CLS – Header banner dal 1 aprile al 30 giugno 2019
riempitivo gdl header

Giulia Guida, FILT CGIL: “La logistica e il trasporto non sono più quelli di una vota: il modello organizzativo va cambiato”

0
GEP – newsbanner dal 1 al 30 giugno 2019
BAOLI – newsbanner dal 1 maggio al 30 giugno 2019

Lei ha detto: il Sindacato è disposto a collaborare per garantire alle imprese maggiore flessibilità.
Confermo: la flessibilità nell’organizzazione del lavoro è imposta dalle mutate caratteristiche del settore. La logistica è il trasporto non sono più quelli di una volta. Il modello organizzativo va cambiato.

In che senso?
Siamo di fronte a fenomeni complessi che vanno prima compresi, poi regolarizzati. I picchi di lavoro sono spesso imprevedibili: il lunedì non si sa quante righe d’ordine andranno gestite il martedì. C’è talora la necessità di individuare nuove modalità di movimentazione delle merci. Il just-in-time, con l’azzeramento delle scorte, impone modelli organizzativi diversi. Poi c’è il caso delle start-up, l’eCommerce, la multicanalità, il lavoro notturno, l’introduzione di nuove tecnologie, la giungla del trasporto su gomma… Devo continuare?

No grazie: qual è la sfida comune?
Analizzare il contesto. Difficilmente esiste una risposta universalmente valida. Per questo da anni – all’interno delle imprese – firmiamo accordi che in modi diversi risolvono il problema della flessibilità.

Alcuni confondono flessibilità con ricorso al lavoro di cooperativa, senza porsi troppi scrupoli nella scelta del fornitore: basta che costi poco.
Una scelta suicida per due motivi: da un lato significa rassegnarsi ad una bassa qualità del lavoro quando la logistica è sinonimo di qualità e di efficienza. Dall’altro esiste l’istituto della responsabilità solidale. Non a caso le cooperative che si impongono sul mercato sono quelle più efficienti, organizzate e rispettose dei diritti. Non a caso la committenza si rivolge con sempre maggiore fiducia a realtà di questo tipo.

Ciò non toglie che le cronache siano piene di notizie su cooperative addirittura infiltrate dalla criminalità organizzata.
Certamente il Sindacato non può abbassare la guardia nei confronti di quelle realtà che ancora oggi sfruttano i più deboli, le persone sulla soglia dell’emarginazione sociale se non oltre. Si tratta di un lavoro enorme da condurre sia sul territorio che presso le istituzioni, per esempio stimolando le attività del Tavolo per la Legalità nella logistica e nei trasporti istituito presso il Ministero del Lavoro. La sfida è far emergere le condizioni di sfruttamento totale.

Una lotta titanica.
L’obiettivo del sindacato e delle imprese è il medesimo: far vivere i soggetti seri ed eliminare la concorrenza sleale. Ma passi avanti, negli ultimi anni, ne sono stati fatti: un tempo tavoli di confronto sulla flessibilità non esistevano nemmeno. La nuova legge sugli appalti, un sistema di controlli più strutturato e strumenti quali il già citato Tavolo sulla Legalità vanno in questa direzione.

Sono di questi giorni le polemiche sui contratti di secondo livello (intese a livello aziendale che integrano il CCNL – NdR): lei concede molto valore alle intese sul piano locale.
Non confondiamo piani diversi. I contratti collettivi nazionali sono intangibili e indicano la cornice entro cui sono possibili intese a livello locale. Per esempio con l’adozione di istituti come la multi – periodalità (possibilità di variare l’orario di lavoro contrattualmente stabilito in presenza di particolari esigenze – NdR). Non è invece possibile rappresentare i contratti di secondo livello come sostituitivi o esaustivi del contratto nazionale. Soprattutto perché i tre quarti della platea complessiva non esercita il secondo livello di contrattazione. Significherebbe condannare la maggioranza ad un regime di bassi salari.

Daniele Fregnan del Gruppo Benetton mi ha detto che il ruolo del sindacato è fondamentale e che con il Sindacato vorrebbe discutere di merito e premialità. Troppo spesso, invece, il sindacato difende gli incapaci e i lazzaroni.
Chi si è voluto mettere in gioco, sedersi al tavolo e discutere i risultati li ha ottenuti. Rivolgo al manager del Gruppo Benetton un invito ad un confronto di merito con le Organizzazioni Sindacali. Purtroppo, e parlo in generale e non del caso specifico che non conosco, talora dietro a molti pregiudizi avversi al Sindacato si nasconde una scarsa propensione al cambiamento.

di Maurizio Peruzzi

  • Nome e cognome: Giulia Guida
    Dati anagrafici e personali:Giulia Guida è nata a Napoli nel 1966. Mamma di un figlio, continua a vivere in Campania facendo la pendolare con Roma dove si trova la sede nazionale della FILT CGIL.
    Curriculum studi: Giulia Guida si è laureata in Scienze Politiche presso l’Università Federico II di Napoli.
    Attività professionale e sindacale: dopo la laurea lavora con contratti precari nei call center dove inizia la sua attività sindacale aprendo una vertenza con altri colleghi per l’assunzione di tutti i lavoratori presso la Telecontact center di Telecom Italia. Nel 2005 entra nella segreteria regionale della SLC (Sindacato Lavoratori della Comunicazione). Nel 2008 entra nella segretaria della CGIL regionale della Campania occupandosi di politiche del lavoro e di contrattazione. Viene eletta nella segreteria nazionale della FILT il 12 ottobre 2011 con delega al trasporto merci, logistica e spedizioni. Dal 2006 fa parte del Direttivo confederale della CGIL.

 

L’articolo completo è stato pubblicato sul numero di Dicembre 2015 del Giornale della Logistica


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Giornale della Logistica
Condividi
error: RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright GDL