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Quattro chiacchiere con Massimo Zanardini – Università di Brescia: La rivoluzione alle porte

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Al RISE (Research & Innovation for Smart Enterprise) di Brescia studiate come le nuove tecnologie stanno cambiando la Produzione e la Logistica. Di quali nuove tecnologie stiamo parlando?

Massimo Zanardini: Stampa 3D, realtà aumentata, Internet delle Cose e veicoli autonomi. Tecnologie che porteranno entro il 2020 ad una riduzione dei volumi movimentati in Italia per un valore compreso tra i 40 e i 60 miliardi di euro.

Addirittura.

Sarà la conseguenza di una Supply Chain sempre più circolare, digitale e servitizzata. Ma sarà soprattutto l’impatto della stampa 3D, una tecnologia che sposta verso valle la produzione avvicinandola sempre più al cliente finale, abbattendo i costi di trasporto, stoccaggio e distribuzione.

Cominciamo dal principio: che cosa si intende con servitizzazione?

Progettare e vendere non prodotti ma soluzioni. Non il bene, ma il servizio. Due esempi: Boeing ha cominciato a vendere non i motori, ma le ore di utilizzo. Non si vende più un trapano, ma il numero dei fori che quel trapano produrrà nel tempo.

E perché questo fenomeno produce una riduzione dei volumi?

Non questo fenomeno da solo: parliamo di un combinato disposto di tecnologie, modi di progettazione, produzione e vendita, nuove modalità di consumo. Per esempio: la supply chain diventerà sempre più circolare, i beni saranno progettati in modo da riutilizzare materiali e componenti a fine vita.

E quindi?

Minor impatto ambientale e riduzione dei volumi generati all’origine in termini di materie prime e componenti.

Ma la vostra è ricerca pura o ricerca applicata?

In gran parte parliamo di ricerca applicata, in collaborazione con imprese manifatturiere.

In concreto?

Le aziende ci contattano perché vogliono capire come le nuove tecnologie possono migliorare i loro processi. Sostengono i nostri studi tramite assegni di ricerca, borse di studio, partecipazione a reti d’impresa e in cambio ricevono un’analisi accurata sulla loro realtà e soprattutto sui vantaggi – organizzativi ed economici – di cui potrebbero beneficiare grazie all’adozione di nuove tecnologie.

La stampa 3D è un po’ il simbolo di questa rivoluzione.

Dal 2010 registriamo una crescita esponenziale nella vendita di stampanti 3D: quest’anno (2016 – NdR) verranno vendute nel mondo oltre 300mila stampanti. Nel 2014 erano la metà. E cresce la quota parte delle stampanti ad uso industriale.

Perché dal 2010?

Perché in quell’anno sono scaduti molti dei brevetti, datati 1980, detenuti da uno dei giganti del comparto, l’americana 3D System. Questa scadenza ha consentito a nuovi attori di entrare nel mercato portando un contributo decisivo in termini di innovazione sia per quanto concerne le tecnologie che i materiali.

Quanto costa una stampante 3D?

Da diecimila euro a un milione. Ma la cosa più importante è che in questi anni abbiamo assistito ad una rivoluzione nell’applicazione delle diverse tecnologie additive (per sinterizzazione di materiale, foto polimerizzazione, foto sensibilizzazione, incollaggio – NdR) che sono alla base del processo. Oggi siamo in grado di ottenere un prodotto finale identico a quanto ottenibile con un processo di produzione tradizionale.

Oltre alla scadenza dei brevetti, che cosa ha inciso sul boom di vendite?

Una rivoluzione culturale: siamo passati dal concepire la stampa 3D come una tecnologia dedicata alla prototipazione rapida ad una tecnologia produttiva a tutti gli effetti. Secondo l’ultimo report di Wohlers,  la bibbia del comparto, nel 2016 il 50% di quanto prodotto dalle stampanti 3D è stato destinato alla vendita.

In quali settori?

In ordine di importanza, per volumi: elettronica di consumo, automotive, macchine industriali, aerospace.

Un operatore logistico dovrebbe cominciare a preoccuparsi?

Dovrebbe cominciare a conoscere e quindi eventualmente a pensare a come cogliere nuove opportunità. Qualcuno ha già cominciato a farlo.

  • Nome e cognome: Massimo Zanardini
    Luogo e data di nascita: Brescia, 27 dicembre 1987
    Studi: dopo il diploma di Scuola Media Superiore (Liceo Scientifico Tecnologico), Massimo Zanardini si laurea nel 2012 in Ingegneria Gestionale presso l’Università degli Studi di Brescia discutendo una tesi sulle modalità di collaborazione ed integrazione fornitore-cliente lungo le filiere logistiche.
    Curriculum professionale: Massimo Zanardini fa parte del Laboratorio Research and Innovation for Smart Enterprises (RISE) presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale della facoltà di Ingegneria dell’Università di Brescia. Nel 2016 ha conseguito il titolo di dottore di ricerca investigando il livello di conoscenza, diffusione e utilizzo delle nuove tecnologie digitali all’interno delle imprese manifatturiere. Dal 2013 affronta e studia le tecnologie di Stampa 3D ed ha supportato diverse imprese manifatturiere nella valutazione di queste tecniche sia dal punto di vista tecnico che economico.
    Hobbies e passioni: il calcio. Massimo Zanardini è centrocampista del Real Castenedolo, società iscritta al campionato di Seconda Categoria – Brescia, Girone F. Al momento in cui scriviamo è in testa alla classifica.
  • Il RISE (Research & Innovation for Smart Enterprise) è un Laboratorio di ricerca universitario inquadrato presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Brescia. Attivo dal 2015, si avvale del lavoro di 10 persone (un professore ordinario (Marco Perona), un ricercatore e otto dottori di ricerca). Si dedica ad attività di ricerca, formazione e divulgazione affiancando le imprese per renderle sempre più intelligenti, smart, aperte all’uso delle nuove tecnologie. Con le aziende vanta numerose collaborazioni per accompagnarle nell’adozione di nuove modalità progettuali e produttive. Nella logistica vanta competenze specifiche su Supply Chain Management, Previsione della Domanda, Gestione della Produzione Industriale e delle Scorte.

Maurizio Peruzzi

L’articolo completo è apparso sul numero di dicembre 2016 de Il Giornale della Logistica. Per leggerlo richiedi la copia in pdf 


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