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Jungheinrich per Bisi Logistica: l’alchimia dell’innovazione

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Berardo Bisi, titolare di Bisi Logistica, ne è convinto: le nuove idee sono il motore di ogni azienda. «Mi piace quando si accende “la scintilla” – ha spiegato – e per questo amo circondarmi di giovani: a chi lavora con me chiedo visione, mi interessa sviluppare progetti inediti».
Applicando questa filosofia, nella sede Milano – siamo in zona Baggio – grazie alla collaborazione con Jungheinrich, è stato realizzato un progetto davvero innovativo per combinare al meglio efficienza e sicurezza: un magazzino con scaffalature compattabili di 11 metri di altezza, che si muovono grazie alle basi mobili, ottimizzando così lo spazio a disposizione. Non solo: tutta la flotta di carrelli elevatori è stata ripensata in chiave green, il che ha avuto ricadute positive in termini di risparmio energetico.
Prima di entrare nel dettaglio del recente investimento, procediamo con ordine inquadrando l’azienda e l’ambito in cui si muove. Ambito anch’esso insolito: si tratta di logistica specializzata, segnatamente lo stoccaggio di prodotti pericolosi.

Un business di nicchia e la centralità del cliente

«L’azienda nasce nel 1965 da un’idea di mio padre Bruno – ha esordito Berardo Bisi -. Negli anni abbiamo ritenuto che puntare sul trasporto e sulla logistica tradizionale non fosse vincente, non volendo sfidare i “big” in una competizione basata esclusivamente sul prezzo. Abbiamo così scelto la strada della specializzazione: da oltre cinquant’anni lavoriamo con professionalità in una nicchia di mercato, una scelta strategica che ci ha permesso di differenziarci, perché qui conta principalmente la qualità e la sicurezza del servizio offerto».

Nel merito, Bisi Logistica lavora principalmente nell’ambito della chimica: ai sensi della Legge Seveso (105/2015) è autorizzata a stoccare prodotti pericolosi, in soglia superiore, il che comporta l’ottenimento di una serie di autorizzazioni, le quali a loro volta presuppongono iter burocratici complessi e costi per impianti di una certa rilevanza. Basti pensare che, come ha fatto notare il titolare, per ottenere l’autorizzazione del magazzino sono necessari mediamente 4 anni. «Non a caso in Italia – ha proseguito – le aziende che come noi fanno logistica contoterzi e che sono autorizzate “Seveso – soglia superiore” si contano sulle dita di una mano».
D’altro canto, si sta parlando di aziende a rischio di incidente rilevante, un ambito in cui le ricadute sono anche penali e pertanto, per operare in serenità e secondo le regole, occorrono competenze particolari. E infatti Bisi si avvale della collaborazione di una società esterna – un team di 8 ingegneri – che dialoga direttamente con le autorità (Vigili del Fuoco, Arpa, Inail), in caso (frequente) di controlli. «Vista la materia che trattiamo – ha spiegato – abbiamo detto no al “tuttologo” interno: la norma è in evoluzione ed è variegata, i controlli sono certosini, occorrono interlocutori specializzati, solo così si evitano eventuali prescrizioni».

Ma l’attenzione dell’azienda si è rivolta anche allo sviluppo di nuovi mercati, poiché le aziende in cerca di partner logistici di qualità sono in costante aumento e la richiesta è diventata davvero molto interessante, anche al di fuori dei canali tradizionali. Settori come la cosmetica, la farmaceutica, l’alimentare ed i beni di largo consumo sono in grande fermento e delle collaborazioni sono già in atto.

Per mantenere alto il livello di servizio, Bisi Logistica ha deciso di investire anche nella parte che presenta maggiori criticità nella filiera: “il trasporto”. Grazie ad un parco mezzi in costante crescita, diversi hub regionali di prossimità ed un team di persone dedicate al customer service, è in grado di offrire un servizio efficiente e capillare su tutto il territorio nazionale.

Un processo di miglioramento continuo

Oltre a essere a norma con le leggi cogenti, nel nome del miglioramento continuo Bisi Logistica ha intrapreso anche un percorso di certificazione volontaria che l’ha portata, nel tempo, a ottenere la certificazione per la qualità (ISO 9001), per la sicurezza (OH-SAS 18001) e per l’ambiente (ISO 14001). Una garanzia in più per l’azienda stessa e per i clienti che con essa lavorano.  A proposito di questi ultimi, sono principalmente delle multinazionali: «Il nostro cliente più fidelizzato – una multinazionale tedesca – lavora con noi dal 1966: una partnership di lunga data che testimonia come il nostro obiettivo non sia acquisire il cliente, ma entrare nella loro compagine, creare integrazione e crescere insieme». Chi sceglie Bisi Logistica, però, non sceglie il prezzo: «Siamo conosciuti per non essere a buon mercato: i clienti stanno con noi in maniera consapevole, sono convinto che la guerra dei prezzi non sia vincente e i fatti lo dimostrano: in tutti questi anni di attività non abbiamo mai perso un cliente. La logistica – ha proseguito – entra nelle dinamiche aziendali, poiché comporta lo scambio di dati, di informazioni anche sensibili: è come sposarsi, ci vuole fiducia reciproca».

La criticità del settore è certamente la concorrenza sleale: un mondo sommerso di magazzini che stoccano prodotti altamente pericolosi senza avere le necessarie autorizzazioni: «Noi arriviamo quando il cliente che ha fatto una scelta di prezzo non è contento; entriamo in azienda con un approccio amichevole, garantendo tracciabilità del servizio, qualità, sicurezza». Un servizio possibile anche grazie agli investimenti continui in innovazione.

Il magazzino che si muove

A proposito di investimenti, sono da rilevare quelli recenti messi a punto nel quartier generale di Milano. Il quale contempla, al momento, un magazzino principale in cui vengono stoccati i prodotti pericolosi – per una capienza di 15mila posti pallet – e un magazzino per i prodotti non pericolosi in cui, come si anticipava, è stata installato un impianto compattabile di Jungheinrich davvero notevole: un’altezza di 11 metri, per 5.200 posti pallet. Il che significa, conti alla mano, movimentare 252mila chilogrammi di merce per ogni campata: ogni ripiano porta infatti 3mila chili, i livelli di stoccaggio sono 7 e le campate sono 12.

«Si tratta di scaffalature tradizionali poste però su basi mobili – ha spiegato Vincenzo Chirico, Area Sales Manager di Jungheinrich -. A seconda del punto in cui si deve prelevare la merce, si apre la corsia, con la possibilità di averne due aperte contemporaneamente. Vista l’altezza – ha proseguito – si opera con il carrello retrattile ETV 216i di Jungheinrich: si tratta di un’istallazione che dimostra come anche un magazzino che si muove può avere altezze davvero importanti».

«Credo nell’investimento – ha sottolineato Bisi – e ha dimostrarlo sono anche le scaffalature (sempre Jungheinrich) con cui abbiamo appena attrezzato un magazzino di 5mila mq che abbiamo preso in affitto per fare da tampone al business crescente. Che siano di proprietà o no, i nostri magazzini devono essere a regola d’arte: è anche una questione di sicurezza».
«Bisi ha attrezzato anche il secondo magazzino con le nostre scaffalature – ha confermato Chirico –ottenendo una capacità di stoccaggio supplementare pari a 3.600 posti pallet. Anche in questo caso la propensione all’investimento rivela l’attenzione di questo imprenditore a garantire sempre il miglior livello di servizio, coniugando efficienza e sicurezza».

Emanuela Stifano

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di Novembre de Il Giornale della Logistica


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Giornale della Logistica
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