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Flexilog e TESISQUARE: una collaborazione nata grazie a una tazzina di caffè

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Galeotto fu un caffè ma ancora più galeotta fu la scintilla che in quel frangente si accese tra un veterano dell’offerta logistica nazionale (Salvatore Cassetti, dirigente di lungo corso prima di fondare una realtà tutta sua, la Flexilog) e una realtà altrettanto sui generis come Tesisquare®, vale a dire rinnovamento permanente effettivo quale scelta di vita, rappresentata nell’occasione da Gianmario Mollea il cui biglietto da visita è uno stimolo e una condanna: Innovation and Marketing Manager.

Una partnership win – win

Cosa lessero i due manager nei fondi di caffè? La possibilità di fare un pezzo di strada insieme: il primo, l’operatore logistico, si arrovellava infatti su come fosse possibile adottare nuovi standard utili ad incrementare l’efficienza all’interno del deposito (in particolare: revisione permanente dei layout di magazzino e ottimizzazione dei percorsi di picking) mentre l’altro, Mollea, era alla ricerca di qualcuno con cui sperimentare nuove soluzioni informatiche utili a garantire nuovi standard nell’ottimizzazione dei processi. “Ogni volta che entro in un nuovo magazzino – spiega Cassetti – il mio sguardo si concentra sulle aree di possibile ottimizzazione, in particolare stoccaggio, riempimento, abbassamento e picking. Il problema è passare dall’analisi all’effettiva implementazione dei KPI (Key Performance Indicators – NdR)”.

Obiettivo? migliorare i KPI

Flexilog è presente in particolare nel comparto GD/DO (marchi UNES, Despar, IPERDÌ, REALCO/Sigma). Vale a dire gestisce merceologie che spaziano dai freschi (Ortofrutta, Salumi, Formaggi e Carne) ai secchi, garantisce rifornimenti quotidiani con cut off degli ordini al limite delle umane possibilità, agisce su referenze spesso a bassa marginalità e dove una filiera tesa, senza errori, con standard qualitativi altissimi è la norma e non l’eccezione: “un layout male impostato – dice Cassetti –, un picking inefficiente generano costi, errori, dispersioni e abbattono i margini. Per questo alla ricerca del layout di magazzino più vantaggioso dedichiamo le migliori energie. Ma è una tela di Penelope: ogni settimana o due il lavoro è da rifare se si vogliono mantenere KPI elevati. Cercavamo una soluzione che ci facesse transitare dall’empirismo alla tecnologia. Davanti a quella tazzina di caffè abbiamo scoperto che TESISQUARE® aveva un cantiere di lavoro aperto sulle stesse tematiche”.

Un team dedicato

Come in ogni storia che si rispetti è a questo punto che entra in gioco un acronimo che nasconde la soluzione dell’enigma: TWE (TESI Warehouse Efficiency), un prodotto oggi maturo ma che allora (giugno 2013) cercava qualcuno disponibile a sperimentarlo: “migliorare la produttività ottimizzando la posizione degli articoli – spiega Mollea – pare l’uovo di Colombo. Peccato che per arrivare a questo risultato occorra un lavoro di analisi e di ingegnerizzazione che consideri le tanti variabili in gioco. E solo provandolo sul campo si ha la certezza che tutto vada per il meglio”.

L’articolo completo è stato pubblicato sul numero di gennaio / febbraio 2015 del Giornale.


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