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I progetti realizzati in Golden Lady Company: economia circolare e sostenibilità

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Lavorare meglio, più profittevolmente e con maggiore rispetto ambientale è possibile: lo dimostra l’esperienza di Golden Lady Company. A testimoniarlo un protagonista d’eccezione: Alberto Leali, Plant Director dell’impresa e Vicepresidente di ISCA

L’ economia circolare e la sostenibilità per un direttore di stabilimento sono obiettivi primari e appassionanti che richiedono impegno, vision, intelligenza e competenza.
Il mio ruolo di Direttore di stabilimento di una multinazionale come Golden Lady Company mi permette di vivere ogni giorno nuove sfide per perseguire gli obiettivi nella gestione della produzione e della logistica, nell’organizzazione dei reparti e dei magazzini, nel coinvolgimento dei collaboratori e di vedere i risultati dei nostri sforzi sia in termini economici che ambientali.

I molti volti della sostenibilità

In questi ultimi anni Golden Lady Company ha posto al centro della propria strategia aziendale la sostenibilità ambientale e l’economia circolare investendo molte delle proprie risorse umane e finanziarie. Di seguito vengono descritti alcuni dei più importanti progetti realizzati e già operativi, evidenziando i vantaggi ottenuti sul campo.
Golden Lady Company ha sviluppato tre tipologie di progetti volti alla sostenibilità ambientale:
• Produzione di innovativi filati ecosostenibili
• Riduzione di utilizzo di imballi
• Uso di carburanti ecologici per i trasporti

Produzione di filati innovativi: un esempio di economia circolare

La maggior parte delle calze e collant di Golden Lady Company sono prodotte con due tipologie di filati: Poliammide e Poliestere, fibre sintetiche di origine fossile (petrolio) con caratteristiche tessili superiori alle fibre naturali ma con un costo molto più basso.
Le fibre si ottengono attraverso un processo di polimerizzazione, cioè una reazione chimica che porta alla formazione della catena polimerica, ovvero una molecola costituita da una sequenza di parti uguali che si ripetono, a partire da molecole più semplici dette monomeri.
In questa fase produttiva, è stato realizzato il progetto di economia circolare riutilizzando filati di scarto, calze usate o filati ottenuti dalla trasformazione di materiali plastici, generalmente imballi primari non più utilizzabili, per la produzione di nuovi filati per produrre nuove calze e collant senza ricorrere all’utilizzo del polimero d’origine fossile.

L’utilizzo di questi filati ecosostenibili ha un forte impatto anche sulla logistica interna ed esterna all’azienda. Cambiano i fornitori di materie prime, che non sono più le aziende chimiche tradizionali ma aziende di riciclaggio e trattamento delle materie plastiche di scarto.
Cambia la logistica interna agli stabilimenti volta a recuperare e contabilizzare tutto il materiale di scarto e ricondizionarlo per una facile raccolta, stoccaggio e trasporto verso le aziende di riciclo.
Quindi, in futuro, si avrà un aumento della logistica legata alla raccolta delle materie plastiche usate a scapito dell’acquisto e il trasporto di materiali fossili e naturali vergini.

Il packaging: riduzione e riutilizzo di imballi

Golden Lady Company ha già avviato progetti (alcuni già collaudati e in fase operativa) per il riutilizzo degli imballi primari, secondari, terziari e di quarto livello nel processo di logistica e produzione. Un esempio concreto riguarda il magazzino cartonaggi dove viene stoccato tutto il packaging (imballo primario) necessario per confezionare il prodotto finito.

Il prodotto finito viene confezionato in numerose tipologie di packaging differenti (imballi primari) in funzione del cliente, canale, paese, posizionamento ecc; ogni pack, prodotto da fornitori terzi, arriva in stabilimento contenuto in vassoi di cartone (imballi di quarto livello) impilati in casse di legno che ne consentono lo stoccaggio e la movimentazione interna ai magazzini e reparti.
Inizialmente i pack venivano impilati e forniti su pallet in legno, contenuti in scatole di cartone, avvolti in uno strato di film estensibile. Il progetto di riduzione dell’imballo di quarto livello ha portato alla sostituzione degli imballi di quarto livello, protettivi, autoportanti usa e getta in cartone che avvolgono i pack a multipli di 500 pack e del film estensibile utilizzato per stabilizzare il pallet, sono state introdotte casse di legno richiudibili e riutilizzabili per lo stoccaggio e per il round trip con i fornitori che contengono lo stesso numero di pack ma con una riduzione significativa delle falde di carta che separavano gli strati dei cartoni impilati nell’udc.

Questa soluzione ha consentito di passare da uno scarto di imballi di quarto livello di 24 kg di cartone ogni 20.000 pack ad uno scarto di 9 kg. Considerando che lo stabilimento che dirigo produce e confeziona ca 50 milioni di paia di calze all’anno, con la nuova soluzione la riduzione di cartone di scarto si aggira attorno alle 40 tonnellate/anno e di 1 tonnellata/anno di film plastico. La riduzione del materiale d’imballaggio è uno dei principali focus aziendali per i prossimi anni.
I prossimi step saranno rivolti all’eliminazione della plastica dal pack del prodotto finito e comunque all’utilizzo di pack mono materiale con l’obiettivo di ridurre i costi del pack stesso e della supply chain relativa (meno magazzini, meno trasporti, meno fornitori).

La sostenibilità nel motore: uso di carburanti ecologici

Negli ultimi anni Golden Lady ha rivoluzionato la propria logistica dei trasporti: fino a pochi anni fa Golden Lady possedeva una flotta di 23 automezzi di proprietà, dalla motrice all’autoarticolato, che utilizzava per il trasporto della merce ai propri clienti principali in Italia ed in Europa.

Con la parcellizzazione progressivamente sempre maggiore dei volumi di vendita, l’aumento della frequenza delle consegne a la maggiore complessità delle esigenze dei clienti, Golden Lady ha dovuto necessariamente rivolgersi al mercato del trasporto specializzato per rimanere competitiva.
È stata quindi fatta la scelta di gestire internamente il trasporto inbound (trasporti tra unità logistiche e produttive del gruppo) ed esternalizzare totalmente il trasporto outbound verso i clienti.

Il trasporto inbound tra stabilimenti e magazzini del gruppo Golden Lady è organizzato in modo da consentire la saturazione dei mezzi con una media del 90%, di stabilire round trip regolari nel tempo tra i diversi stabilimenti ottimizzando i percorsi.
La svolta green che Golden Lady ha voluto introdurre nel trasporto inbound si è concretizzata nell’acquisto di nuove motrici alimentate a Gas Naturale Liquefatto
I vantaggi del LNG rispetto ad un diesel Euro 6 sono significativi, a partire da una riduzione del consumo di carburante del 15%

– 70% di Nox (ossidi di azoto)
– 15% di CO2
– 96% di PM
– 50% Emissioni sonore

Per i trasporti outbound, completamente esternalizzati, sono stati scelti trasportatori meglio specializzati per i canali e aree geografiche nazionali ed internazionali servite dal gruppo Golden Lady, privilegiando corrieri con flotte e politiche attente alla sostenibilità ambientale. Le aziende di trasporto che disporranno di automezzi ecologici, saranno privilegiati nel servizio di consegna ai clienti di Golden Lady Company.

Alberto Leali, Plant Director di Golden Lady Company – Vicepresidente di ISCA

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di Novembre 2020 de Il Giornale della Logistica


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Giornale della Logistica
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