GEP – Header banner dal 1 ottobre al 31 ottobre 2020
CLS – Header banner dal 1 settembre al 31 dicembre 2020
riempitivo gdl header

Quattro chiacchiere con Elena Chiapparoli di SCL – Silvano Chiapparoli Logistica: il volto umano della logistica

0
CARLYLE ESTATE – newsbanner dal 22 settembre al 22 ottobre 2020
BAOLI – newsbanner dal 1 ottobre al 31 ottobre 2020

Il futuro si costruisce passo passo, ogni giorno, puntando sulla tecnologia, ma anche e soprattutto, sulla capacità di stringere relazioni con i dipendenti, i partner e i committenti. Così ci ha raccontato Elena Chiapparoli, convinta che la logistica per essere davvero efficace debba mostrare il suo volto umano

 Una delle parole che ricorre più frequentemente nei suoi discorsi è: futuro… Come costruire un futuro diverso?

Il futuro appartiene a chi ci inizia a lavorare oggi. Di questo sono convinta. È un pensiero trascinante, pieno di ottimismo… non trova? Significa che “oggi” è sempre il momento giusto per riprogettare il domani.  Presente e futuro vanno a braccetto, sono uno legato all’altro. Ogni scelta aziendale, ogni decisione cerco di prenderla valutando non solo gli effetti immediati ma anche e soprattutto le conseguenze a lungo termine. Occorre aprire la mente e sforzarsi di operare in un contesto più ampio dell’immediato, esplorare strade mai battute, immaginare soluzioni a problemi che ancora non esistono … Sa cosa dico ai miei collaboratori? “Proviamo a immaginare il presente spostato un po’ più in là!” (ride n.d.r.).

 Com’è cambiata, con la crisi in atto, la sua visione del futuro della logistica?

Sinceramente non è cambiata. Anzi, questa crisi ha confermato quello in cui ho sempre creduto e su cui continuo ad investire: personalizzazione del servizio, automazione, vicinanza al cliente grazie a una presenza diffusa sul territorio. La crescita futura delle imprese e in particolare della Supply Chain dipende in gran parte da questi tre fattori. Ne ho avuto la riprova durante il lockdown in Lombardia.

In che modo?

Gli stabilimenti di Cerro al Lambro e Livraga non erano operativi al 100% ma fortunatamente grazie alla nostra sede di Roma siamo riusciti a garantire ai nostri clienti l’abituale efficienza.

Qualsiasi futuro ci troveremo ad affrontare, Chiapparoli Logistica potrà farlo contando su un bagaglio di quasi 40 anni di esperienza. Com’è nata la scelta della specializzazione in ambito farmaceutico?

È una storia lunga che risale al 1979. All’epoca mio padre (il Cav. Silvano Chiapparoli n.d.r.), volle creare una logistica specializzata che non esisteva. Il suo sogno era creare una supply chain specializzata nel farmaco che unisse all’eccellenza del servizio, il valore aggiunto della relazione personale, di un dialogo sempre aperto col cliente. È nata così la Logistica dal volto umano. Quel sogno non solo si è realizzato, ma oggi ha 5 sedi in tutta Italia e 600 persone che ci lavorano.

Quando ha capito che la logistica sarebbe stata la sua scelta di vita professionale?

Da piccola volevo fare il magistrato. E infatti mi sono laureata in Giurisprudenza, era un ambito che mi piaceva ma poi la passione per la logistica ha preso il sopravvento. Forse perché mio padre mi ha trasmesso il suo amore appassionato per l’azienda, la voglia di mettersi in gioco in prima persona e dare il massimo… Dev’essere qualcosa che abbiamo nel DNA! (sorride n.d.r.)

Quali sono a suo avviso i tratti distintivi della vostra azienda nell’ambito della logistica per il pharma?

Penso che ci siano almeno tre aspetti che caratterizzano SCL. Punto primo, siamo italiani. L’italianità non è un valore in sé, ne sono consapevole. Ma lo diventa perché si traduce in vicinanza. Abbiamo due sedi al nord e una in centro Italia, e il nostro servizio è capillare. Conosciamo perfettamente il mercato italiano perché ci lavoriamo da 40 anni.  I nostri maggiori competitor sono multinazionali, per loro l’Italia è solo un altro Paese tra i tanti…

E il secondo aspetto?

Secondo, siamo un’azienda familiare. Vuol dire che il cliente ha una relazione diretta con il titolare dell’azienda. E sa qual è la differenza? Io rispondo di ogni scelta in prima persona, ci metto la faccia. In SCL c’è più velocità decisionale, semplicemente perché ci sono meno passaggi. Tempi più rapidi quindi, e soluzioni più immediate.

…terzo?

Terzo punto, offriamo un servizio tailor made. Questo è da sempre il nostro punto di forza. Sappiamo anticipare i bisogni e adattare i servizi alle esigenze specifiche. Il cliente così ha sempre la soluzione che cerca senza scendere a compromessi sulla qualità, perché investiamo in ricerca e nelle migliori tecnologie. Qualità e flessibilità sono il perno su cui ruota la nostra logistica.

Lo sviluppo della sua azienda si basa sul principio del Continuous Improvement: come si traduce concretamente?

Abbiamo all’interno dell’azienda un team di ingegneri che si occupa di analizzare dati e processi per individuare eventuali problemi e trovare la soluzione più efficiente. Tutto è continuamente monitorato e aggiornato in un’ottica Lean ovvero rendendo i processi sempre più snelli, veloci e facili da applicare. Il Continuous Improvement interessa ogni attività: magazzini, sistemi informatici, sicurezza, customer service, fatturazione, trasporti. Ma anche la strategia aziendale, i rapporti con i dipendenti e con i fornitori.

