servizio sono il principale fattore di competizione. La priorità, per tutti, è cercare di abbattere i costi e ciò può essere fatto solo lavorando su tre aspetti principali: differenti politiche commerciali, efficienza dei punti di vendita e ottimizzazione della logistica.

Ecco perché siamo qui. Cosa si chiede oggi alla logistica della GDO?

La richiesta è la solita: ridurre i costi e guadagnare in produttività e flessibilità, ma per noi di Conad Nord Ovest non è pensabile farlo con la contrattazione muscolare, il nostro obiettivo è ricercare nuova efficienza in ogni anello della filiera, fino al punto vendita, adottando soluzioni che siano davvero sostenibili dal punto di vista economico, sociale e ambientale.

Ma come si fa?

Abbandonando le logiche del passato. In un Paese come il nostro non è facile spingere per un cambio di mentalità, ma non è pensabile di riuscire a risolvere i problemi di oggi con soluzioni vecchie. È necessario fare innovazione, investire in professionalità e tecnologia.

Concretamente che significato dà all’innovazione?

Ingegnerizzazione dei processi, automazione e digitalizzazione. Aree in cui ciascuna azienda deve investire ma che richiedono una crescita sistemica per essere realmente efficaci, in particolare per la digitalizzazione dove, per assicurare un’efficiente supply chain del dato è indispensabile portare tutti gli attori della filiera allo stesso livello. Oggi, al contrario, permane una situazione molto disomogenea e frammentata. Noi della GDO abbiamo il polso di questa situazione poiché ci troviamo ad interagire – sia lato produzione sia lato servizi – con realtà molto diverse, anche molto poco strutturate.

E per quanto riguarda l’automazione?

Per Conad Nord Ovest l’automazione è un percorso che ha preso il via nel 2014, quando abbiamo iniziato a ripensare i nostri processi e valutare i vantaggi che avremmo potuto ottenere introducendo soluzioni di questo tipo. Da questo punto di vista, i grandi player della distribuzione in Europa sono più avanti rispetto a quanto avviene nel nostro mercato. Scontiamo il fatto che per troppo tempo è stato normale affidarsi a tantissima manodopera a basso costo. Per anni si è nascosta la polvere sotto il tappeto e oggi che la situazione è radicalmente cambiata e la logistica soffre una scarsità di risorse umane si paga il prezzo di questo ritardo. Noi abbiamo cercato di uscire da questa logica sia puntando sulla tecnologia sia riorganizzando il lavoro.

Come?

Oggi per l’attività dei nostri magazzini non utilizziamo cooperative e contratti di subappalto a scatole cinesi, ma abbiamo scelto la strada della trasparenza con la creazione di società esterne specializzate che operano come delle vere e proprie business unit indipendenti. Non si tratta di una classica internalizzazione, ma di un modello differente rispetto a quanto avviene normalmente sul mercato, che ci permette di impostare il rapporto committente – fornitore in logica collaborativa, parlando non di mere tariffe ma di produttività. E assicurando i giusti strumenti per lavorare.

Torniamo all’attenzione di Conad Nord Ovest per l’innovazione.

L’innovazione è un lavoro continuo, frutto di analisi, valutazioni e verifiche. Per la GDO è oggettivamente difficile automatizzare perché opera in un mercato fortemente frammentato, deve gestire un altissimo numero di referenze molto difformi e ha tempi di produzione molto stretti. Basti pensare all’ortofrutta che, per assicurare prodotti freschi e di qualità, opera con finestre di pochissime ore.

Eppure voi avete da poco inaugurato un impianto robotizzato proprio per l’ortofrutta.

L’impianto automatico implementato presso il nostro Ce.Di. di Montopoli impiega robot di ultima generazione in attività di ventilazione, preparazione e conservazione delle merci ortofrutticole, ottimizzando e velocizzando l’efficienza dei processi e dei trasporti, riducendo gli sprechi alimentari e garantendo di conseguenza freschezza e qualità dei prodotti sul punto di vendita. Il sistema si estende su una superficie di 6.000 mq e impiega 12 robot antropomorfi e 20 carrelli AGV.

Qual è stata la chiave del progetto?

Credo che l’errore che si compie più spesso sia pensare che l’automazione debba inventare nuovi processi. Al contrario, al nostro partner tecnologico System Logistics abbiamo fornito un’accurata fotografia dei nostri flussi e dei nostri processi – elaborata grazie anche al supporto dell’Università di Padova –  e abbiamo chiesto di sviluppare insieme una soluzione che consentisse di preservare il processo affinato in oltre trent’anni di attività, preservando l’esperienza acquisita e andando a sostituire con l’automazione solo quanto poteva essere sostituto per supportare il lavoro umano e mantenere intatta la qualità.

Uomini e robot lavorano “fianco a fianco”?

Oggi il 30% della merce è gestita in modo tradizionale e il 70% grazie all’automazione. Ma il lavoro che fanno i robot è lo stesso che fanno gli operatori, solo che le persone, con la loro professionalità, ci permettono di gestire imprevisti e anomalie. Nell’ortofrutta basta una gelata per stravolgere l’intera programmazione del lavoro. Essere riusciti a combinare al meglio automazione e lavoro manuale ci consente la necessaria reattività, assicurando la miglior sostenibilità.

  • Nome e cognome: Paolo Vadalà
    Luogo e data di nascita: Reggio Calabria il 27/11/1967
    Attività professionale: Inizia la sua carriera in Conad del Tirreno nel 1988 ricoprendo diversi ruoli in mabito logistica e operations fino a diventare Responsabile dell’area logistica nel 2011. Da luglio 2022 è Direttore Supply Chain di Conad Nord Ovest
    Hobby e passioni: coltivazione bonsai, informatica
    Libro sul comodino: libri di Isaac Asimov
    Punto di forza: Vision
    Tallone d’Achille: eccessivo ottimismo

 

Francesca Saporiti

Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di Settembre 2023 de Il Giornale della Logistica


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