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Il magazzino del mese di Davines a Parma: il bello e il buono della sostenibilità

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Diretti all’appuntamento in Davines, eravamo preparati a testimoniare l’esperienza di un’azienda di successo, attiva nel settore della cosmetica.

Ci aspettavamo di visitare uno stabilimento produttivo dotato di tecnologia allo stato dell’arte e di entrare nel vivo delle scelte che hanno guidato la progettazione e l’allestimento del magazzino che completa la nuova sede aziendale, inaugurata proprio quest’anno.

Quello che non ci aspettavamo era di essere accolti in un eco-villaggio, progettato dall’archistar Matteo Thun, immerso nel verde e costruito a misura d’uomo. Non ci aspettavamo di essere catapultati in un modo nuovo di fare impresa, proiettato nel futuro, o quantomeno in un futuro auspicabile, dove la sostenibilità, verso l’ambiente, verso i dipendenti e, in generale, verso la società, non è solo una mossa di marketing ben studiata, ma il driver principale di tutte le scelte aziendali.

Il mondo Davines: bellezza e sostenibilità

Benvenuti nel mondo di Davines, seconda azienda italiana ad aver scelto di cambiare la propria ragione sociale da Società per Azioni a B-Corp, ossia Benefit Corporation, statuendo i propri obiettivi in termini di impegno verso una società più “giusta”, fin dalla propria denominazione.

Ma facciamo un passo indietro, Davines nasce a Parma nel 1983, per iniziativa della famiglia Bollati come laboratorio di ricerca e produzione di prodotti tricologici di alta qualità, destinati alle principali società cosmetiche nel mondo.

Dieci anni dopo, per iniziativa di Davide Bollati, figlio dei fondatori, l’azienda cambia passo e decide di affrontare il mercato con un marchio proprio, Davines appunto, dedicato ai prodotti cosmetici professionali per l’acconciatore a cui fanno seguito, nel 1996, il marchio di cosmetica [confort zone]rivolto a centri estetici, istituti di bellezza e spa, e successivamente il brand /Skin Regimen/, rivolto anche al consumatore finale.

Oggi Davines è una realtà dalla forte vocazione internazionale, presente in circa 90 Paesi nel mondo con 34.000 clienti (saloni professionali e centri estetici) e circa 650 collaboratori di 38 nazionalità diverse. Nel 2018 la società ha concepito 73 nuove formule, aumentato del 16,2% il fatturato rispetto all’esercizio precedente e veduto 25 milioni di pezzi. Il quartier generale del gruppo è saldo a Parma, dove la scorsa estate è entrato in piena operatività il “Davines Village” che ospita tutte le principali funzioni del Gruppo, compreso Ricerca& Sviluppo formulativa, produzione, marketing e magazzino di produzione.

Il resto del mondo è presidiato da sei filiali dirette a New York, Città del Messico, Parigi, Londra, Deventer (in Olanda) e Hong Kong. Tutte le filiali, tranne quella francese, mercato servito direttamente dall’Italia, sono dotate di magazzino e si occupano della distribuzione nell’area di competenza.

Un equilibrio possibile

“Le esigenze dell’azienda cambiano continuamente” spiega Paolo Penocchio, Supply Chain Director di Davines “e questo ci ha portato più volte a rivedere il layout del magazzino che, nel 2014, anno in cui è iniziata la progettazione della nuova sede, è stato pensato fortemente sovradimensionato rispetto alle esigenze di allora. La crescita tumultuosa di questi ultimi anni ha però ribaltato la situazione portandoci a compiere scelte di ottimizzazione degli spazi.”

Il magazzino di Parma, ampio 2.600 mq , è un polo logistico a servizio della produzione. Tutti i flussi distributivi outbound sono infatti gestiti dal partner logistico Bartolini che, dal magazzino di Albairate effettua le consegne dei prodotti usciti dalle linee di Parma, in tutta Italia, mercato da cui deriva circa il 20% del fatturato. Sempre da Albairate partono i rifornimenti per i depositi delle sei filiali internazionali e evasi gli ordini degli importatori attivi nei Paesi non presidiati direttamente.

Prima del trasferimento presso l’eco villaggio, la sede di Davines era situata in città presso un complesso distribuito lungo 3 numeri civici: una collocazione logisticamente poco felice ma figlia della necessità di far fronte alle nuove esigenze dettate dalla crescita.

“Il magazzino era adiacente al reparto di confezionamento ma lontano da quello di fabbricazione” spiega Penocchio, che aggiunge: “la disponibilità di 2.500 pallet a fronte di un fabbisogno almeno doppio, rendeva necessario l’affitto di spazi verso magazzini di terze parti con la conseguente gestione di complessi e continui navettaggi da e verso la sede centrale.

L’attuale magazzino ci permette di gestire tutte le attività di logistica interna in modo ottimizzato, anche se è stata necessaria una profonda riflessione sugli allestimenti necessari, in modo da ottimizzare al massimo gli spazi.”

