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P3 Italia: giocare di squadra per fare la differenza

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Un team di persone altamente qualificate, integrità, eccellenza e spirito di squadra. E alla base di tutto uno studio approfondito del mercato per riuscire a investire nei migliori punti strategici. Sono i valori fondanti di P3, investitore a lungo termine specializzato nella gestione e sviluppo di immobili logistici in Europa da oltre vent’anni.

Abbiamo incontrato Andrea Amoretti, Managing Director di P3 Italia, a cui abbiamo chiesto come sta andando il mercato immobiliare logistico in questo momento e dove si colloca P3.

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“A livello macroeconomico – ci spiega -, il costo del denaro è relativamente alto e spinge in alto i rendimenti, di conseguenza rende più difficili gli investimenti. Nel 2023, per il mercato della logistica si è registrata una contrazione complessiva dei volumi di investimento, soprattutto da parte di investitori più generalisti, che si sono dimostrati più cauti. Il mercato della logistica, però, è fatto da un lato di investimenti e dall’altro di domanda di spazi e questo, soprattutto per l’Italia, è un momento estremamente florido.

La nostra economia cresce di uno 0,7% e c’è chi sta già rivedendo le stime al rialzo dello 0,9%, e questo contribuisce a creare domanda di spazi logistici. Il 2023, infatti, è stato il quarto anno di fila a registrare un record di assorbimento in metri quadrati: siamo arrivati a 2,8 milioni di mq di spazi industriali logistici dati in locazione. Un dato molto importante per P3, investitore immobiliare che si occupa di sviluppo e gestione dei propri asset con un’ottica a lungo termine.

Per chi come noi ha una forte presenza locale, questi sono momenti in cui lo studio e l’analisi del mercato permettono di cogliere opportunità, in un ambiente più rischioso ma meno competitivo”.

I frutti di tre anni di lavoro

Dietro le scelte di P3 c’è un team di specialisti, che oggi conta 20 persone, dedicate esclusivamente al mercato logistico. “La nostra squadra segue tutto il ciclo vitale dell’asset class logistico, dalla scelta dei terreni allo sviluppo fino alla gestione dell’immobile e all’eventuale vendita a lungo termine – prosegue Amoretti -. Una parte del team segue la crescita aziendale, ovvero lo sviluppo di terreni e l’acquisizione di immobili, un’altra parte segue la gestione del patrimonio immobiliare. Entrambe le squadre sono affiancate da funzioni di supporto, come finance e legal.

Negli ultimi tre anni, insieme ai miei colleghi, ho attuato una nuova politica di sviluppo immobiliare e, se il 2023 è stato un anno di grandi successi con il completamento di una serie di acquisizioni importanti, il 2024 sarà auspicabilmente il momento in cui potremo raccogliere i frutti di tre anni di intenso lavoro”, continua il Managing Director.

I numeri di P3

Ad oggi il portafoglio costruito e locato di P3 Italia è pari a circa 750mila metri quadrati in gestione, con 110mila mq di cantieri attivi, una occupancy prossima al 100% e una pipeline di terreni per altri 200mila mq per sviluppi futuri: “Fra i metri quadri di portafoglio, di cantieri avviati e i mq potenziali di terreni di nostra proprietà siamo sopra il milione di mq – aggiunge Amoretti -. Un’ottima notizia è che i tre sviluppi speculativi di Sala Bolognese, per 16mila mq, Altedo 1 (BO), per 38mila mq, e Calvenzano (BG), per altri 24mila mq, sono stati tutti e tre dati in locazione prima della fine del cantiere. Tra i nuovi progetti per il 2024 siamo proprietari di un terreno per sviluppare 82mila mq a Cittadella, a nord di Padova, di un terreno da 72mila mq all’Interporto di Livorno e di uno da 56mila mq a Fiano Romano a nord di Roma. Senza dubbio, in questo momento di stasi del mercato, per P3 si sono aperte tante opportunità nei mercati prime, ovvero nel Nord Italia e nel Lazio, ma continuiamo a studiare il Sud del nostro paese, un mercato molto interessante perché ha volumi, richiesta e possibilità di ritorni interessanti”.

L’impegno per la sostenibilità ambientale

L’intero portafoglio di P3 è dotato di certificazione BREEAM. “La certificazione BREEAM è diventata il nostro standard, sia per il portafoglio storico che all’acquisizione era privo di certificazione sia per gli immobili nuovi – prosegue Amoretti -, ma stiamo continuamente alzando l’asticella lavorando al BREEAM Outstanding sui prossimi cantieri e progettando il net zero carbon, ovvero centri logistici che raggiungano un livello di emissioni di carbonio pari allo zero netto e che siano energicamente indipendenti. Penso all’uso del fotovoltaico con dei sistemi di accumulo per poter beneficiare dell’energia prodotta, quali l’idrogeno. Tutte tecnologie che con il tempo evolveranno ancora. La sostenibilità si fa grazie alla tecnologia, che nel tempo migliora e rende i costi più abbordabili. Tutte le tecnologie all’inizio sono costose, ma man mano che la ricerca progredisce e quelle tecnologie diventano standard di mercato, diventano sempre più accessibili”.

Gabriella Grillo

Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di Giugno 2024 de Il Giornale della Logistica


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