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Quattro chiacchiere con Ferenc Lajkó – Waberer’s International: vento d’Ungheria

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Qual è la sua opinione sulle accuse rivolte da operatori e associazioni di categoria italiane ad aziende dell’Est Europa di esercitare una sorta di dumping sociale ignorando inoltre le regole che governano il cabotaggio?
La nostra flotta non svolge attività di cabotaggio ma solo trasporto internazionale a lungo raggio. Operiamo in stretta osservanza di tutte le più stringenti normative e regolamenti e quindi non vedo come possiamo essere accusati di social dumping.

Ciò non toglie che l’accusa raggiunge molte società dell’Est Europa. Qual il suo pensiero in generale?
Io penso che, in generale, il termine “social dumping” è usato spesso in modo fuorviante quando ci si riferisce ad imprese dell’Est Europa. La maggioranza delle attività al di fuori delle regole è infatti svolta da autisti che lavorano per le cosiddette “imprese Casella Postale”, create da trasportatori non appartenenti all’area Centro ed Est Europa.

Lei quindi si considera a sua volta vittima di questa concorrenza sleale?
Certamente. Le attività illegali danneggiano le attività di tutte le imprese che, come Waberer’s, operano nel rispetto delle regole. Ma non solo: sono comportamenti che recano danno all’intero settore perché si traducono in inefficienze, bassi livelli di servizio e concorrenza sleale.

Come è possibile eliminare questo problema?
Occorre fare una netta distinzione tra aziende che fanno dumping e trasportatori che operano legalmente, indipendentemente dalla loro sede e origine. Mi auguro che i contenuti del Mobility Package 2017 vengano modificati al fine di creare un sano equilibrio tra controlli adeguati e libertà di fornire servizi di alto livello all’interno della Comunità Europea.

È in atto una ripresa in Europa?
È in atto una tendenza positiva sia nel trasporto che nella logistica. Tutti i nostri principali clienti stanno incrementando i volumi sia che si tratti di distribuzione che di produzione industriale. Grazie a questa crescita Waberer’s sta cogliendo nuove opportunità di collaborazione e di sviluppo.

Qual è il problema principale a livello continentale?
La carenza di autisti (secondo uno studio della Commissione Europea ad oggi mancano sul mercato 140mila professionisti del trasporto – NdR), un problema diffuso in tutto il Vecchio Continente. Non a caso Waberer’s investe da anni per selezionare, formare, avviare alla professione e incentivare persone che si lascino affascinare da un mestiere che è tra i più belli del mondo.

Addirittura…
La chiave è l’innovazione: un giovane che sale a bordo di un moderno veicolo industriale è subito catturato dal livello tecnologico delle dotazioni di bordo.

Da dove nasce la capacità di innovare nel trasporto e nella logistica?
Dalla volontà aziendale e dalla capacità di collaborare con i nostri partner. Un esempio? Gliene faccio tre: abbiamo condotto test di successo per promuovere il trasporto di camion senza autista in convoglio. Investiamo in motorizzazioni alternative nel rispetto di severi standard di eco-compatibilità. Sosteniamo lo sviluppo dell’intermodalità strada – ferro.

E per quanto concerne la digitalizzazione dei processi?
Abbiamo creato in house sistemi di ottimizzazione che ci permettono di efficientare carichi e rotte, di acquisire, elaborare e gestire i dati di bordo relativi ad una flotta di circa 4.150 mezzi. Un patrimonio straordinario di Big Data. Il risultato di tutte queste analisi si traduce in minori consumi, tempi di transito ridotti, vantaggi concreti tali da consentirci di individuare le migliori soluzioni per i nostri clienti.

In house significa che si tratta di sistemi proprietari?
Certamente abbiamo modernizzato i nostri sistemi informativi aziendali e continuiamo a farlo. Ma è strategica la collaborazione con società leader di settore capaci di creare soluzioni più intelligenti, sicure e performanti. A tale proposito vorrei ricordare la nostra partnership con SAP Hungary.

Con quali obiettivi?
Solo nel 2017 abbiamo investito 10 milioni di Euro per ammodernare i nostri sistemi, in collaborazione con SAP: i nuovi software garantiscono una gestione più efficiente delle 45 società nazionali e internazionali nel perimetro di Waberer’s Group. Con l’aiuto della tecnologia i nostri processi sono sempre più rapidi con decisioni assunte in tempo reale non solo sulla flotta e in magazzino, ma anche per quanto concerne le attività finanziarie, gli acquisti e le vendite. Non a caso, nel 2016, SAP ha scelto Waberer’s come Gold Winner nella categoria innovazione dei suoi Quality Awards per l’Europa centrale e orientale.

  • Le attività di Waberer coprono il trasporto internazionale a lungo raggio, il trasporto regionale, lo stoccaggio e la distribuzione di merci secche e refrigerate, nonché servizi di logistica a valore aggiunto.

    L’azienda genera il 75% delle sue entrate dalla fornitura di trasporti internazionali a lungo raggio in tutta Europa. Oltre due terzi delle merci trasportate in Europa viaggiano su strada.
    Waberer’s impiega oltre 7.600 persone e la sua capacità logistica interna si avvicina ai 200.000 metri quadri coperti. Waberer’s persegue da un lato un processo di consolidamento per crescita interna e dall’altro un programma di acquisizioni mirate quali per esempio – nell’estate 2017 – l’acquisto di Link Services, leader internazionale nel settore dei trasporti con sede in Polonia. Link ha consentito un’implementazione della flotta per oltre 400 camion e 600 rimorchi.

    La strategia di crescita della società ungherese è stata potenziata da una IPO nel 2017 con il debutto più significativo, in termini di valore, alla Borsa di Budapest negli ultimi due decenni. Scopo della quotazione è il consolidamento della posizione di primo piano di Waberer’s sul mercato europeo.

  • Nome e cognome: Ferenc Lajkó
    Curriculum: dopo la laurea, conseguita presso la Széchenyi István University di Gyor, Ferenc Laikó ottiene i master in Economia ed Ingegneria dei Trasporti.
    Attività professionale: nel 1997 entra in Hungarocamion, impegnato nell’area commerciale della società, attività che mantiene una volta trasferitosi presso la Volán Tefu. Dopo l’incorporazione delle due predette società in Waberer’s, Laikó continua la sua carriera nell’area commerciale sino a raggiungere posizioni di vertice.
    Dal 2007 al 2011 è Deputy Chief Executive Officer dell’area Trasporti e, dal 2012, l’area di responsabilità di amplia a tutte le attività di Forwarding, Sales, Transport Operations. Dal 2016, contestualmente al cambio di proprietà della società, diviene Chief Executive Officer di Waberer’s International nonché membro del Board.
    Riconoscimenti: “Manager ungherese dell’Anno 2017”
    Hobbies e passioni: squash, jogging, ciclismo e sci

Maurizio Peruzzi

L’articolo completo è pubblicato sul numero di marzo 2018 de Il Giornale della Logistica. Richiedi la copia in PDF


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