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Quattro chiacchiere con Luca Vezzani – Sogegross: il trionfo della nuova logistica

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Un emiliano trapiantato a Genova che fa dell’apertura ai più ampi orizzonti la sua impronta professionale. C’è prassi e poesia nelle parole di Luca Vezzani, Direttore Logistica del Gruppo Sogegross, un approccio vero e concreto alla migliore logistica distributiva dove principi quali il servizio al cliente (e agli attori della filiera) si fanno prassi nel nome dell’innovazione permanente.

Sulla sua scrivania vedo riviste di settore, studi, dossier aperti sulle più diverse tematiche. La ricerca di nuovi stimoli si direbbe una sua caratteristica.
Per mantenersi al passo con i tempi è indispensabile una sana curiosità intellettuale. Curiosità di informarsi, di apprendere, di confrontarsi con i colleghi.

Molti coltivano al contrario un atteggiamento di chiusura, di riservatezza.
Dal confronto con i partner di filiera, i colleghi e i competitor c’è solo da imparare. Le idee migliori nascono dopo aver frequentato un work shop, un seminario, letto un articolo, consultato un sito Internet, visitato un’azienda o un magazzino.

Un atteggiamento che richiede apertura al confronto e disponibilità al cambiamento.
Senza disponibilità al confronto si è condannati a reiterare il già fatto al solo scopo di consolidare le nostre sicurezze. La crescita delle persone e delle imprese, al contrario, si genera solo nell’accettazione di nuove sfide.

La logistica collaborativa è una necessità?
Io penso che sia finita l’epoca della negoziazione muscolare. Oggi, con il fornitore, si ragiona condividendo dati, informazioni e obiettivi. E aggiungo che è finita anche l’epoca dello scontro frontale con il concorrente.

Questa me la deve spiegare meglio.
La battaglia con l’insegna competitor si combatte sul piano commerciale, della qualità, del marketing, delle promozioni e del servizio reso al cliente. Ma i logistici sono obbligati a collaborare. La logistica, da voce di costo, è diventata leva strategica: senza una logistica di eccellenza non si va da nessuna parte.

Mi fa un esempio concreto?
Gliene faccio due. Il primo è un esempio di ottimizzazione logistica interna che ci ha consentito di trasformare una criticità in opportunità.

Vale a dire?
Il nostro deposito del fresco è a Genova, quelli del secco food e del no food a Serravalle Scrivia e Tortona. Prima i due flussi erano distinti. Oggi i medesimi mezzi che al mattino trasportano il fresco nei nostri Punti vendita in Lombardia al ritorno caricano il food secco e il no food a Serravalle e Tortona ottimizzando rotte, carichi e viaggi.

Il secondo esempio?
Coinvolgendo un competitor: il trasportatore da Genova va a rifornire i nostri punti vendita piemontesi ma al rientro, invece di viaggiare vuoto, transita da un concorrente che lo satura con le consegne destinate alla Liguria. In tal caso ci guadagniamo in tre.

Chi sono i tre?
Sogegross e il competitor risparmiano sui costi; il trasportatore ottiene maggiore marginalità. Quindi bisogna aggiungere i vantaggi indotti a favore dell’ambiente. Una strategia win – win – win.

Esiste un metodo che porta a questi risultati?
Esiste un sistema di lavoro che si pone obiettivi importanti ricercando, canale per canale, funzione per funzione, le migliori soluzioni possibili.

Immagino che il punto di partenza sia cominciare a ottimizzare quanto avviene all’interno della propria azienda.
Il logistico deve essere un acuto osservatore, un analista, un manager dotato di adeguati KPI (Key Performance Indicators), un fine diplomatico, un profondo conoscitore delle tecnologie disponibili, un attento pianificatore. Deve essere capace di immaginare il futuro tenendo ben saldi i piedi nella quotidianità dei propri magazzini e nei trasporti.

Ha detto niente…
Al proprio interno si comincia con il saturare supporti e carichi, ottimizzare i viaggi contando su magazzini efficienti e persone formate e motivate.

Qual è l’ostacolo più importante?
La resistenza al cambiamento. Una resistenza che si supera spiegando, coinvolgendo, attivando progetti pilota, evidenziandone i risultati. Sapere che esiste la resistenza al cambiamento ci aiuta a capirla e a contrastarla.

