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Quattro chiacchiere con Guglielmo Davide Tassone – Rhenus Logistics: Umanesimo logistico

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Non c’è niente di più concreto della logistica, ma niente, come la logistica, richiede ampi spazi di riflessione, astrazione, azione metodica nell’immaginare nuovi mondi e nuovi percorsi. E c’è chi, coniugando consulenza e logistica, sa miscelare il tutto. Ecco come si fa, raccontato da Guglielmo Davide Tassone – Rhenus Logistics

Che cosa ci sta insegnando, nella tragedia, l’emergenza Coronavirus?

Come può succedere nei momenti di crisi abbiamo l’opportunità di cogliere gli aspetti positivi che si celano dietro ogni situazione. Pensiamo, per esempio, allo smart working che sembrava impossibile e che invece si è rivelato utile e praticabile. Penso che in molti reparti, anche operativi, assisteremo ad una vera rivoluzione.

Uffici più vuoti, collegamenti da remoto sempre più numerosi.

Qualcosa del genere. Ma l’opportunità maggiore l’avverto a livello personale: cambierà la percezione di cosa è davvero importante. Questo periodo ci regala spazi di riflessione: dobbiamo saperne approfittare.

Lei su cosa sta riflettendo?

Quando uscirà questa intervista avrò compiuto 50 anni, 25 dei quali trascorsi nella logistica. Un momento di passaggio, un momento di bilanci.

Qual è il suo, di bilancio?

Ho un ricordo indelebile dei primi mesi in Danzas, una scuola sia dal punto di vista umano che professionale. Una formazione proseguita poi in Origin Italia (oggi Atos Origin – NdR) e KPMG dove capii l’importanza della consulenza organizzativa e strategica ed ebbi l’opportunità di confrontarmi con progetti di grande rilievo confrontandomi con figure manageriali di primo piano.

La logistica quando torna?

La logistica è rimasta il primo amore: questo mestiere ti entra nel sangue, grazie anche ai maestri che ho incontrato.

Per esempio?

La certezza è di dimenticare qualcuno. Per questo ne cito solo uno: Sebastiano Grasso (oggi ad Sogemar e vice presidente Contship – NdR).

Come è cambiata la logistica in questi 25 anni?

È cresciuta la percezione della sua importanza, ma non quanto necessario. Permane una narrazione negativa: andare a lavorare in un magazzino, in un terminal o in strada, alla guida di veicoli sempre più intelligenti e iper connessi, è ancora spesso percepito come un ripiego mentre è uno dei mestieri più belli del mondo.

Conseguenze?

Diverse e a tutti i livelli: mancano autisti e meccanici. A livello manageriale si fatica ad attrarre le menti migliori e a trattenerle. Rispetto ad altri comparti la logistica, infatti, non garantisce al talento i necessari riconoscimenti economici e di sviluppo professionale.

Eppure mai come in queste ultime settimane la logistica si è rivelata strategica.

La crisi ha sollecitato una reazione di orgoglio: ho visto con i miei occhi le persone fiere di andare al lavoro per garantire i rifornimenti essenziali agli ospedali, alla popolazione, al Paese. E farlo consapevoli dei rischi cui andavano e vanno incontro.

Lei ha detto che anche nella logistica è necessario uno svecchiamento.

Il futuro appartiene ai giovani. Invece, nella logistica, capita di vedere al comando una generazione di sessanta / settantenni. Per fortuna, negli ultimi cinque anni, le cose stanno cambiando.

Qual è il ruolo dei clienti, soprattutto di coloro che interpretano la logistica come una commodity?

Questo è vero solo per taluni clienti e taluni aspetti, per esempio il classico trasporto camionistico full truck che, infatti, pone grossi problemi di salvaguardia della marginalità e quindi, a cascata, genera difficoltà nell’operare i necessari investimenti in termini di adeguamento della flotta, tecnologie, persone, software.

Tra quanto ha citato, qual è la componente più importante?

Le persone: quando si offrono servizi è sempre l’uomo, con le sue competenze e capacità di empatia, a fare la differenza. Subito dopo pongo una strutturata e moderna dotazione informatica e digitale.