Il layout del magazzino Davines di Parma

Un progetto 4.0

Fondamentale, in questa fase, è stata la collaborazione con Jungheinrich Italiana che, nella progettazione del magazzino Davines, non si è limitata ad implementare soluzioni ad alto tasso tecnologico, ma è riuscita nell’intento di creare un sistema intralogistico integrato in ottica completamente 4.0, dove ogni componente è interconnesso e genera dati che consentono la continua ottimizzazione dei processi.

“Questo progetto è stato estremamente sfidante” sottolinea Gianfranco Falco, responsabile Sistemi Logistici presso la sede di Bologna, “poiché il deposito presenta diversi vincoli: il primo riguarda la coesistenza e nello stesso spazio di logistica e produzione e quindi la necessità, da parte del WMS e dei sistemi di stoccaggio e movimentazione implementati, di favorirne il dialogo all’interno di uno spazio, e questa è la seconda criticità, che è ottimizzato al centimetro.

Un esempio è dato dall’area di accettazione, decisamente contenuta (vedi disegno, n.d.r.), ha richiesto l’organizzazione di un flusso tesissimo in fase ingresso e messa a stock della merce. In questo contesto, per ragioni di scurezza, sono stati ridotti al minimo i mezzi circolanti (vedi carta d’identità), gestiti dall’innovativo sistema di monitoraggio in tempo reale RTLS “real time location system””.

Davines è stata la seconda azienda in Italia ad aver adottato l’impianto Jungheinrich di monitoraggio in RTLS per carrelli elevatori indoor per motivi, principalmente, di sicurezza.

“Gli spazi sono piccoli e i carrelli transitano anche in aree dove è possibile l’interferenza con le persone: questo sistema ci permette di controllare in tempo reale cosa avviene nelle diverse aree e di programmare la riduzione della velocità dei carrelli nelle zone definite, secondo le impostazioni date, e di evitare eventuali scontri con lo stop automatico dei mezzi” sottolinea Penocchio.

  • Ragione sociale: Davines
    Indirizzo: Via Don Angelo Calzolari, 55a – 43126 Parma
    Telefono: 0521 965611
    Sito internet: http://it.davines.com
    Proprietà: famiglia Bollati
    Anno di fondazione: 1983
    Date principali della storia aziendale: 1992: nascita del marchio Davines; 1994: inizia la distribuzione nazionale; 1996: nasce il marchio confort zone; 2004: apre la filiale di New York; 2006: apre la filiale di Parigi; 2007: aprono le filiali di Città del Messico e Londra; 2013: aprono le filiali in Olanda, Germania e Belgio; 2016: apre la filiale di Hong Kong e la società ottiene la certificazione B Corporation; 2019 trasferimento nel nuovo eco-villaggio
    Fatturato: 160 milioni di euro
    Risorse: 648 di 38 nazionalità
    Paesi presidiati: 90
    Filiali: 7 a Parigi, New York, Londra, Deventer (Olanda), Città del Messico, Hong Kong
    Volumi di vendita: 25 milioni di pezzi nel 2018
  • Indirizzo: Via Don Angelo Calzolari, 55a – 43126 Parma
    Anno di entrata in esercizio: 2019
    Dimensioni: 2.600 mq
    Posti pallet: 6.500 posti pallet
    Referenze: 2.700
    UdC: 18.000
    Movimentazioni: 3.000 missioni al giorno
    Sistema di scaffalature:
    ■ Porta pallet tradizionale in esecuzione antisismica
    ■ Scaffalatura compattabile su basi mobili ansisimiche (4 impianti separati con gestione integrata indipendente) della capienza di 4.000 posti pallet
    ■ Scaffalatura dinamica in esecuzione antisismica (IN-OUT per asservimento confezionamento)
    ■ Soppalco (2 livelli per scaffalatura leggera)
    ■ 2 magazzini verticali a vassoi h=5mt per materia prima
    ■ 1 magazzino verticale a vassoi h=10 mt per stoccaggio etichette
    Mezzi di movimentazione:
    ■ 3 carrelli retrattili ETV 216 Litio
    ■ 3 transpallet ERE 120 Litio
    ■ 3 stoccatori ERC 216 Litio
    ■ 4 carrelli ERC ATEX
    Sistemi software di interfaccia e gestione:
    ■ WMS via RF terminali veicolari interfacciato a ERP Cliente
    ■ RTLS «real time location system» su base tecnologica UWB per Safety e Auto-ID
    ■ Logistic Interface JH per interfacciamento magazzini verticali con WMS
    ■ Lift Navigation su retrattili
  • Progetto: Jungheinrich Italiana
    Mezzi di movimentazione: Jungheinrich Italiana
    Scaffalature: Jungheinrich Italiana
    WMS: Jungheinrich Italiana by Onit Group

Alice Borsani

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di ottobre de Il Giornale della Logistica


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Giornale della Logistica
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