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Esoscheletro AGADEXO: prove di futuro in magazzino

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Il rapporto tra essere umano e robot è da sempre piuttosto controverso: basta cercare la parola “robot” attraverso un qualsiasi motore di ricerca online per vedere spuntare, tra i risultati che propongono una definizione del concetto, pagine e pagine che riportano lo stesso terrificante interrogativo: i robot stanno per rubarci il lavoro?

“Direi proprio di no” – rassicura Lorenzo Aquilante, co-founder e CEO di AGADE, start-up che progetta e sviluppa esoscheletri di ultima generazione.

“La robotica non punta a sostituire uomini e donne, ma piuttosto a servirli e supportarli nei compiti più gravosi con l’obiettivo di migliorare, potenziare e valorizzare la risorsa umana”.

Ed è esattamente su questo pilastro ideologico che Aquilante, insieme a Matteo Tabaglio e Daniele Ramirez, ha eretto il progetto AGADE.

L’esoscheletro Agadexo

Acronimo di Anti-Gravity Active Device for Exoskeletons, AGADE è il nome del progetto nato nel 2018 in seno al Politecnico di Milano, della start-up avviata due anni dopo e della tecnologia robotica di movimentazione brevettata che è alla base del funzionamento dell’innovativo esoscheletro AGADEXO.

“Abbiamo iniziato a lavorare su questo concetto nel 2017” – racconta Lorenzo Aquilante.

“Volevamo riunire tutti vantaggi offerti della tecnologia disponibile sul mercato per esoscheletri attivi e passivi in un’unica soluzione che fosse intelligente, performante, ma anche leggera, semplice da usare e più abbordabile economicamente”.

Spalle leggere

Lo sviluppo di AGADE si concentra sulla realizzazione di un attuatore ibrido per l’alimentazione dell’esoscheletro. Il vantaggio competitivo è dato dalle batterie utilizzate, più piccole ma ugualmente a lunga autonomia, che rendono il dispositivo complessivamente prestazionale, ma leggero.

“Siamo partiti con un modello di esoscheletro specifico per gli arti superiori perché non ne esisteva ancora uno di tipo attivo specifico per le spalle. Inizialmente ne ipotizzavamo l’applicazione soprattutto in campo biomedicale e quindi a scopo riabilitativo e assistivo.

Di fatto, però, la nostra tecnologia trova spazio anche in ambito industriale dove un esoscheletro come AGADEXO può dare supporto e offrire potenziamento all’operatore che, ogni giorno, svolge sforzi fisicamente faticosi e nel tempo logoranti.

Da una nostra ricerca di mercato – prosegue – emergeva inoltre un “buco”: le soluzioni disponibili sul mercato non riuscivano a supportare le particolari movimentazioni che caratterizzano, ad esempio, la logistica di magazzino”.

In aiuto dell’operatore

Tra i primi supporter dell’iniziativa c’è quindi non a caso una realtà specializzata nella logistica di magazzino: CLO Servizi Logistici, cooperativa con più di 80 anni di storia e oltre 1.950 soci lavoratori in tutta Italia.

“Nel nostro settore, l’operatore è chiamato a un continuo sforzo fisico caratterizzato mediamente da ridotta intensità, ma elevata frequenza dei movimenti” – spiega Lorenzo Borgi, logistic director di CLO.

“Tale sforzo porta a stanchezza, calo delle prestazioni, dell’efficienza e della produttività e, anche se non necessariamente degenera in malattia professionale, si somma a tutta una serie di condizioni fisiche che possono penalizzare la vita personale, oltre che lavorativa dell’individuo.

Abbiamo quindi iniziato a immaginare uno strumento che potesse aiutare l’operatore di magazzino a eseguire la corretta sequenza di movimenti per il sollevamento del carico, qualcosa che portasse risultati tangibili e misurabili a breve termine (minore stanchezza al termine del turno di lavoro), ma anche nel medio-lungo periodo (meno sollecitazioni del corpo con rischio di acuire eventuali patologie preesistenti)”.

Dall’idea alla pratica

CLO diventa prima early adopter e poi innovator partner della giovane start-up. “La nostra partecipazione è attiva su tre livelli” – descrive il logistic director di CLO.

“In qualità di finanziatori, deteniamo una piccola quota azionaria di AGADE. Volendo però seguire attivamente l’evoluzione di questo progetto, siamo partner per l’attuale fase di prototipazione e per la successiva di industrializzazione dell’esoscheletro. Infine, quando AGADEXO sarà pronto per il mercato, puntiamo a un suo utilizzo in tutti i nostri asset di proprietà così come nei siti in cui operiamo. I nostri clienti ci appoggiano in questa nostra iniziativa e, anzi, ne attendono l’applicazione con grande entusiasmo e altrettanta curiosità”.

Nicoletta Ferrini

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di gennaio – febbraio 2022 de Il Giornale della Logistica

 


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Giornale della Logistica

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