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LPR e Paterlegno: l’odore del legno

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Nel cuore di questa storia ci sono tre ragazzi (che nel 1990 avevano trent’anni) e l’odore del legno. L’odore del legno è quello che ti accoglie ancora oggi avvicinandoti alla sede della Paterlegno di Paterno (Potenza) dove domina una tranquilla frenesia: uomini, macchine, veicoli industriali e carrelli elevatori si muovono in perfetta sinergia tra le diverse aree dell’impresa, qui operativa su oltre 80mila metri quadri di superficie: aree coperte dove mani esperte, con l’ausilio di macchinari di ultima generazione, sono all’opera per riparare, montare, smontare, ricondizionare o dismettere pallet e casse di legno usate.

Aree esterne dove si stoccano, all’aperto o sotto tettoia, en plein air o sotto teli impermeabili, pallet rimessi a nuovo ovvero residui di lavorazione pronti ad essere trasformati in cippato e quindi trasferiti, se riutilizzabili, a produttori di pannelli, in caso avverso a siti specializzati nel trattamento di rifiuti specifici in un perfetto esempio di economia circolare.

È qui, tra un camion e una tettoia, che incontriamo i fratelli Eginio e Mario Labriola, due dei tre “ragazzi” di allora, i tre soci fondatori, ancora oggi indistinguibili dai loro operai: non resistono infatti alla tentazione di “sporcarsi le mani” come un tempo, come in quel 1990 quando crearono l’impresa. Manca Donato Russo, il terzo protagonista di quella che, allora, sembrava solo l’avventura di tre giovani che si sognavano imprenditori non soggiogati dalla chimerica ricerca del “posto fisso”. Donato è mancato lo scorso febbraio, una delle prime vittime del Covid (maledetto!) in Basilicata. È andato via in pochi giorni, lui, omone di un metro e ottanta per novanta chili. Al suo posto ci raggiunge, inseguito dal cellulare e da mille impegni, il figlio Christian, 27 anni, lo stesso sguardo aperto e curioso, la stessa mascella volitiva, il medesimo portamento del padre: “malgrado il periodo difficile – dice – stiamo lavorando al meglio. Nel tempo abbiamo costruito rapporti veri, diretti e personali con i nostri clienti e mai come in questi mesi abbiamo sperimentato quanto sia importante la relazione amicale sostenuta da organizzazione d’impresa, investimenti adeguati, attenzione alle nostre maestranze. Da mio padre ho imparato tanto. Uno degli insegnamenti più vitali è quello di porre le necessità del cliente al centro e di metterci la faccia, sempre”.

Società di persone

Forse è per questo che, malgrado i numeri importanti la Paterlegno è tuttora una Snc: “abbiamo voluto restare una società di persone e non di capitali. I miei soci ed io rischiamo in proprio. È un modo concreto per dimostrare al cliente che ha a che fare con delle persone fisiche, che lavorano e ci mettono l’anima in quello che fanno”.

La Paterlegno è nata da un’intuizione: porre il recupero del legno al centro della propria strategia. Allora una novità assoluta: “rappresentavamo una novità, per questo non avevamo concorrenza”, disse papà Donato in un’intervista concessa in occasione del 25° anniversario dell’impresa, nel 2015. Donato conferma: “nel tempo altre aziende si sono poste nella nostra scia, ma noi avevamo dieci anni di vantaggio”. E nel frattempo la rete si è ampliata con la nascita di società collegate (la Paternostro (trasporti e logistica, al servizio delle attività interne ma anche conto terzi), la L.D.R – Logistica di Ritorno con sede a Bondeno (Mantova)), aprendo e ampliando sedi in tutta Italia (Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, Puglia…) “in coerenza con un principio: essere vicini al cliente” cui se ne accompagna un altro immediatamente successivo: “mai fermarsi nel crescere e nel progredire” – dice Christian.