Perché la competenza e l’empatia sono così importanti?

Il logistico non vende un prodotto ma un servizio. Non si presenta con un catalogo o un campionario, ma con l’apertura mentale e la capacità professionale utile ad entrare nel problema del cliente, capirne le esigenze, metterle in fila, identificare un percorso, prospettare una soluzione.

In questo c’è attinenza con la figura del consulente, a lei ben nota.

La differenza è che il consulente “puro” si ferma al progetto. Il progetto, per il logistico, invece, diventa un punto di partenza dovendo tradurre la teoria in pratica.

Impegnativo. Però lei trova il tempo per dedicarsi anche a ruoli istituzionali, come per esempio in Fedespedi e SOS LOGistica.

Non tutto il tempo che vorrei ma sappiamo tutti che il tempo è una risorsa limitata.

Ma allora chi glielo fa fare?

In primo luogo per spirito di servizio verso la Comunità di cui faccio parte. Poi per l’arricchimento umano e professionale che ne traggo grazie ai contatti, all’interscambio di idee, alla qualità dei dibattiti con interlocutori preparati e stimolanti.

Ma perché lei si impegna in ben due differenti associazioni?

Ogni associazione è diversa per scopi, obiettivi, caratteristiche e vision. Mi riconosco in entrambe e partecipo con entusiasmo, ricevendo molto di più di quanto offro.

  • Nome e cognome: Guglielmo Davide Tassone
    Dati anagrafici e personali: Guglielmo Davide Tassone è nato a Messina il 22 aprile 1970. Vive a Milano, è sposato e ha due figli.
    Curriculum di studi: dopo la Maturità Scientifica si laurea in Ingegneria Tecnologie Industriali ad Indirizzo Economico Organizzativo presso il Politecnico di Milano. Ha seguito numerosi corsi di approfondimento ed aggiornamento professionali a livello nazionale ed internazionale.
    Attività professionale: Inizia la sua attività presso Danzas Logistics sino ad occupare la posizione di Business & Market manager. Dopo un’esperienza in Origin Italia (oggi Atos Origin Italia) in qualità di Business Manager, entra in KPMG che lascia, con il ruolo di Senior Manager. Nell’ottobre 2005 entra in BLG Logistics Solutions Italia, filiale italiana del colosso di Brema, di cui segue, con il ruolo di Amministratore Delegato, le fasi di start up e di posizionamento nel mercato italiano. Nel 2016 entra in Rhenus Logistics quale Direttore Progetti Speciali. Oggi ne è Amministratore Delegato.
    Attività istituzionali: Guglielmo Davide Tassone, già socio AILOG, vanta docenze in vari enti e istituzioni e partecipa a meeting e congressi in qualità di relatore. È membro sia del Consiglio Direttivo di Fedespedi (con delega al Training Development) sia del Comitato Direttivo di SOS LOGistica.
    Hobbies e passioni: Guglielmo Davide Tassone è uno sportivo praticante: vela, windsurf, sci e kayak. È inoltre appassionato di archeologia, storia antica e pittura.
  • Rhenus Logistics è un provider logistico attivo a livello internazionale con un fatturato di circa 5.5 miliardi di euro grazie al lavoro di 33mila dipendenti operativi presso oltre 750 filiali proprie. Garantisce un’offerta trasversale al servizio di supply chain B2B o B2C anche complesse con il presidio diretto di tutte le attività: trasporti e spedizioni. Lavorazioni a magazzino. Distribuzione. Servizi complementari alla persona (consegna e montaggio mobili ed elettrodomestici presso il domicilio del cliente, per esempio), freight forwarding, assistenza e consulenza per necessità doganali o di deposito.
    L’impresa declina le proprie aree di business nei seguenti comparti: Road Freight Logistics, Air & Ocean, Warehousing, Home Delivery & Assembly. Il sito di riferimento è www.rhenus.group.

Maurizio Peruzzi

Estratto dell’articolo apparso sul numero di aprile 2020 de Il Giornale della Logistica


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Giornale della Logistica
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