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ASSA ABLOY Entrance Systems: nel segno della sicurezza

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La crisi che stiamo vivendo, scatenata dal diffondersi della pandemia da covid-19, ha costretto tutti ad interrogarsi sul livello di sicurezza della propria attività, per tutelare al meglio le persone ed assicurare il più possibile la business continuity.

Il ruolo che la logistica ha giocato e tuttora gioca nel fronteggiare l’emergenza richiede di porre particolare attenzione a ogni aspetto del processo. Le baie di carico rivestono un ruolo cruciale in ambito logistico: non solo, infatti, sono un elemento determinante all’interno del processo produttivo di magazzino, ma rappresentano anche una fase critica per la sicurezza. Si stima che oltre il 25% degli incidenti che si verificano in ambito logistico avvengano proprio in prossimità delle baie di carico. Un dato che rappresenta solo la punta dell’iceberg di criticità spesso sottovalutate, in particolare in presenza di apparecchiature e processi manuali e personale non adeguatamente formato, condizioni che rendono l’errore umano ancor più probabile, tanto da far stimare alla testata di settore Industrial Safety and Hygiene News che per ogni incidente presso la banchina di carico denunciato alle autorità, ve ne siano ben 600 evitati di poco (fonte: Whitepaper “Come migliorare la sicurezza presso la baia di carico” a cura di ASSA ABLOY Entrance Systems, NdR).

Ripensare efficienza e sicurezza

L’emergenza sanitaria ha costretto a ripensare spazi e processi, rallentando se non arrestando progetti di sviluppo e cantieri. Uno stop difficile da accettare e da gestire, il cui impatto economico, organizzativo e piscologico si sta riverberando con un’onda lunga sulla situazione attuale. Un impatto cui è possibile reagire cercando di coglierne le intrinseche possibilità di ottimizzazione, per prepararsi al meglio ad affrontare le sfide che questa nuova normalità pone.

“I trend in atto che stavano ridisegnando l’assetto dei centri distributivi, hanno subìto una forte accelerazione dalla crisi pandemica”, sottolinea Thomas Locatelli, Responsabile delle installazioni della business unit industriale di ASSA ABLOY Entrance Systems, “dal punto di vista progettuale la richiesta è oggi per piattaforme che non siano più meri punti di carico e scarico, ma centri strategici per la rapida ed efficiente gestione di flussi variabili, influenzati dalla crescita dell’e-commerce.

Lo sviluppo dell’omnicanalità ha cambiato il volto dei magazzini nei quali si effettuano oggi anche nuove attività a valore aggiunto quali la gestione dei resi, il ricondizionamento, il packaging, la customizzazione degli ordini. Ciò ha accentuato le dimensioni degli stabili e aumentato il numero di baie di carico, ora sempre più ravvicinate, con un impatto diretto su sicurezza e sostenibilità ambientale. In questo nuovo scenario la baia di carico si conferma un’area cui prestare grande attenzione e che può essere trasformata da elemento critico a strategico”. Come? Puntando sull’integrazione di un ecosistema di soluzioni in grado di assicurare efficienza e sicurezza.

Nei nuovi magazzini spazio alla sicurezza

La pandemia ha dunque imposto uno stop-and-go allo sviluppo immobiliare logistico. “Alla ripartenza”, spiega Thomas Locatelli, “gli operatori logistici si sono dimostrati ben consapevoli della necessità di investimenti in nuove infrastrutture e, non appena il contagio è stato posto sotto controllo, sono ripresi progetti e nuove installazioni.

La richiesta è per baie versatili e in grado di assicurare massima reattività. Sempre più strategica è, infatti, la capacità di poter gestire da un unico accesso mezzi diversi – cassonati, bilici, furgoni… – e la possibilità di lavorare al meglio flussi molto variabili”.

Il pericolo NON è il mio mestiere

“In questo nuovo quadro la sicurezza rappresenta indubbiamente uno dei driver imprescindibili nei nuovi sviluppi”. Sicurezza intesa a 360°: non solo in ottica antinfortunistica – ovviamente prioritaria – e di corretto distanziamento sociale, ma di piena ergonomia e comfort. Dalla corretta progettazione dell’area di baia di carico, infatti, dipendono del tutto o in parte le prestazioni del magazzino in termini di luminosità, temperatura, rumorosità e qualità dell’aria. “Nel nostro lavoro di consulenza a sviluppatori e utilizzatori di immobili ad uso logistico, è importante sottolineare”, racconta Locatelli, “come in baia di carico la sicurezza non è assicurata da un singolo prodotto, ma è frutto dell’integrazione di un sistema di soluzioni sinergiche. Il nostro impegno costante è nello sviluppo di soluzioni efficaci e nel diffondere una corretta cultura di settore. Oggi nello sviluppo di nuovi immobili per la logistica si seguono specifiche sempre più accurate: molto è stato fatto, ma tanto ancora c’è da fare in termini di sicurezza”.

Restando nell’area baie di carico facciamo alcuni esempi: oggi le soluzioni contro il rischio caduta sono ormai uno standard nei magazzini, grazie a sistemi che impediscono l’apertura dei portoni quando il mezzo non è presente. “Per quanto riguarda il rischio di schiacciamento causato dal mezzo in manovra di attracco, invece, ancora c’è da lavorare. Le soluzioni ci sono, ma nonostante in passato vi siano stati incidenti anche gravi, ancora permane un rischio sottostimato e non sempre affrontato in modo corretto. L’automazione è certo un grande aiuto per fare crescere la sicurezza, ma da sola non basta: occorre infatti tener ben presente che quando si automatizza è necessario provvedere a uno specifico percorso formativo per gli operatori, così che si possa coglierne appieno i vantaggi, minimizzando i rischi. L’automazione”, prosegue Locatelli, “facilita la standardizzazione dei processi e, richiedendo maggiori tutele, consente di innalzare notevolmente i livelli di sicurezza. Possiamo considerare automazione e sicurezza un vero e proprio binomio inscindibile, a patto però, di includere la formazione. E proprio su quest’ultimo aspetto assistiamo a un vero e proprio cambio di mentalità: oggi sono sempre di più le aziende che ci chiedono di formare al meglio gli operatori all’utilizzo delle nostre soluzioni e noi li supportiamo con manualistica user friendly e specifici training sul campo”.

Francesca Saporiti

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di Novembre 2020 de Il Giornale della Logistica


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Giornale della Logistica

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