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Quattro chiacchiere con Barbara Gaudenzi, Università di Verona, LogiMaster: tra resilienza e visione di insieme

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Che cosa l’ha fatta innamorare della logistica?
La complessità, il dinamismo che la caratterizza, la centralità della funzione: studiare la logistica significa comprendere i meccanismi più profondi di un’azienda.

Da che parte si comincia?
Dall’analisi della gestione dei flussi con l’obiettivo di ottimizzarli. Il primo passo è la mappatura dei processi, ma attenzione a non perdere mai di vista l’insieme.

In che senso?
Mai concentrarsi su un singolo momento, dettaglio o funzione ma maturare una visione dove tutto è interconnesso: ruoli, fasi e persone.

Chi governa la logistica?
Il cliente finale: una supply chain matura e consapevole parte da una conoscenza approfondita delle necessità, bisogni e abitudini del cliente. L’impresa deve in primo luogo maturare una vision chiara del proprio posizionamento nella catena del valore: cosa vendiamo? A chi? Con quali tempi e modalità? Quali sono le priorità del cliente?

Un esercizio che produce quale risultato?
Una perfetta conoscenza dei propri punti di forza e di debolezza, anche nella logistica. Per esempio: il processo di gestione dei fornitori è pienamente integrato, quindi ottimizzato? Ho davvero ottenuto una piena efficienza operativa dei processi, dal ciclo dell’ordine alla gestione delle scorte, il magazzino, la distribuzione?

Conosco dei logistic manager che già con la gestione delle scorte hanno qualche problemino…
Della gestione delle scorte sappiamo tutto e abbiamo tutti gli strumenti e i modelli per ottimizzarla.

Forse il problema è dato dal fatto che spesso la logistica è una funzione ancillare…
Esiste certamente un problema di organigramma: a chi risponde il direttore della logistica? Fa parte del board aziendale? Viene consultato quando ci sono da prendere decisioni strategiche? Se la risposta a tutte queste domande è negativa quell’azienda ha un bel problema.

Certo ce l’ha anche il responsabile della logistica…
Un buon logistico deve poter contare su una solida preparazione tecnica affiancata ad una visione trasversale dei problemi dell’impresa: altrimenti come può pretendere di essere ascoltato? Deve sapere tutto di logistica e trasporti ma anche conoscere a fondo il mondo dei fornitori a monte e le caratteristiche del mercato a valle. Solo in tal modo può offrire un contributo che vada oltre i soliti KPI di efficacia ed efficienza.

Lei ha detto che la logistica è soggetta a mode. Cosa intendeva dire?
Talora si parla per mesi di determinate best practice, e questo naturalmente è un bene. Il male comincia quando una best practice diventa un benchmark di riferimento totemico: un modello non è mai totalmente comparabile con la situazione concreta in cui ci si trova ad operare.

Imparare da tutti, ascoltare tutti ma agire con la propria testa…
La contaminazione è importante. Frequentare eventi e convegni, visitare altre aziende, soprattutto in settori completamente diversi, con soluzioni tecnologiche e modelli organizzativi originali, garantisce un sicuro arricchimento professionale.

Nei “ragazzi” che frequentano i suoi corsi o si iscrivono al LogiMaster qual è la qualità che più apprezza?
La determinazione e la curiosità, perché essere curiosi porta a farsi delle domande, a non dare nulla per scontato. Ma c’è di più: le aziende premiano i curiosi perché aprono le finestre, cambiano l’aria, immaginano nuovi mondi.

  • Nome e cognome: Barbara Gaudenzi
    Luogo e data di nascita: Milano, il 26 ottobre 1977
    Dati anagrafici e personali: Barbara Gaudenzi abita tra i vigneti della Valpolicella. Ha due figlie di nove e cinque anni.
    Curriculum di studi: dopo il Liceo Scientifico, si laurea (con lode) in Economia presso l’Università di Verona – Business School of Management. Consegue quindi il Dottorato di Ricerca in Dottrine Economico-Aziendali e Governo dell’Impresa presso L’Università Parthenope di Napoli. Frequenta quale visiting scholar la Cranfield University (Gran Bretagna) e la Caledonian University di Glasgow.
    Attività professionale: frequenta l’intero cursus honorum dell’Università di Verona, di cui oggi è Professore Associato presso il Dipartimento di Economia – Business Administration. È direttrice del LogiMaster attivo presso la medesima sede accademica. È autrice e co-autrice di innumerevoli testi, saggi, articoli, volumi in particolare sui temi della Logistica, del Supply Chain Management e del Risk Management.
    Attività istituzionali: membro della società Italiana di Marketing (SIM), della Società Italiana di Management (SIMA), di IPSERA, del Council of Supply Chain Management Professionals (CSCMP).
    Hobbies e passioni: la montagna. L’ultima conquista è la vetta del Monte Bianco: “la montagna insegna tanto, a cominciare dall’umiltà e della consapevolezza della propria forza e dei propri limiti”
  • Il LogiMaster, Master in Logistica Integrata – Supply Chain Management, è un Master universitario di primo livello aperto a studenti e professionisti del mondo del lavoro. Creato presso l’Università di Verona dal compianto prof. Antonio Borghesi, propone una formula che alterna formazione in aula (gennaio – giugno) ed esperienze in azienda (luglio – novembre). Con il fattivo coinvolgimento delle numerose imprese partner, offre continue opportunità di interscambio fra figure junior e senior in un quadro di relazioni e contatti di elevato spessore sia a livello nazionale che internazionale. Giunto alla diciottesima edizione, ha fino ad oggi diplomato più di 400 allievi. Il 100% dei giovani diplomati trova lavoro entro pochi mesi, mentre sono sempre più numerose le imprese che collaborano onde offrire opportunità di formazione ai propri dipendenti, recruting e cogliere le tante occasioni di networking offerte dalla partecipazione ai lavori.

Maurizio Peruzzi

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di settembre 2018 de Il Giornale della Logistica. Richiedi qui la copia in PDF 


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