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Il Carer Global Meeting 2018: batterie, motori, telemetria, Internet of Things, stampanti 3D

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250 carrelli elettrici prodotti ogni anno e distribuiti in tutto il mondo, in massima parte personalizzati e su misura.

Un’impresa di trenta persone di cui ben 12 (il 40%) ingegneri dediti a ricerca, sviluppo, progettazione tailor made: “siamo un’azienda piccola – dice Luca Spreafico, imprenditore di seconda generazione con a fianco papà Luigi e la vice-presidente Silvia Redaelli – fatta di persone cui è concesso di dare sfoggio completo della propria creatività. La nostra mente è sempre aperta al nuovo, all’innovazione, convinti come siamo di essere alle soglie di una nuova rivoluzione tecnologica: i prossimi carrelli elettrici avranno ben poco da spartire con gli attuali”.

La famiglia Spreafico

Alla famiglia Spreafico, già al vertice di Unicar (dal 1992 importatore e distributore ufficiale dei carrelli Yale in Italia) va dato merito di aver raccolto nel 2013 una Carer in difficoltà e di averla rilanciata “nel rispetto delle persone e dei valori etici che devono sempre accompagnare il lavoro di imprenditori e collaboratori” – dice Luca Spreafico.

A tradurre la teoria in pratica provvedono i citati ingegneri, uomini d’azienda che nell’occasione trasformano l’affollato capannone dell’impresa di Cotignola (Ravenna) in un’aula universitaria con tanto di demo e stand esplicativi. Per Maurizio Cilli (responsabile dell’assistenza tecnica) la prima rivoluzione verrà cadenzata dalla trasformazione dell’after market: “i nostri carrelli – esordisce – sono macchine complesse, spesso uniche nel loro genere.

Da qui la necessità di trasformare le modalità dell’assistenza che richiederà sempre di più una competenza straordinaria, impossibile da trasmettere per intero ad un tecnico operativo in Canada o in Australia”.

Tra telemetria e controllo da remoto

La soluzione è nelle nuove tecnologie: “telemetria, tele assistenza, sensoristica, formazione a distanza, controllo da remoto sfruttando anche i fusi orari: mentre in Nord America dormono, da Cotignola un tecnico esamina la macchina e – se necessario – comanda ad una stampante 3D in Canada la realizzazione di un ricambio ad hoc”.

Fantascienza? Le demo live presenti all’interno del capannone di Cotignola si incaricano di evidenziare come il futuro sia già in mezzo a noi.

Realtà aumentata inclusa: un tecnico indossa degli occhiali e viene guidato nell’intervento di riparazione avendo a disposizione video esplicativi, procedure passo – passo, schede tecniche e, volendo, il parere di un collega che da Cotignola si collega da remoto per sciogliere eventuali dubbi.

Intelligenza diffusa

Lo conferma Andrea Masia, responsabile dell’ufficio tecnico: “un carrello elettrico di nuova generazione è un sistema complesso composto da più elementi che interagiscono tra di loro e con la realtà esterna: la soluzione è nell’Internet of Things che coordina le tante informazioni rendendole intellegibili e modificabili, anche a distanza, in un rapporto bi-direzionale”.

È il regno dell’intelligenza diffusa, integrata nella macchina a tutti i livelli e resa disponibile sia sul corto raggio (tramite wi-fi) che sul lungo raggio tramite Internet: “nessuno come noi che le progettiamo e produciamo – spiega l’ingegnere – conosce le macchine così bene da sapere esattamente come interpretare i dati avendo la possibilità di intervenire sui carrelli da remoto per migliorarne le prestazioni, manutenerli e, se necessario, proporre interventi di riparazione grazie ad un operatore in loco supportato dalla sede centrale”.


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