Non è solo un fatto affettivo o aggregativo: la capillarità di presenza sul territorio, l’ampliamento della flotta (da tre a 100 veicoli industriali, modernissimi e diversificati (autoarticolati, centinati, cassonati…), Euro 5 ed Euro 6 con autisti direttamente e regolarmente assunti) risponde ad un altro requisito portante: “l’organizzazione. Dobbiamo essere pronti a reagire alle necessità del cliente, anche se ci telefona alle otto di sera per una consegna di uno o mille bancali entro la mattina dopo in qualunque zona d’Italia. Non a caso abbiamo creato una vera e propria “Control Room” qui a Paterno per ottimizzare carichi e rotte, per far fronte a picchi o urgenze improvvise, una Control Room affidata a ingegneri gestionali con competenze specifiche”.

I risultati conseguenti “sono una conseguenza della professionalità delle nostre persone: abbiamo sempre un mezzo pronto per qualunque esigenza. Il requisito più importante? La puntualità. L’intera flotta è monitorata con un sistema di alert automatici, la sicurezza è garantita, a cominciare da quella degli autisti. Abbiamo adottato tutti i software gestionali di Fleet management di uso corrente. L’unica scelta possibile per essere professionali e affidabili in ogni circostanza”.

Responsabilità importanti

Christian si è trovato improvvisamente sulle spalle responsabilità importanti. Non si è perso d’animo, del resto è entrato nell’impresa dieci anni fa, subito dopo il diploma: “trasparenza nei comportamenti, serietà, umiltà e capacità di ascolto. Chiunque entri a fare parte della nostra famiglia si trova a contatto con questi valori. La competenza professionale si acquisisce e si affina ma deve innestarsi su un sistema di valori pregressi e condivisi che gli “anziani” trasmettono ai nuovi assunti nella quotidianità del lavoro”. Christian è richiamato da un dipendente che gli espone un problema urgente. Il nostro interlocutore entra immediatamente nel merito della questione ed espone il suo pensiero. Il dipendente si allontana soddisfatto delle risposte ricevute. “Se un mio collaboratore sta bene – spiega il nostro interlocutore – sta bene anche l’azienda. Se chiede deve trovare una risposta. Non solo sul piano professionale: io desidero sapere, se possibile e me lo consentono, anche della vita privata dei miei dipendenti, e stiamo parlando di oltre cento persone che conosco una per una. Se qualcuno ha un problema cerchiamo di aiutarlo: nessuno deve sentirsi solo”.

Il camion rosso fuoco

Mentre dialoghiamo in piazzale, un articolato rosso fuoco pieno di bancali marchiati LPR, il noto operatore attivo nel servizio di pallet pooling, esce dai cancelli dell’impresa: “con LPR ci siamo conosciuti circa sei anni fa – spiega Christian cogliendo il nostro sguardo interrogativo – grazie a Paolo Cipriani (direttore commerciale LPR – NdR) e Vittorio Marabelli. Poco dopo mio papà Donato ebbe modo di conoscere il General Manager, Fabio Benazzo, e nacque un rapporto speciale. In breve tempo un sodalizio non solo professionale. Per conto di LPR gestiamo i loro pallet “rossi” in giro per l’Italia. Li recuperiamo, ne verifichiamo le condizioni, nel caso li ripariamo e quindi li consegniamo rimessi a nuovo dove ci viene indicato. Una collaborazione iniziata con piccole quantità ma oggi molto importante in volumi e valore”.

“Lavoriamo con la Paterlegno da anni – dice a sua volta Fabio Benazzo di LPR – e l’intesa è stata immediata. Noi crediamo fortemente che le imprese camminino sulle gambe delle persone e quindi conoscersi, comprendersi, entrare nei panni dell’altro sul piano umano prima ancora che professionale costituisce la base per una collaborazione di successo”.

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di Dicembre 2020 de Il Giornale della Logistica


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Giornale della Logistica
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