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Quattro chiacchiere con Tareq Rajjal, Amazon Italia: la magnifica ossessione

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Lei vanta importanti trascorsi quale direttore di stabilimento. Come nasce la sua vocazione logistica?

Amazon è costantemente alla ricerca di professionalità provenienti da esperienze diverse, portatrici di un punto di vista innovativo. Ho beneficiato di questo approccio aziendale.

Lei ha detto: “Fuori siamo uno stabilimento di logistica. Dentro, una fabbrica”.

La logistica è un’attività complessa, articolata in più fasi che devono interagire in modo armonico per conseguire i risultati attesi. Esattamente come avviene in uno stabilimento. Principi quali la gestione dei tempi/ciclo, il Lean Manufacturing, il Kaizen, l’attenzione alla sicurezza, la ricerca di soluzioni tecnologicamente sempre più avanzate sono identici.

Naturalmente. Al centro delle nostre scelte c’è sempre da un lato la soddisfazione del cliente, dall’altra la sicurezza delle nostre persone. La soddisfazione del cliente si conquista con la velocità, la qualità, l’attenzione meticolosa per ogni dettaglio.

Tutte cose complicate da raggiungere e soprattutto da mantenere costanti nel tempo.

Noi non vogliamo che rimangano costanti nel tempo. Noi vogliamo che migliorino: il continuous improvement è il cuore del Lean Manufacturing.

E come si ottiene un risultato così impegnativo?

E una questione di testa, di cuore, di coinvolgimento delle persone. Quando dialogo con i miei collaboratori e faccio notare che siamo all’80% dell’obiettivo, la risposta più scontata è che occorre impegnarsi di più per raggiungere il 100%. Questo non va bene.

Non va bene?

Non va affatto bene: se raggiungi il tuo target hai fatto solo il tuo dovere. Il tema è posizionarsi al 100% e da lì pensare a come raggiungere il 110, il 120%. Attenzione: non sto dicendo che bisogna lavorare di più. Non è questo il tema…

…meno male: chissà perché mi stava venendo in mente la scena della catena di montaggio nel film “Tempi moderni” di Charlie Chaplin…

… il tema è che ci vuole un’idea capace di portare un cambiamento. A volte basta poco: una revisione dei processi, l’eliminazione di una fase obsoleta. Ma per portare un cambiamento è fondamentale che le persone siano coinvolte, motivate. Nessuno può mai dire: ho raggiunto il massimo, di più è impossibile. C’è sempre la possibilità di migliorare. Nel momento stesso in cui ci si sente “arrivati”, il declino è inevitabile.

Quindi il segreto è nella quotidiana ricerca del miglioramento?

Certamente. Poi, nella storia, si verificano dei salti evolutivi solitamente legati ad un cambio tecnologico. Pensi all’invenzione del motore a scoppio, alla rivoluzione informatica. In tali casi si verifica un break, un “prima” e un “dopo”. Ma se gli uomini e le imprese non sono educati al cambiamento nascono resistenze, la carica innovativa non viene colta. Per questo la risorsa più importante è la persona e la sua virtù migliore è la capacità di cambiare.

Poco fa ho visitato lo stabilimento. E’ ben visibile l’approccio Kaizen, l’invito ad essere propositivi.

Allo stesso modo diamo grande rilievo ai temi della sicurezza. Qui si viene per lavorare ma vogliamo che le persone lo possano fare serenamente, magari divertendosi e soprattutto senza farsi male. Ciò detto il board Kaizen è sempre attivo per coinvolgere le persone e recepire nuove idee.

  • Nome e cognome: Tareq Rajjal
    Dati anagrafici e personali: di origini sirio – giordane, Tareq Rajjal scopre l’Italia frequentando il Politecnico di Torino dove consegue la laurea in Ingegneria. Dall’Italia, e da Torino dove risiede, non si è più mosso, fatte salve opportunità professionali che lo hanno portato in particolare in Cina ed in India. Sposato con un’italiana, ha due figli.
    Curriculum di studi: dopo la laurea in Ingegneria presso il Politecnico di Torino, Tareq Rajjal ottiene il master in Economics grazie alla Scuola ENI Enrico Mattei e il successivo dottorato di ricerca (Ph. D) sempre presso il Politecnico di Torino.
    Curriculum professionale: dopo un’iniziale attività in SKF che conclude nel 2002 con la qualifica di Machinery Development Manager, entra in Federal Mogul in qualità di Operations Manager e quindi Site Manager. Nel 2008 è Plant Manager in Magnetto Industrie, attività che lascia nel 2010 per passare in Valeo come Site General Manager. Quindi in IVECO che lo vuole in Cina come responsabile dell’area International Manufacturing. Nel febbraio 2014 entra in Amazon come General Manager.
  • Nel 2015 Amazon ha creato oltre 10mila posti di lavoro fissi in Europa portando il totale dei dipendenti a oltre 40mila: un risultato record. Dal 2010 gli investimenti della società nel Vecchio Continente hanno raggiunto i 15 miliardi di Euro. Nella sola Italia – dove è presente dal 2010 – Amazon ha investito oltre 450 milioni creando 1.700 posti di lavoro. Il solo sito di Castel San Giovanni (PC) impiega più di mille dipendenti e si estende su un’area di 86mila metri quadri necessari a gestire un catalogo d’offerta che conta più di 136 milioni di prodotti. A novembre 2015 Amazon ha aperto il centro di distribuzione urbano di Milano per il servizio ai clienti Amazon Prime Now. Lo scorso luglio è stata annunciata la realizzazione entro il 2017 del nuovo plant da 65mila metri quadri a Passo Corese (Rieti).

Maurizio Peruzzi

L’articolo completo è pubblicato sul numero di settembre 2016 del Giornale


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1 commento

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