Come avviene ciò in concreto?

Il servizio al cliente migliora continuamente e i rischi di errore sono drasticamente ridotti. Per questo team ho scelto personalmente professionalità di talento che hanno portato energie nuove e grandi competenze in azienda.

La sua azienda ha sempre dato grande valore alla relazione umana sia nei rapporti con i clienti sia con i dipendenti.  Il vostro è un team consolidato con ridottissimo turn over. Come avete ottenuto questo risultato?

È vero, siamo una grande famiglia molto unita. Sono orgogliosa di dire che conosco personalmente i miei dipendenti, uno ad uno, tutti e seicento. La collaborazione è la chiave di tutto. Non solo internamente, ma anche con i clienti di cui siamo business partner. Durante l’emergenza Covid ho avuto la riprova che lavorare “insieme” fa davvero la differenza. La situazione era molto difficile: da una parte c’era il lavoro da mandare avanti, dall’altra la salute dei dipendenti da preservare. In un momento così delicato bisognava trovare soluzioni ‘creative’ e sicure, e lo abbiamo fatto mettendo insieme le forze. Così da una parte, abbiamo fatto squadra con i clienti definendo insieme le priorità e snellendo i processi.  Dall’altra, abbiamo chiesto ai dipendenti di accettare la sfida assicurando loro tutte le garanzie possibili.

Che tipo di tutele avete adottato?

Ho stipulato per tutti un’assicurazione in caso di Covid, ho attivato immediatamente lo smart working e garantito a chi si recava in azienda un ambiente di lavoro controllato e sicuro. Il risultato è stato incredibile. Ho potuto contare sulla presenza di tutti, sulla massima disponibilità anche nei momenti più bui. Molti clienti hanno definito “eroico” l’operato dei nostri dipendenti. E sono perfettamente d’accordo, tanto che da poco ho voluto offrire un riconoscimento a chi, nonostante tutte le difficoltà, ha dato il massimo.

Il fatto di poter contare su una cortissima catena di comando vi ha assicurato grande reattività durante l’emergenza. Su quali elementi avete puntato per affrontare la crisi?

Penso che la differenza l’abbia fatta l’aver giocato d’anticipo. Abbiamo sempre monitorato la situazione cercando di prevedere quanto sarebbe successo. A gennaio, ad esempio, quando in Cina è scoppiata l’epidemia, ho creato un team per valutare se avremmo avuto difficoltà di approvvigionamento di alcune forniture come cartoni, parti sostitutive di telecamere o macchine automatizzate. Questo ci ha permesso di non rimanere sprovvisti di materiale per noi essenziale.

Vi siete trovati da subito nell’occhio del ciclone…

Sì, il paziente 1 a Codogno… Il giorno in cui ne sono venuta a conoscenza, ho deciso di ordinare immediatamente grossi quantitativi di mascherine, gel igienizzanti, guanti e tute adeguate. Tutti questi prodotti pochi giorni dopo sono divenuti introvabili ma fortunatamente noi ci eravamo mossi per tempo!  Guardare avanti ci ha permesso di continuare a lavorare, in tutta sicurezza.

Come ci si prepara a scenari “imprevedibili” come quello che si è concretizzato?

Noi siamo la logistica del farmaco quindi operiamo in un servizio essenziale. Essere consapevoli di questo ti fa comprendere l’importanza del nostro compito: non possiamo fermarci o farci trovare impreparati. Per questo abbiamo sviluppato nel tempo alcuni piani di business continuity, anche in collaborazione con le aziende farmaceutiche di cui siamo partner. Questi piani ci aiutano a prevedere e ad affrontare anche la più inaspettata delle crisi, stabilendo protocolli e procedure da adottare per ogni possibile scenario. È chiaro che trovarsi in una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo è molto diverso dal vederla semplicemente sulla carta… Però le misure a cui avevamo pensato sono state quelle che poi abbiamo messo in atto. Diciamo che essere preparati si è rivelato molto utile e la nostra catena di comando corta ha fatto il resto.

Quanto conta la collaborazione di filiera nel mondo del pharma? So, per esempio, che aderite al progetto Dafne e al tavolo dedicato dell’OCL

Come ho detto, collaborazione è la parola chiave per il nostro modo di operare. Ho subito aderito al progetto Dafne perché rappresenta uno straordinario esempio di piattaforma collaborativa grazie alla quale tutti gli attori, tramite collegamenti telematici, si scambiano informazioni utili migliorando così l’intero ciclo di gestione dell’ordine. Anche il tavolo di Contract Logistic è un validissimo strumento che aiuta gli operatori ad anticipare le tendenze e le richieste del mercato. Insieme siamo tutti più vincenti.

  • Nome e Cognome: Elena Chiapparoli
    Studi: Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l’Università degli Studi di Milano.
    Attività professionale: dopo la laurea entra nell’ufficio legale di SCL e ci lavora per diversi anni. Ricopre poi il ruolo di Amministratore Delegato e attualmente, come Amministratore Unico, porta avanti con orgoglio l’impresa di famiglia.
    Passioni: Trascorrere più tempo possibile con i grandi amori della sua vita: il marito medico veterinario, le due figlie e il suo cane Ariel.

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di Settembre 2020 de Il Giornale della Logistica


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Giornale della Logistica
Condividi

Lascia un commento

error: RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright GDL

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Ricevi gratis le ultime news direttamente sulla tua e-mail

Inserisci i tuoi dati. Riceverai una e-mail con la richiesta di confermare l’iscrizione (controlla anche lo spam!): cliccando sul link la tua iscrizione sarà attiva. Iscrivendoti accetti le nostre condizioni sulla privacy Informativa GDPR