Lei è transitato da Modena a Genova. Un esempio di abbandono della comfort zone personale?
Se vuole. Della mia terra di origine (Vezzani è nato e cresciuto a Correggio (RE) – NdR) mi mancano il grande fiume Po, le nebbie, l’immensa pianura. A Genova ho trovato il mare e una nuova sfida. Del capoluogo ligure sto imparando ad amare molte cose ma quello che non sopporto è la difficoltà nel trovare parcheggio.

Quanto conta avere alle spalle un’impresa orientata al cambiamento?
Moltissimo: Sogegross è un’impresa dinamica e pragmatica che ha sempre creduto all’innovazione: di fronte alla chiara evidenza di un vantaggio competitivo è pronta a far proprio un progetto e a sostenere il manager e il team.

Qual è la tecnologia a suo avviso più promettente? E quella più problematica?
Abbiamo aperto un cantiere di lavoro sulla blockchain e siamo convinti dei vantaggi che potrebbe garantire alla filiera e al consumatore. Ma un altro, importante cantiere di lavoro è aperto su una tecnologia di cui non sono state esplorate a fondo tutte le potenzialità: l’RFID.

  • Carta d’identità
    Nome e cognome: Luca Vezzani
    Dati anagrafici e personali: Luca Vezzani è nato a Correggio (RE) il 6 agosto 1977. È sposato e vive a Genova
    Curriculum di studi: dopo il Diploma in Ragioneria, Luca Vezzani si laurea in Economia Aziendale presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.
    Attività professionale: Luca Vezzani si mantiene agli studi con variegate esperienze tra cui l’organizzazione di eventi fieristici e l’offerta di servizi telefonici per un importante operatore del settore tlc. Conseguita la laurea entra in Nordiconad inizialmente come Buyer e quindi come Logistic Manager. Nel dicembre 2016 entra in Sogegross di cui è oggi direttore Logistica di Gruppo.
    Hobbies e passioni: la musica, purché di qualità, con una particolare predilezione per il Jazz e il Blues; i viaggi (ultimo a Katmandu, Nepal) e il free climbing che pratica abitualmente sia in palestra che all’aperto.
  • Il Gruppo Sogegross nasce a Genova nel 1920 a partire da un negozio di bar-drogheria nel quartiere di San Martino gestito da Ercole Gattiglia e dai figli. Nel 1945 Augusto Gattiglia, con i due fratelli, avviò due distinte attività: da una parte il commercio all’ingrosso – che prosegue ancora oggi – e dall’altra la produzione dolciaria.
    Al 1970, a Genova Rivarolo, risale l’apertura del primo Cash&Carry Sogegross, modello che avrebbe sostituito presto i magazzini all’ingrosso. Nel 1973 viene aperto un secondo Cash&Carry a Genova Struppa, a dimostrazione della volontà di puntare allo sviluppo nel settore della Distribuzione Moderna. Nel 1987 nasce Super Basko, con il primo punto vendita al dettaglio di proprietà. Agli anni ‘90 risale l’espansione della rete Basko anche al di fuori di Genova e della Liguria, con la costruzione del fatturato multicanale del Gruppo e il consolidamento delle basi organizzative. Tra il 1990 e il 1999 le nuove aperture e acquisizioni sono state complessivamente 40, in Liguria e regioni limitrofe.
    Nel 1991 viene lanciato il marchio Doro Supermercati (rete di supermercati in franchising). Nel 1993 nasce l’insegna Ekom Discount. All’anno 2000 risale la costituzione di Agorà Network, fortemente voluta dal Gruppo Sogegross insieme a importanti realtà distributive italiane (Poli, Tigros, Iperal) che condividono risorse e strategie in una prospettiva di trasparenza e collaborazione. Nel 2008, i soci di Agorà Network portano a termine il percorso di centralizzazione degli acquisti e della piattaforma logistica del Grocery in un’unica realtà con sede operativa a Milano e piattaforma logistica a Calcio (BG).
    Il centro direzionale del Gruppo Sogegross, attivo nelle regioni del Centro-Nord Italia, si trova a Genova, nella sede di Bolzaneto inaugurata nel 2003: 25.000 m2 dotati delle più avanzate tecnologie. Il lancio del sito di spesa online www.basko.it risale allo stesso anno.

Maurizio Peruzzi

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di ottobre 2019 de Il Giornale della Logistica


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